Federico D’Annunzio, dall’officina di famiglia al Mondiale Superstock

A tu per tu con un pilota che è anche meccanico, nell'officina di famiglia. E che ha dimostrato come il talento, a volte, sia più importante del supporto tecnico e del budget a disposizione...

13 gennaio 2017 - 9:01

Ho incontrato Federico D’Annunzio per caso: percorrevo in auto una strada diversa dal solito e mi sono imbattuto in un furgone con l’effigie del Mondiale Superbike; era fermo davanti a una autofficina. Non ho potuto che fermarmi e così ho conosciuto il giovane pilota abruzzese, meccanico nell’officina di famiglia dove lavora fino a tardi ogni giorno. Classe 1992, il sorriso stampato sul viso e due occhi pieni di quel fuoco che è possibile scorgere solo in quelli che vivono per un sogno… anzi, che vivono il sogno della velocità. Ho sempre ammirato queste persone:  anche io mi diverto fra i cordoli e quando vedo i tempi sul giro dei piloti rimango ogni volta senza parole. Mi sono chiesto spesso da dove tutto abbia inizio, quale sia il percorso che porti a diventare pilota. Probabilmente, però, piloti si nasce.

“Ho iniziato per caso. Tutto è partito da mio fratello Fabio che mi ha trasmesso la passione per le moto” – risponde Federico mentre armeggia con una chiave inglese in officina – “A 6 anni ho avuto il mio primo kart e a 10 la minimoto. Papà era contrario perché durante una gara (Marcello D’Annunzio correva a livello interregionale con i kart) si è quasi ammazzato”. Diversamente da quasi tutti i suoi colleghi, Federico non ha cominciato con le gare di minimoto e si è avvicinato all’attività agonistica tardi.
“Ho avuto la mia prima moto con le marce a 12 anni; dapprima una enduro e solo più in là una Yamaha TZR 125 ridotta malissimo e sistemata da noi alla meglio. Andavo a girare nel kartodromo vicino casa, da Giustino. Cadevo in continuazione perché strisciavo lo scarico sull’asfalto”.

Nel caso di Federico è stato suo fratello a rendersi conto del suo talento e a indirizzarlo alle competizioni: “Un giorno Fabio ha trovato un’inserzione su Motosprint, in cui si parlava dell’Aprilia Junior JP 2006. Bisognava ritagliare un tagliando e spedirlo per partecipare alle selezioni. Per l’occasione prendemmo una Aprilia RS 125, permutando il 250 di mio fratello. Non avevo praticamente esperienza di moto vere, avevo girato pochissimo. Alla prima selezione eravamo 350 ragazzi sotto osservazione degli uomini Aprilia e di mostri sacri come Boscoscuro, Sacchi e piloti di grande talento come Corsi e il Sic. Non ero mai stato a Magione e soprattutto non avevo mai guidato sul bagnato, tuttavia andò bene e arrivai alla seconda selezione: trenta piloti,  i partecipanti al campionato 2006. E’ stata una bellissima esperienza, abbiamo fatto tutto in famiglia. Al primo anno fui nominato Rokiee of the year e alla seconda partecipazione, nel 2007, mi giocai il titolo all’ultima curva chiudendo terzo in campionato”.

Il passaggio alle 4 cilindri arriva nel 2008, con la vittoria della Yamaha R6 Cup al primo anno di partecipazione: “La R6 Cup era tiratissima ma vinsi al primo anno la categoria Metzeler. Purtroppo a causa della crisi economica non ebbi la possibilità di prendere parte, l’anno successivo, all’Europeo Stock 600”. Dopo un anno senza gare nel 2010 partecipa all’Europeo Stock 600 con il team emergente Martini Corse e, nonostante una clavicola rotta che lo costringe a saltare una gara, conclude quarto in campionato. Partecipa poi al CIV Moto 2 e al CEV sempre in Moto 2 fino a che, nel 2014, decide di iscriversi al Mondiale Superstock 1000: “Ancora una volta è stata la follia fraterna a farci prendere questa strada. Fabio decise di comprare una BMW S 1000 RR HP4 usata… Per la precisione acquistò quella più economica sulla piazza. Struttura rigorosamente familiare, andavamo alle gare con furgone in prestito e camper a noleggio. Correvamo con una moto praticamente originale e senza ricambi”.

Ancora una volta i dubbi vengono spazzati via alla prima occasione: “La sera prima della gara, sdraiato nel camper, fra me e me mi chiedevo come ci fosse saltata in mente una cosa simile. Alla prima gara del campionato, ad Aragon, arrivai quinto senza aver mai visto la pista, ed è stata una delle mie più grandi soddisfazioni. Ho chiuso il campionato al decimo posto”.

Nel 2015 un aiuto arriva dal concessionario BMW Auto Abruzzo di Pescara, che crede in Federico e gli affida una moto in comodato d’uso. Purtroppo alla prima gara del campionato un brutto incidente rovina la stagione, che si chiude con sole tre gare all’attivo. Nel 2016 BMW Italia dà una mano a Federico, che nei test a Misano gira sui tempi dei primi. Ancora una volta alla prima ad Aragon si verifica un grave incidente, replicato alla terza di campionato dove, centrato da Mercado, cade nuovamente ed è costretto a sottoporsi a un intervento alla spalla che pregiudica la partecipazione alle restanti gare della stagione.

“Vorremmo poter usufruire maggiormente dell’esperienza BMW ma il nostro team dispone di un budget che è di circa 1/3 rispetto ai concorrenti. L’ambiente delle corse è bello, si respira un’aria elettrica anche se non è tutto rose e fiori. Purtroppo, oggi, conta troppo la valigia e un po’ meno il talento. Comunque fra noi dei team privati ci si aiuta molto: se serve un ricambio dopo una caduta siamo solidali gli uni con gli altri. I team ufficiali sono un pochino meno socievoli sotto questo aspetto. Ci sono poi molti piloti, anche famosi, davvero alla mano: Hayden, Camier, Rea, Sykes, Davies… Nnon posso dimenticare di citare Giuliano con cui al centro medico è sempre caciara!”

Federico ha dimostrato di andar forte sia con il 600 sia con il 1000: quali sono le differenze per un pilota? “Con il 1000 per andar forte devi spigolare, devi entrare fino a centro curva pinzato e aprire il gas non appena lasciato il freno; il tempo che intercorre tra le due fasi deve essere quanto più ridotto possibile”.  Noi amatori della domenica vorremmo “rubare” qualche segreto ai piloti professionisti: “Consigli per un amatore con il 600??? Non impiccarsi con i freni e lasciar correre la moto. Con il 1000 innanzitutto bisogna stare attenti! A parte gli scherzi consiglio di non fidarsi troppo dei controlli elettronici e di cercare di progredire con molta calma, togliendo pian piano gli aiuti così da limitare l’intervento dell’elettronica: è l’unico modo per capire la moto e la gestione della potenza”

Ancora qualche consiglio agli amatori, Mugello: “Godetevi il circuito che è bellissimo e lo racconterete anche a 70 anni. State girando su una delle piste più belle al mondo, non pensate troppo ai tempi. A livello di guida non bisogna impiccarsi e va sfruttata tutta la pista, lasciando correre la moto. A Misano il tempo si fa nella parte veloce, quindi dal Curvone fino alla fine del Carro. Si entra al curvone in 5° o in 6°, a seconda della rapportatura, parzializzando un attimo prima dell’ingresso; a quel punto ti butti dentro e dai tutto il gas che puoi. La prima del Carro va fatta in pieno, punti il cordolo a destra e molli il gas. Si arriva alla seconda del Carro puntando verso il cordolo esterno, frenando e scalando in 3° marcia: a quel punto ti butti sul cordolo interno e appena inizi a rialzare la moto dai gas. Alla 3° del carro si stacca scalando in 2° marcia. A livello di setup, che facciamo a livello di setup? (Entra il fratello Fabio che fa da suggearitore) ah sì, indurire in compressione!”

Ogni pilota ha la sua pista preferita o le sue piste preferite. Federico non ha dubbi: “La pista più bella per me è quella di Imola. Consiglio a tutti, almeno una volta, di andare a girarci, è fantastica”. Qual è l’obiettivo del pilota D’Annunzio? “Solo dimostrare il mio valore e il mio potenziale. So che nelle condizioni giuste potrei giocarmi il titolo della Superstock 1000. Vorrei poterlo fare senza limitazioni e senza compromessi circa il pacchetto moto, il pacchetto tecnico e soprattutto avendo la possibilità di fare test, dato che non provo mai se non il week-end di gara e un paio di uscite all’anno a Misano”. Qual è il pilota a cui ti ispiri? “Vorrei avere lo stile di guida di Max Biaggi, il cuore di Schwantz, fare le imprese di Rossi e avere la ragazza di Lowes”.

Palmares
2006 Aprilia Junior JP – Rokiee of the year
2007 Aprilia Junior JP – 3° Classificato
2008 Yamaha R6 Cup – 1° Classificato
2009 C.I. Stock 600 – 9° Classificato
2010 SBK Superstock 600 – 4° Classificato
2011 C.I.V. Moto 2 – 4° Classificato
2012 C.E.V. Moto 2 – 7° Classificato
2013 SBK Superstock 600 – 17° Classificato
Dal 2014 gareggia nella SBK Superstock 1000, dove si è classificato 10° all’anno di esordio.

Testo di Marco Camplese

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