Nuova Ducati Streetfighter V2, sportività per (quasi) tutti

La base è quella della Panigale V2, ma con manubrio alto e impostazione meno estrema. Per una guida meno estrema ma sempre molto efficace

Il manubrio è alto e largo, ma la base è la stessa – 100% racing – della Panigale V2: ecco la Ducati Streetfighter V2. In sostanza, si tratta del bis dell’operazione Panigale V4/Streetfighter V4. Obiettivo: offrire prestazioni al top e, nello stesso tempo, un comfort superiore su strada. Alla base della Streetfighter V2 c’è la “Fight Formula” di Ducati, su un livello più accessibile rispetto a quello della sorella V4, nel campo delle prestazioni, dei costi e della facilità di guida.

Ducati Streetfighter V2

Design inconfondibile

Dal punto di vista estetico basta uno sguardo per capire di trovarsi davanti a una Streetfighter: merito del frontale proteso in avanti, a continuare idealmente le linee del serbatoio. Complemento perfetto nel frontale della Streetfighter V2 è il proiettore, essenziale e dotato di tecnologia full Led. Davvero minimal anche le sovrastrutture, col risultato che il V2 Superquadro a 90° di 955 cc rimane, volutamente, in bella vista. E non solo: al motore è infatti infulcrato il monobraccio, mentre la struttura anteriore – monoscocca in alluminio pressofuso – è ancorata alla testa del motore.

Nuova Ducati Streetfighter V2 rossa con fondo nero

Come avrete visto non ci sono le appendici alari. Il motivo è presto detto: lo studio in galleria del vento e le prestazioni più a misura d’uomo rispetto a quelle della Streetfighter V4 hanno fatto sì che la Ducati Streetfighter V2 possa farne a meno senza perdere efficacia. Le ali biplano sono comunque disponibili come optional: identiche a quelle dello Streetfighter V4, sono in grado di garantire una downforce (la moto viene schiacciata verso il basso) di 28 kg a 265 km/h. Si diceva poche righe sopra dell’essenzialità del design: il monoscocca anteriore ancorato al motore svolge anche la funzione di airbox. Al suo interno sono alloggiati, oltre al filtro dell’aria, anche i corpi farfallati e il circuito carburante completo di iniettori.

Il motore? Una garanzia

Progettazione e sviluppo del bicilindrico Superquadro di 955 cc della Ducati Streetfighter V2 sono stati portati avanti con l’obiettivo di fornire, da un lato, prestazioni al top; dall’altro, facilità di guida. La potenza è di 153 cv a 10.750 giri e la coppia tocca il picco di 101,5 Nm a 9.000 giri. Conforme alla normativa Euro 5, questo motore ha una V di 90° tra i cilindri, ma per ottenere un interasse della moto il più compatto possibile, i cilindri sono ruotati all’indietro fino ad ottenere un angolo di 21° tra il cilindro anteriore e il piano orizzontale.

Nuova Ducati Streetfighter V2 monobraccio

Alesaggio e corsa – pari rispettivamente a 100  e a 60,8 mm – fanno di questo motore un Superquadro, cioè a corsa corta. Una scelta tecnica che garantisce una fluidodinamica efficiente, una grande guidabilità e fluidità di erogazione, oltre a una notevole rapidità nel prendere giri. La distribuzione? Desmodromica con bilancieri di derivazione sportiva. Quanto alla trasmissione, la Streetfighter V2 conta su un cambio a sei marce con sistema Ducati Quick Shift up/down EVO 2. Rispetto alla Panigale V2, la Streetfighter V2 ha un rapporto finale più corto (15/45 vs 15/43 della Panigale V2), che garantisce una maggiore coppia alla ruota alle velocità di uso stradale. La frizione è a bagno d’olio, dotata di sistema antisaltellamento e asservimento progressivo.

Leggi anche: Prova Ducati Panigale V2

Telaio, sospensioni, impianto frenante

Rispetto alla Panigale V2, la Ducati Streetfighter V2 è destinata a un utilizzo diverso, meno pistaiolo, dunque è caratterizzata da una distribuzione dei pesi (con pilota a bordo) specifica. L’inclinazione del cannotto di sterzo è di 23,6°, l’avancorsa misura 94 mm e l’interasse 1465 mm. Detto questo, la distribuzione dei pesi resta sportiva: 52% all’anteriore e 48% al posteriore.

Nuova Ducati Streetfighter V2 in derapata in pista

Quanto alle sospensioni, la forcella è Showa BPF da 43 mm, completamente regolabile; l’ammortizzatore di sterzo è Sachs come l’ammortizzatore posteriore, anch’esso completamente regolabile. Montato lateralmente, consente un rapido accesso a tutte le regolazioni. L’impianto frenante anteriore è radiale (pinze e pompa) con pinze monoblocco M4.32 che agiscono, con pastiglie meno aggressive rispetto a quelle della Panigale V2, su una coppia di dischi da 320 mm. Brembo anche l’impianto posteriore con pinza a due pistoncini e disco da 245 mm di diametro.

Posizione di guida meno estrema

Com’è facile intuire rispetto alla Panigale V2 cambia profondamente la posizione di guida: la piega del busto in avanti è meno estrema, le pedane sono state riposizionate affinché le ginocchia siano meno piegate e, dunque, la posizione in sella meno affaticante nella vita quotidiana. I semimanubri della Panigale V2 lasciano spazio a un manubrio tubolare alto e largo, con la sella posizionata a 845 mm da terra, oltre che rivista nell’imbottitura ai fini di un maggior comfort.

Con l’elettronica, sulla Ducati Streetfighter V2 tutto è sotto controllo

La Streetfighter V2 è dotata della piattaforma inerziale IMU che gestisce e consente il funzionamento di controlli elettronici quali: ABS Cornering EVO; Ducati Traction Control (DTC) EVO 2; Ducati Wheelie Control (DWC) EVO; Ducati Quick Shift up/down (DQS) EVO 2; Engine Brake Control (EBC) EVO. I parametri di ogni sistema sono associati ai tre Riding Mode (Sport, Road, Wet), mentre il controllo di trazione DTC EVO2, derivato dalla MotoGP, consente di adattare il livello di intervento all’angolo di piega e offre strategie studiate per la massima performance in pista oltre che la massima sicurezza su strada.

Il Ducati Wheelie Control (DWC) EVO consente di ottenere la massima prestazione in accelerazione con facilità e sicurezza. Quanto invece al DQS EVO 2, sfrutta le informazioni sull’angolo di piega per massimizzare la stabilità della moto durante la fase di cambio marcia anche a moto piegata. A tal proposito, l’EBC (Engine Brake Control) aiuta i piloti a ottimizzare la stabilità della moto in condizioni estreme di ingresso in curva. Capitolo Riding Mode: selezionando i diversi livelli – Wet, Road e Sport – è possibile variare in modo istantaneo il carattere del motore e l’intervento dei controlli elettronici. La connettività? La Ducati Streetfighter V2 è predisposta per il Ducati Multimedia System (DMS), per accettare le chiamate in entrata, selezionare e ascoltare un brano musicale e ricevere notifiche SMS con l’ausilio della tecnologia Bluetooth.

Ducati Streetfighter V2