Prova Ducati Monster 797

23 marzo 2017 - 8:03

Théoule-Sur-Mer (Francia) – Voglia di moto? Il nuovo Ducati Monster 797 sembra fatto apposta. Progettato per chi delle due ruote ama il senso di libertà, l’approccio facile, il peso contenuto e la facilità di guida. E ispirato senza mezzi termini ai primi Monster “piccoli”, a partire dal 600 lanciato nell’ormai lontano 1994. Il 797 deve molto alla storia della naked per eccellenza, che ha creato un segmento di mercato, conquistando clienti ed entrando nell’immaginario collettivo.

Il nuovo Monster 797 parte da concetti molto chiari: essenzialità, sportività, bellezza e tecnologia, declinati in modo da ottenere il massimo divertimento nella guida. L’ispirazione al passato si vede nell’essenzialità delle forme e nelle dimensioni compatte, oltre che in dettagli come il gancio che permette di sbloccare il serbatoio in acciaio (altra citazione) oppure l’indicazione della sigla identificativa del modello, anch’essa sul serbatoio.

Che la storia del Monster riaffiori è chiaro fin dalla prima occhiata al motore, il celebre bicilindrico a L raffreddato ad aria: niente liquido e Testastretta, questa volta, ma tanta semplicità e una modica quantità di potenza (75 cv) e coppia (69 Nm).

TANTI RICHIAMI AL PASSATO

Nella cilindrata già ampiamente nota di 803 cc, questo due cilindri montato anche sullo Scrambler utilizza per l’alimentazione un corpo farfallato da 50 mm di diametro, è omologato Euro 4 ed è inserito in un tradizionalissimo telaio a traliccio in tubi di acciaio. Esteso fino alla zona della sella e completo delle classiche maniglie per il passeggero, del tutto simili a quelle di precedenti Monster, è completato dal forcellone in alluminio, che ricorda esplicitamente elementi tecnici già visti, nel caso specifico il forcellone del Monster 696 del 2008 (e quello dello Scrambler…). La sospensione è priva di leveraggio, con l’ammortizzatore Sachs fissato direttamente al telaio da una parte e al forcellone dall’altra, regolabile nel precarico della molla e nell’idraulica in estensione.

In linea con l’attuale dotazione della gamma Ducati è l’impianto frenante, che all’avantreno mette a disposizione una coppia di dischi (320 mm di diametro) e pinze radiali Brembo a quattro pistoncini M4.32, gestiti dall’ABS in caso di necessità. Il nuovo Ducati Monster 797 pesa 182 kg con tutti i liquidi e senza carburante; monta luci di posizione LED davanti e dietro, una pratica presa USB sotto la sella, ed è predisposto per ospitare il modulo Bluetooth del Ducati Multimedia System.

Tre i colori, su base rossa, bianca e nera. La prima proposta è inclusa nel prezzo di 8.950 euro franco concessionario, le altre richiedono 100 euro in più. Non basta: oltre agli accessori originali, tra cui un bellissimo Termignoni non omologato, arriva la versione 797+, che include il cupolino e un’unghia in materiale plastico a coprire la sella del passeggero. Il segno “+” vale 400 euro in listino.

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L’interasse di 1.435 mm è una prima indicazione degli obiettivi perseguiti in fase di progetto. La sella a 805 mm da terra e le pedane avanzate per aumentare il comfort aggiungono altri elementi. Il significato è univoco: il nuovo Ducati Monster 797 deve essere innanzitutto facile, amichevole, alla portata di tutti. Che si tratti di donne, motociclisti alle prime armi o che ritornano in sella dopo molto tempo. L’importante è divertirsi con il minimo sforzo.

Siamo in Costa Azzurra, dove ci si può facilmente persuadere che la fine dell’Occidente sia vicina: bassa stagione, è vero, ma intorno sembrano esserci soltanto anziani che passeggiano o pedalano in assoluto relax. Noi vogliamo divertirci! Si parte in direzione Esterel, la zona montuosa amatissima dai motociclisti per le sue strade disegnate da mani sapienti.

La posizione in sella privilegia il comfort: manubrio largo e un po’ distante, sella morbida e ben conformata, pedane più avanzate del solito. Meno favorevole la situazione delle vibrazioni, che si avvertono a partire da 5500 giri di strumento sia sul manubrio, sia (in maggior misura) sui poggiapiedi. Buona la leggibilità della strumentazione a cristalli liquidi, come anche l’efficacia e la praticità dei blocchetti elettrici.

Il nuovo Ducati Monster 797 nasce per le curve, è un fatto: rapido nei cambi di direzione, ama la guida scorrevole e raccordata, ripagando con tanta facilità e un sorprendente equilibrio generale. Visto che il motore mette a disposizione l’80% della coppia già a 3.500 giri/min non conviene tirare le marce, anche perché l’allungo è modesto. La taratura della forcella è adatta alla maggior parte delle situazioni, ma soffre quando la guida si fa molto sportiva, condita di staccate e ingressi in curva forzati.

IL MONSTER SEMPLICE

L’affondamento nella prima parte della corsa non trova adeguata resistenza e quindi la forcella lavora soltanto nella fase di compressione successiva. L’intervento molto deciso della coppia di dischi anteriori di 320 mm rende il fenomeno ancora più evidente. Dietro invece, vuoi per il precarico della molla che nella configurazione di serie è abbastanza elevato (ma è regolabile), vuoi per l’assenza di leveraggi progressivi sulla sospensione, la risposta è particolarmente diretta, in linea con i tradizionali assetti Ducati. Il 797 non ha destinazione specialistica, l’abbiamo detto, ma la forcella regolabile avrebbe fatto felici i più smaliziati e offerto un più ampio raggio d’azione alla moto.

Torniamo in sella: la frizione con dispositivo APTC – leva non regolabile, a differenza di quella del freno – è morbida da azionare ed efficace nel traffico. Meno a punto la trasmissione finale che, complice un po’ di on-off ai bassi, quando c’è già tanta coppia a disposizione amplifica gli strappi e rende un po’ meno piacevole la guida. Manca il controllo di trazione, perché in Ducati ritengono che, considerata la tipologia di moto e le caratteristiche di erogazione del motore, non sia necessario.

Molto bene gli pneumatici Pirelli Diablo Rosso II nelle misure 120/70 e 180/55, rapidi a entrare in temperatura e dotati di un profilo che rende molto progressivo l’ingresso in curva, offrendo al pilota tanta confidenza. Confidenza che permette di apprezzare appieno questo Monster, un riuscito esercizio di stile e di guida disimpegnata.

Il progetto Ducati Monster 797 è ambizioso, perché punta a portare (o riportare) in moto una clientela esigente, non tanto nella ricerca delle prestazioni ma piuttosto per quanto riguarda la facilità d’uso. In questo senso si può certamente affermare che l’obiettivo sia stato raggiunto: il 797 non soltanto concede un approccio immediato – radicalmente diverso dai primi Monster, gratificati per anni dall’aggettivo “facile” ma che non erano affatto amichevoli -, ma può soddisfare anche chi ha maggior esperienza. I limiti emergono nella guida molto sportiva e sono determinati principalmente dalla scelta delle sospensioni, in particolare della forcella.

Il prezzo: 8.950 euro franco concessionario, 100 euro in più per le colorazioni su base bianca e nera. La versione 797+ (9.350 euro) è dedicata a chi vuole fare turismo a corto raggio; la sella bassa (-20 mm) e quella comfort (+25 mm) figurano tra gli accessori originali. Sarebbe sbagliato confrontare il 797 con modelli di altre Case proposti allo stesso prezzo, perché si correrebbe il rischio di incappare ad esempio nella Yamaha MT-09 (8.990 euro f.c.) oppure nella Triumph Street Triple.

Ducati può contare su una clientela molto fedele e determinata, disposta a pagare un prezzo “premium” non solo per possedere una moto ben progettata e costruita – ottima la verniciatura, mentre le pedane sono mai state così economiche su una Ducati – ma per condividere una peculiare idea di motociclismo. In questo caso è quella del primo Monster “piccolo”, evoluta nel senso della massima facilità di guida: la strada giusta per intercettare l’ampia clientela composta da neofiti, donne e motociclisti che tornano in sella.

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