Ducati Multistrada 1200 Enduro

È sicuramente la moto dal taglio "adventure" più marcato mai costruita a Borgo Panigale. Ruota anteriore da 19 pollici, sospensioni lunghe e posizione di guida rivista permettono di affrontare la polvere, pur restando una vera Ducati

È un botta e risposta continuo. Se BMW lo scorso anno ha “invaso” il terreno della Multistrada con la S1000XR, quest’anno tocca a Ducati andare a disturbare la concorrenza con la moto più “adventure” mai uscita dagli stabilimenti bolognesi. Un lavoro che certifica (se ancora ce ne fosse bisogno) come Multistrada e GS, pur essendo parte di uno stesso grande segmento, non sono mai state concorrenti dirette. Prova ne è che l’arrivo della “Multi” ha allargato il mercato, portando altri clienti al mondo crossover, mentre la GS continuava imperterrita ad aumentare le vendite. Troppo differenti le caratteristiche dei due modelli, a partire dal diametro delle ruoto. E infatti a RED non le abbiamo mai messe una contro l’altra.Il prossimo anno dovremo farlo perché in Ducati hanno sfornato una moto che sembra davvero molto appetibile anche per chi ha l’avventura su due ruote nei cromosomi. Come la famosa pubblicità di una grappa, in Ducati hanno preso una Multistrada, le hanno tagliato la testa, la coda e hanno tenuto solo il cuore, il bicilindrico Testastretta DVT da 160 cv e 136 Nm di coppia. Attorno hanno costruito un modello che pur mantenendo un indubbio family feeling con la Multistrada attuale è totalmente diverso, nuovo in tutto e per tutto. Cambiano le quote ciclistiche e le sospensioni, al posto del monobraccio arriva un forcellone “tradizionale” più lungo, cambia la posizione di guida e soprattutto la ruota anteriore che ora è da 19 pollici. E poi la moto sembra ancora più bilanciata nel look oltre che – non l’ho provata, ma ne sono sicuro – nella guida.Il motore è già noto e porta con sé tutto il ricchissimo corredo elettronico che abbiamo imparato a conoscere sulla Multistrada lanciata lo scorso anno. Anche la Ducati Multistrada 1200 Enduro sfrutta i servigi della IMU, la piattaforma inerziale che “legge” la posizione della moto nello spazio e regola di conseguenza i controlli elettronici: dal Traction Control (8 livelli) all’Anti Wheelie (8 livelli), dalle sospensioni semi attive Skyhook fino all’ABS Cornering per arrivare alle Cornering Lights. Quattro i Riding Mode (Touring, Sport, Urban, Enduro), gli ultimi due con potenza di 100 cv. Tra le novità l’arrivo del VHC (Vehicle Hold Control) che aiuta nelle partenze in salita.Il contorno è, come detto, del tutto inedito: ruota a raggi anteriore da 19 pollici a parte, crescono le escursioni delle sospensioni (ora 200 mm, la forcella ha addirittura il perno avanzato come le fuoristrada DOC) e di conseguenza la luce a terra, che aumenta di 31 mm per un totale di 250 mm. Se avventura deve essere l’autonomia non può deludere: i tecnici Ducati si sono dati da fare per accontentare i globetrotter più incalliti con un serbatoio da 30 litri che assicura di guidare per 450 km prima di fermarsi a fare rifornimento.Tante le attenzioni dedicate a chi ama la guida off road: il manubrio è più alto, la sella è stata rivista, più snella nella zona di passaggio delle gambe in modo da aiutare nei movimenti (tre altezze: 870 mm standard, 850 e 890); le pedane sono in acciaio con gommini asportabili, la leva del cambio snodata per non rompersi in caso di urto e sotto al motore c’è un robusto paracoppa in alluminio fissato direttamente al telaio. Inoltre le ruote sono tassellabili, visto che il posteriore è da 170/60, più snello rispetto a quello montato sulla Multistrada “stradale”. I viaggiatori apprezzeranno il cruise control (di serie) e il cavalletto centrale. Tutte le informazioni riguardanti la moto sono fornite da un display TFT a colori da 5 pollici.

 

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