Lino Dainese passa la mano, arrivano gli arabi

Lino Dainese ha ceduto per 130 milioni di euro la maggioranza assoluta della società a un fondo del Bahrain. Resterà in azienda con una quota di minoranza

Dainese non è più italiana. Dainese raccoglie risorse per crescere. Due frasi che riassumono altrettanti punti di vista sulla cessione della quota di maggioranza assoluta dell’azienda fondata a Molvena nel 1972 al fondo Investcorp, una realtà del Bahrain forte di 11,4 miliardi di dollari di capitale gestito. L’accordo vale 130 milioni di euro.Il fondatore mantiene una quota di minoranza non meglio specificata, rimarrà in azienda e si concentrerà sullo sviluppo del prodotto: “Era estremamente importante per noi trovare il giusto partner in questo momento di grande sviluppo dell’azienda”, ha dichiarato Lino Dainese. “Credo che i risultati registrati, la presenza globale e il network commerciale di Investcorp supporteranno l’espansione internazionale dell’azienda e la sua continua innovazione nei prodotti offerti. Sono certo che il loro aiuto mi permetterà di concentrarmi nuovamente su quello che è la mia passione: la continua ricerca rivolta all’innovazione tecnologica del nostro prodotto, in particolare del D-Air”.Investcorp è quotata alla borsa del Bahrain e opera su tre aree principali: aziendale negli USA, in Europa e nel Golfo, immobiliare negli Stati Uniti e nelle assicurazioni globali. “Siamo onorati di avere la fiducia di Lino Dainese e di essere i custodi di questa eccezionale azienda, costituita oltre 40 anni fa», ha dichiarato Hazem Ben-Gacem, a capo del team europeo di Investcorp. “Dainese è un brand icona, con risultati che confermano di essere leader in un mercato multimilionario ed è esattamente il tipo di azienda in cui vogliamo investire per garantirne la crescita, dopo che il suo fondatore l’ha portata al successo. Non vediamo l’ ora di cominciare a collaborare con il team e con Lino Dainese stesso, così da poter consolidare la già affermata reputazione del brand e riuscire a conquistare nuovi mercati”.