Harley-Davidson 2015, la prova

Al centro della nuova gamma c’è la Road Glide Special. Dotazione più ricca per la Street Glide Special, mentre la Ultra Limited Low è la soluzione per chi vuole una Electra meno impegnativa da maneggiare

Dopo la ventata di novità del Project Rushmore, che lo scorso anno ha rivoluzionato la gamma delle Touring, Harley ha portato nelle concessionarie i modelli 2015. Affinamento e non rivoluzione, questa volta, perché il Project Rushmore è destinato a fare da linea guida dell’azienda per lungo tempo. Abbiamo già parlato di come si è arricchita l’offerta di modelli: ora è il momento di scuotere i bicilindrici e provare sul campo quanto di nuovo è già disponibile. L’occasione è la prova organizzata da Harley-Davidson lungo un itinerario classico e panoramico: partenza da Colico, arrivo a Tirano e ingresso in Svizzera, per risalire la Val Poschiavo, valicare il Passo Bernina e raggiungere Sankt Moritz. Sosta sulle rive del lago e poi giù dai tornanti del Passo Maloja, fino al confine italiano e al rientro su Colico.Il nuovo arrivo si chiama Road Glide Special (leggi l’anteprima): si tratta, in realtà, del ritorno (a partire da 26.400 euro) di un modello certamente non destinato al grande pubblico ma comunque in grado di proporre un approccio originale nell’ambito della gamma Touring di Milwaukee. Il primo punto da sempre controverso riguarda l’impatto estetico della carenatura anteriore, che si caratterizza anche perché fissa, a differenza di quelle di Street Glide, Electra Glide e Ultra Limited, vincolate al manubrio. Lo studio aerodinamico ha dato vita a un profilo più filante e moderno, impreziosito da dettagli funzionali come la presa d’aria Splitstream, nata per armonizzare i flussi che lambiscono il pilota e qui proposta in una inedita versione con tre feritoie, e la coppia di fari LED Dual Daymaker, molto curati e belli da vedere. Come sulle ammiraglie Touring, anche sulla Road Glide Special intrattenimento e informazione sono affidati al Boom Box 6.5GT, dove l’indicazione numerica si riferisce alla dimensione in pollici della diagonale del touchscreen. Il sistema, completo di navigatore satellitare e impianto stereo, può essere gestito anche tramite i blocchetti sistemati sul manubrio: quest’ultimo è ampiamente orientato verso il pilota, al punto che le manopole risultano quasi parallele all’asse longitudinale della moto. Il motore è naturalmente il Twin Cam 103, che con i suoi 1.690 cc gestiti in modo ottimale dall’elettronica – che, lo ricordiamo, include il Ride By Wire – garantisce un indiscutibile gusto di guida. In sella si sta innanzitutto comodi: del resto l’obiettivo del massimo comfort è esplicito per la Road Glide Special, che può contare anche su un tasso di vibrazioni molto contenuto. Dolce nei cambi di direzione, beneficia dell’avantreno sostanzialmente “alleggerito” rispetto agli altri modelli Touring: la carenatura fissa invece che vincolata al manubrio regala, effettivamente, questo beneficio. Tuttavia la conformazione del manubrio rischia di essere estrema, troppo “chiusa”: c’è da scommettere che in parecchi sceglieranno una forma diversa, e d’altronde il catalogo degli accessori ufficiali è lì per questo.Salire sulla Street Glide Special è come tornare a casa: il manubrio è proprio dove deve essere, il motore è il “solito”, amichevolissimo 103 e in più c’è il touchscreen da 6,5″, che nel 2014 era inspiegabilmente riservato al mercato americano. In Italia la Special sarà l’unica versione disponibile, più costosa rispetto al modello dello scorso anno ma finalmente completa e adeguata all’elevato status della Street Glide. Con prezzi di 26.000 – avete letto bene… – e 26.300 euro a seconda che si scelga la colorazione in nero opaco (Vivid Black) o le altre disponibili, monta l’ABS di serie.Ultra Limited Low (29.100 euro): il nome di questo nuovo modello fa riferimento a una serie di interventi che lo rendono adatto a chi non supera il metro e settacinque centimetri di statura. La mole della Ultra, infatti, oltrepassa i 400 kg in ordine di marcia: così tanti che in manovra e a bassissima velocità conviene prendere bene le misure, per non trovarsi poggiati su un lato, o per meglio dire “spiaggiati”. Sella più bassa – soltanto 650,2 mm – di oltre 4 centimetri rispetto alla Electra Glide Ultra Classic; taratura delle sospensioni rivista in modo da rendere più bassa tutta la moto, senza però incidere sul comfort; manubrio più vicino al pilota: tutti questi accorgimenti, insieme a dettagli come le manopole di diametro ridotto (sono quelle delle Sportster) e il coperchio della primaria più stretto, rendono la Ultra più “a misura d’uomo”. La nuova quota della sella si percepisce subito, anche per via dell’imbottitura leggermente ridotta: la sensazione di maggior controllo è rafforzata dal manubrio più vicino al busto del pilota, e persino le manopole di diametro inferiore offrono un piccolo ma apprezzabile contributo. Sedersi più in basso significa abbassare il baricentro, con i benefici che ne derivano: tra le curve, non a caso, la Ultra Limited Low mantiene le stesse caratteristiche di docilità del modello standard, senza penalizzazioni sul fronte del comfort. Sembra essere questa la soluzione ideale per chi vuole evitare la sottile, continua tensione che una moto da 400 kg instilla in manovra. La sola condizione è non superare i 175 centimetri di altezza, perché in tal caso la sella risulta troppo scavata e il comfort diminuisce rapidamente.I primi sei mesi del 2014 hanno visto una crescita impetuosa delle vendite della gamma Touring in Italia (+8% moto consegnate rispetto allo stesso periodo del 2013): merito del Project Rushmore e dei miglioramenti che ha introdotto, ora estesi integralmente alla Street Glide Special. Per il nuovo anno il trend che si annuncia parla della sostanziale tenuta delle Touring, rafforzate dagli arrivi di Road Glide Special, Ultra Limited Low e Street Glide Special.