Prova Aprilia Tuono 1100 RR

Motore cresciuto in cilindrata, potenza, coppia. Comfort aumentato grazie a tante piccole attenzioni. La nuova Aprilia Tuono 1100 vuole essere più versatile senza dimenticare le proprie origini. Meglio su strada, sempre efficace in pista

18 aprile 2015 - 12:04

Sembra non esserci sosta alla crescita di cilindrata di naked e sportive, dopo qualche anno in cui si sono prese una pausa di riflessione, le Case sono ripartite pompando motori e aggiungendo centimetri cubi, cavalli e coppia. Era necessario? Evidentemente no, ma come ha affermato un tecnico Aprilia “volevamo cercare un po’ di coppia in più, ma già che c’eravamo abbiamo trovato anche un po’ di cavalli, cosa fai torni indietro?” Non sia mai! Ecco perché anche la Streetfighter di Noale per il 2015 riceve parecchi upgrade di motore a partire da nuovi pistoni da 81 mm di alesaggio che aumentano la cilindrata fino a 1.077 cc.

Lo scopo dei tecnici Aprilia è chiaro, aumentare la grinta del motore ai regimi bassi e medi per migliorare ulteriormente il gusto di guida su strada. Più coppia, quindi, (121 Nm a 9.000 giri) ma anche più potenza che ora tocca quota 175 cv, erogati a 11.000 giri. Il cuore, ancora una volta, è il motore V4 con cilindri “aperti” di 65° che non si limita a crescere di cilindrata ma migliora con parecchi upgrade tecnici. Inedito il carter superiore, nuovo l’albero motore con perni di biella più piccoli e minori attriti. Le bielle sono realizzate dalla tedesca Pankl e più leggere di 100 grammi ciascuna. Non cambia l’elettronica, ma si evolve con mappature naturalmente dedicate al nuovo motore e con un antiwheeling ulteriormente migliorato. L’aPRC è il pacchetto di controlli che comprende Traction Control, Anti Wheeling – 3 livelli- Cambio elettronico e tre mappature per il motore. Oltre, ovviamente all’ABS (non cornering) multimappa.

Il layout della ciclistica è stato confermato ma ha ricevuto diversi affinamenti per rendere la moto più godibile su strada, senza perdere la tremenda efficacia in pista, che rende la Tuono un cliente decisamente scomodo per chiunque si avventuri tra i cordoli.

Il baricentro è stato leggermente abbassato, la ruota posteriore arretra di 6 millimetri, la moto si allunga un po’, quindi, ma cambiano leggermente l’inclinazione del cannotto di sterzo, che passa da 25,1° a 24,7° e l’avancorsa da 107,4 mm a 99,7 mm, in pratica (con altre misure) la stessa operazione che Aprilia ha compiuto con la RSV4. La grande differenza ciclistica sta nel diverso setup delle sospensioni, (sempre Sachs) ancora più scorrevoli e confortevoli che in passato. Se una cosa poteva non piacere della Tuono era, infatti, proprio lo scarso comfort su strada.

Gli interventi sono quindi stati pensati proprio per offrire una moto più comoda anche su strada. La sella è completamente nuova, cambiano l’imbottitura e il rivestimento; cambia il cupolino che oltre a migliorare la protezione dall’aria pesa anche 1,5 kg in meno che in passato. Nuovo anche il manubrio, più stretto, che modifica leggermente la posizione di guida. Due le Tuono disponibili, la Tuono RR, oggetto della nostra prova e in listino a 15.350 euro e la Tuono Factory (17.450 euro) dotata di sospensioni Ohlins e cerchi di colore specifico, oltre a pneumatici di primo equipaggiamento differenti (Pirelli Supercorsa SP), colorazione dedicata e flange dei dischi freno in alluminio.

RIDE
Posso dire di averla provata a fondo? La risposta è no il giro è stato molto breve. Giro piuttosto interessante, comunque, che ci ha consentito di capire i miglioramenti apportati alla Tuono dai ragazzi di Noale. Miglioramenti che toccano soprattutto assetto sospensioni e comfort e che si percepiscono anche dopo pochi metri in sella. Quindi il succo è che la Tuono 1100 è rimasta la Tuono che conoscevamo: sportiva, cattiva, precisa, con un motore ora strepitoso. Ma è migliorata in quelli che erano giudicati i suoi “limiti”.

Non è più una moto da corsa portata su strada, quindi, (anche se l’angolo di sterzata è rimasto ridotto come su una racer), ma una moto che sa ancora fare le corse ma ora si usa meglio anche su strada. Migliorata la sella, migliorata la scorrevolezza delle sospensioni, la parola comfort non è più sconosciuta alla Tuono che ora diventa usabile e anzi gradevole anche su strade dove prima la avresti odiata. Nuova sella e nuovo manubrio causano una posizione di guida leggermente più caricata sui polsi, cosa di cui onestamente non si sentiva il bisogno. Ma, detto questo, la Tuono offre ben altro feeling anche quando la strada si fa “brutta”. Curve strette e asfalto sconnesso non le sono più invise, la promessa di una maggiore efficacia stradale è stata mantenuta. Poi però “sotto” c’è sempre la Tuono l’incredibile Streetfighter che noi ben conosciamo e che ora ha un motore ancora più inferocito di prima, gestito alla grande da un cambio più “corto” e da un quickshifter (che fa parte della piattaforma aPRC con mappature evolute) che non sbaglia un colpo. Bastano pochi metri per capirlo e, anche se non si sentiva certo la mancanza di cavalli sulla Tuono 1000, sulla 1100 il salto in avanti è piuttosto.

Pochi giri=tanta strada è l’equazione vincente per i motori bicilindrici, di solito. Oggi vale anche per il V4 Aprilia che spinge come un bruto già a 4.000 giri e ha una “schiena” degna di un bicilindrico di grande cubatura. Durante il breve giro di prova sulle tormentate strade dell’entroterra di Misano, credo di aver passato un paio di volte al massimo i settemila giri, giusto per il gusto di vedere cosa succedeva la in alto. Inutile farlo, perché grazie anche ai rapporti accorciati (un dente in meno di pignone da 16-42 a 15-42), dai 4 ai 7.000 giri l’erogazione del V4 è a dir poco entusiasmante. La Tuono 1100 ha dei medi è il bello è che il 1100 non si è dimenticato di allungare, producendosi nelle sue proverbiali progressioni, accompagnate dall’incredibile voce del V4, un sound che definire eccitante è dire poco.

La Tuono si è quindi evoluta in senso stradale, ha un motore più potente ma anche migliorato nella gestione. Resta, a mio parere, un piccolo on-off alle bassissime velocità che si rileva indipendentemente dalla mappatura scelta. Mappe che sulla nuova Tuono cambiano più che altro per quel che riguarda il freno motore, non per l’erogazione della potenza che resta sempre full power. Giro breve, quindi, ma utile per capire che la Tuono è migliorata dove serviva, non ha perso la voglia di correre e ha un motore ancora più esaltante. Chi offre di più?

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