Prova BMW G 650 GS Sertão

Dopo aver ripescato (e rilanciato) la monocilindrica da enduro con la G650GS, BMW raddoppia con la Sertão, versione più avventurosa della sua enduro low cost

Da un deserto all’altro, la strada può essere molto breve, soprattutto se ti chiami BMW e hai una enduro monocilindrica con ruota anteriore da 21 pollici in listino. Una volta era Dakar: oggi che il grande raid ha spostato il suo baricentro dall’Africa all’America latina, la più piccola delle GS cambia anche nome. Sertão è il nuovo nome di battesimo della G 650 GS più avventurosa.LIVEIn pratica BMW ha ripetuto con questo modello quanto aveva già fatto con la GS 650 GS l’anno scorso, non senza un certo successo, rilanciando sul mercato la sua monocilindrica entrofuoristrada. Il progetto nato qualche anno fa come F 650 GS Dakar è passato dal visagista, si è aggiornato esteticamente e soprattutto è diventato molto appetibile dal punto di vista del prezzo, che si ferma a 7.750 euro primo tagliando compreso; 405 euro in più se volete anche l’ABS. Il nome evocativo ma questa volta non ha origine in Africa bensì in Sudamerica.Con l’arrivo della Sertão, la gamma delle GS può definirsi davvero completa. Da 650 a 1200, passando per le 800, è quasi impossibile non trovare la GS adatta a ogni esigenza. E quali sarebbero le esigenze di chi compra una Sertão? Questa moto chiede poco e promette molto, è adatta all’uso quotidiano, consuma poco e costa poco da mantenere; inoltre monta le borse per essere anche una buona viaggiatrice. La ruota da 21 anteriore, poi, consente di montare pneumatici tassellati e di affrontare anche tratti off road.Ma non è solo la ruota da 21 a fare la differenza: rispetto alla G 650 “base” la Sertão ha cerchi a raggi (più adatti al fuoristrada), sospensioni irrigidite con escursione allungata (210 mm) che fanno lievitare l’altezza della sella fino a 860 mm. Altri dettagli differenti li troviamo nel parafango anteriore allungato e nei paramani. Ovviamente il catalogo BMW offre la possibilità di personalizzare la moto in mille modi: quelli più gettonati saranno probabilmente manopole riscaldate e borse laterali, un must per ogni BMWista che si rispetti.Il motore è ormai una vecchia conoscenza: monocilindrico bialbero da 652 cv capace di 48 cv a 6500 giri e con una coppia massima di 60 Nm a 5000 giri. Lo stesso mono è disponibile anche in variante per neopatentati, con potenza che scende a 34 cv e coppia a 47 Nm.RIDEHo avuto modo di guidare molte volte in passato la F 650 GS in tutte le sue declinazioni e salire sulla Sertão non ha riservato sorprese.  Fare amicizia con questa “giessina” è questione di secondi. Dolce, dolcissima, la 650 BMW è davvero una moto propedeutica, ma questa non è una novità, perché il mono BMW è sempre stato così. Ci hanno provato a farlo diventare sportivo (con la serie X decisamente poco fortunata) ma è questo il ruolo che più gli si addice e in cui esprime al meglio le sue qualità. La morbidezza d’erogazione e l’elasticità su tutto, visto che sono ben rari i monocilindrici che riescono a scendere sotto i 2.000 giri in quinta per riprendere senza strappare.Non c’è bisogno di fare le corse per apprezzare la linearità con cui il mono BMW scarica i cavalli a terra. Anzi, anche se si mettono le ruote fuori dall’asfalto (e la Sertão invoglia a farlo) la pastosità d’erogazione di questo mono dà una gran mano.  Non c’è solo dolcezza: i cavalli non mancano e consentono di tenere medie molto interessanti con consumi molto ridotti, tanto che anche senza fare molta attenzione si passano agevolmente i 22 km/litro, cosa che di questi tempi non è per niente male. Alla fine, tra i mono il motore BMW dice ancora la sua: non ci fosse sul mercato quel fenomeno meccanico che è l’LC4 KTM questo motore potrebbe essere un riferimento anche a livello di prestazioni.Oltre i 4.000 giri la Sertão vibra un po’ a livello della sella: niente di trascendentale trattandosi di un mono. Il motore allunga con decisione fino all’accensione del led che indica il fuorigiri, anche se il contagiri digitale in questa nuova strumentazione non è molto leggibile. Peccato per il cambio a 5 marce: una in più non ci sarebbe stata male, perché le 5 attuali finiscono per essere sempre un po’ troppo spaziate; la corsa, poi, è un po’ troppo lunga, ma anche questa non è una novità, chi ha usato il mono BMW lo sa bene.Con la Sertão ci si va piacevolmente a spasso: non è agile come la sorella più stradale perché il baricentro è un po’ altino, tuttavia  anche sull’asfalto si difende senza problemi, venendo incontro alle esigenze del mototurismo a 360 gradi. Altro aspetto positivo è l’angolo di sterzo decisamente ampio che permette di fare lo slalom tra le auto.Alla fine, in mano a un motociclista novizio, la Sertão sa essere una perfetta nave scuola, perché non è mai impegnativa, è morbida in tutto. Consigliabile l’ABS disinseribile, offerto come optional a 400 euro, anche perché il prezzo è interessante (sulle F costa 800) e il gioco in questo caso vale la candela.Insomma, l’operazione di BMW pare sensata: ieri era F 650 GS Dakar, oggi si chiama G 650 GS Sertão. La sostanza è la stessa, il look più fresco, il prezzo interessante. La nuova GS è pragmatica, non trascendentale ma funzionale allo scopo che si prefigge: essere la porta d’accesso al mondo BMW, oltre che una moto facile ed economica. Nel mercato delle entry level può sicuramente dire la sua.