Focus 2R, come cambia la mobilità su due ruote

Lo rivela la seconda edizione di un'indagine che prende il polso a 104 Comuni italiani in merito alle politiche dedicate alle due ruote, a motore e a pedali. Cresce il bike sharing ma i parcheggi sono ancora pochi

29 gennaio 2018 - 18:01

Io in bici? Piove. Fa freddo. E se non la acquisto elettrica sai che sudata quando arrivo alla meta? In moto, invece, non mi sento sicuro. È una scelta da ponderare, poi dovrei acquistare anche l’abbigliamento tecnico per viverla in tutte le stagioni… A fronte di una fetta di utenza che avanza motivazioni più o meno condivisibili sull’acquisto di una due ruote, che per altro influirebbe positivamente sulle emissioni di CO2, risparmio in termini di percorrenza e parcheggi, come la mettiamo con le politiche di mobilità nelle città italiane? Leggasi, l’utente è affiancato e supportato da infrastrutture capaci di confortare la sua scelta di optare per bici, moto, scooter negli spostamenti urbani?

Il secondo report dell’Osservatorio Nazionale Focus 2R aiuta a fare chiarezza sull’argomento, rendendo fruibili i dati forniti direttamente dalle Amministrazioni locali, che evidenziano i passi compiuti e quelli da compiere in tema di disponibilità di parcheggi, bike e scooter sharing, di accessibilità a ZTL per le due ruote a motore, accessibilità a corsie e mezzi del trasporto pubblico, sicurezza; incentivi e campagne e ricarica veicoli elettrici. 
ECCO I DATI  
Il rapporto, presentato a Milano nella sede ANCI in questi giorni, è stato costruito raccogliendo i dati tramite un apposito questionario, predisposto da ANCMA e Ambiente Italia in collaborazione con Legambiente, inviato a 104 comuni capoluogo italiani insieme all’annuale questionario Ecosistema Urbano. 82 comuni capoluogo hanno risposto al questionario 2017 (con dati aggiornati al 2016), mentre per altri 14 sono disponibili i dati 2015. 
PARCHEGGI POCHI, MA IN AUMENTO
Dall’indagine emerge che un problema irrisolto riguarda gli spazi riservati al parcheggio di moto e scooter: circa la metà delle città (56%) offrono una disponibilità di stalli dedicati alle due ruote motorizzate inferiore al 5%; l’80% dei comuni che hanno risposto al questionario hanno una disponibilità di parcheggi dedicati non superiore al 20%. Non proprio esaltante anche la situazione delle biciclette: il 50% dei Comuni dichiara di non avere nessuno stallo dedicato o, comunque, in percentuale inferiore all’1% del totale. Tuttavia qualche timido segnale di miglioramento emerge dal confronto con l’anno precedente: la disponibilità media dei parcheggi dedicati sale dall’8% all’11% per le moto e dal 9% al 12% per le due ruote a pedali. Migliore è invece la situazione dei parcheggi di interscambio per le biciclette, collocati in corrispondenza delle stazioni ferroviarie: il 73% delle amministrazioni locali (in aumento rispetto al 2016 quando erano il 69%) ha allestito postazioni di interscambio bici in tutte o almeno una stazione ferroviaria. 

Altri dati rivelano che il 74% dei comuni interpellati consente l’accesso all’interno delle Zone a Traffico Limitato di ciclomotori e motocicli. La circolazione di ciclomotori e motocicli nelle corsie riservate ai mezzi pubblici rimane vietata nella maggioranza delle città, ma la percentuale dei comuni che ne autorizzano l’accesso sale – rispetto alla scorsa rilevazione – dall’8% al 12%. Diversa la situazione delle biciclette, che sono autorizzate a circolare in tutte o alcune corsie riservate in 36 Comuni, pari al 41% del totale. È limitato anche il dato delle città che autorizzano il trasporto delle biciclette sui mezzi pubblici: 38 i comuni coinvolti, pari al 40% del totale (nel 2016 erano il 31%).
MILANO E GENOVA, COSA C’È DI NUOVO
Nel corso del convegno è stato fatto il punto della situazione su alcuni comuni, tra cui quelli di Milano e Genova, che hanno esposto le problematiche, i progetti in corso d’opera e quelli futuri. Marco Granelli Assessore Mobilità e Ambiente del Comune di Milano ha sottolineato come si stia lavorando per “agganciarsi” alla pista ciclabile Vento, quella che collega Torino a Venezia e corre lungo il Po; incrementare il numero degli stalli destinati alle bici con l’obiettivo di allineare Milano a Parigi, ossia di avere la disponibilità di 1 bici ogni 100 abitanti. Un altro obiettivo, da centrare sul lungo periodo (2030), è quello di trasformare l’Area C in un’ampia zona in cui ci si muova esclusivamente con mezzi elettrici, a pedali e a piedi. Sul fronte ruote a motore, l’Amministrazione sta lavorando per creare nuovi parcheggi, sottraendoli a quelli destinati alle strisce blu presenti nell’Area C. La situazione di Genova è stata invece illustrata da Stefano Balleari, Assessore alla Mobilità e Trasporti del Comune. Con le sue vie strette, in pendenza e i suoi circa 139 mila mezzi a due ruote a motore, la città portuale sta procedendo nell’ottica di un riordino delle aree per restituire spazi ai cittadini. Nel capoluogo ligure si punta inoltre a incrementare lo sviluppo della mobilità elettrica, con punti di ricarica e servizi di bike sharing e bici a pedalata assistita. 

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