È la Honda più amata dagli italiani. La NC750X piace per molti motivi: è facile, versatile, comoda (grazie al vano al posto del serbatoio) e non ultimo consuma veramente poco. Una moto che quando fu presentata fu criticata perché considerata troppo poco potente.

Come al solito è evidente che chi disprezza compra, perché da quando è arrivata sul mercato la NC700X – poi diventata NC750X – è sempre stata la Honda più venduta in Italia, grazie anche alla versione con cambio DCT a doppia frizione. Quest’anno è al momento quarta assoluta nella classifica delle più vendute (dati aggiornati a settembre) con oltre 2.000 unità immatricolate. Un modello che merita le attenzioni che gli uomini Honda le riservano ad anni alterni. Due anni fa arrivarono l’upgrade di cilindrata e la seconda generazione del cambio DCT, per il 2016 sono previste altre novità.

HondaNC750X2016-007Questa volta, confermato il motore, è la ciclistica a ricevere diverse evoluzioni. Cambia la forcella, sempre Showa a steli tradizionali ma ora del tipo “dual bending” che dovrebbe assicurare un comportamento più lineare in compressione ed estensione. Il monoammortizzatore non cambia ma ora si regola più facilmente nel precarico.

Se parliamo di funzionalità vanno citati il nuovo parabrezza (più alto di 7 centimetri), il vano sotto il finto serbatoio (quello vero è sotto la sella) che vede la capienza crescere di un litro (ora 22 litri) e la nuova strumentazione dotata di retroilluminazione negativa per essere visibile al meglio di notte e di giorno, sia il faro anteriore, sia quello posteriore sono ora a LED. Il motore non cambia ma ad evolversi è il cambio DCT che ora ha una modalità S (Sport) articolata su tre livelli (S1, S2, S3) che hanno logiche di funzionamento progressivamente più sportive e che possono essere memorizzati. Nuove anche le colorazioni, che rendono la NC750X più “matura”. Per vederla dal vivo l’appuntamento è al prossimo EICMA 2015.

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Novembre 1980 un piccolo Cordara allora tredicenne viene accompagnato dal padre a EICMA per vedere la bicicletta nuova (allora c’erano anche le bici). Folgorazione! Al piccolo Cordara non interessano affatto le bici, vede quelle cose strane con due ruote e un motore e non capisce più niente. Malato per la moto, malato per la velocità. Quell’EICMA crea un vortice che non si è ancora fermato e che lo ha portato a viaggiare in tutto il mondo a correre praticamente con qualsiasi cosa (dal Gilera DNA all’Harley-Davidson passando anche per sportive “normali") e in qualsiasi luogo. Il punto di non ritorno? Correre la mitica 8 ore di Suzuka nel 2008. Laureato in Ingegneria meccanica, tester “since 1992” ha provato praticamente tutto ciò che si muove su ruote. Insieme a Edoardo Margiotta e Marco Selvetti ha creato RED e, visto che ha anche un tesserino da giornalista, si dà da fare come direttore responsabile. Ah, ora si è pure appassionato alle biciclette. Stai a vedere che suo padre aveva ragione?