Prova Metzeler Sportec M7 RR

Successore dello Sportec M5 Interact, è stato sviluppato nelle competizioni del road racing per eccellere, in sicurezza, sulle strade di tutti i giorni. L'abbiamo messo alla frusta sui passi alpini, in sella alla Triumph Daytona 675R

Le abbiamo provate tutte: guida sul bagnato, sull'umido, sullo sconnesso, sul brecciolino. In pianura, in montagna. In salita e in discesa. A passo da parata e al limite. 

Niente da fare. Il nuovo Metzeler Sportec M7 RR si è rivelato affidabile in ogni condizione. E ha superato le aspettative, perché riesce a conciliare interessanti prestazioni sportive con una versatilità d'impiego sorprendente. 

L'antefatto. Metzeler affianca da alcuni anni gli organizzatori del motoraduno internazionale dello Stelvio, un appuntamento giunto quest'anno alla 38° edizione. Imperdibile per i motociclisti lombardi, in particolare per gli scatenati bikers valtellinesi, che forse perché costretti dal clima a limitare le loro uscite su due ruote ai mesi dell'anno in cui il clima le permette, quando possono dare sfogo alla passione non si pongono limiti. Metzeler, dunque, come partner del raduno ha pensato di offrire a un piccolo gruppo di tester l'opportunità di raggiungere Sondalo, sede della manifestazione, e l'Alta Valtellina, approfittando del percorso di avvicinamento e dell'ascesa ai 2.758 metri del Passo dello Stelvio per mettere alla prova i nuovi Sportec M7 RR.  

Il percorso: Milano, poi S.S.36 di buon passo fino a Lecco, gallerie lungo il lago e sbocco in Valtellina. La valle è lunga e richiede pazienza, perché il traffico locale non lascia scampo: furgoni, auto di piccola cilindrata e bus si susseguono senza soluzione di continuità fino a Tirano, dove inizia la salita verso Bormio. Triumph, partner dell'iniziativa, ha messo a disposizione la sua gamma di sportive, naked e carenate: la bestseller Street Triple, l'amata Speed Triple, la Daytona 675 nella versione standard e nella sfiziosa 675R. Inutile specificare che le più comode naked sono state rapidamente opzionate. La Daytona standard è finita nelle mani degli apripista, mentre la 675R… L'ho presa io. Scomoda, dura di sospensioni, con i semimanubri bassi e angolati: non nasce per viaggiare, ma dalla sua ha doti indiscutibili, da sportiva di razza. Dopo Teglio si svolta in direzione dell'Aprica, con i suoi ampi tornanti da percorrere in appoggio. Rapida discesa, curvoni della statale che raggiunge Ponte di Legno e poi su per il Passo Gavia, strettissimo e inospitale. 

Fin dai primi chilometri, con i fianchi ancora intonsi e completamente da rodare, si apprezza la docilità con cui il nuovo Metzeler Sportec M7 RR segue le indicazioni del pilota. Rispetto allo Sportec M5 Interact la Casa dichiara profili nuovi, materiali inediti, mescole e battistrada specifici: in pratica l'evoluzione è completa e integrale. L'obiettivo? “Massimi livelli di maneggevolezza, sicurezza anche in condizioni di asfalto bagnato, sconnesso e sporco, oltre a un incremento del 20% in chilometraggio rispetto al predecessore”. Posto al vertice della gamma stradale sportiva Metzeler, è stato sviluppato nelle corse su strada, un settore caro all'azienda italo-tedesca, da anni impegnati nelle più celebri sfide del “road racing” al fianco di piloti come Guy Martin: Tourist Trophy dell'isola di Man, North West 200, Southern 100, Metzeler Ulster Gran Prix e Macau. Il presupposto è che l'impiego stradale richieda pneumatici sviluppati su strada, in condizioni più difficili – o quanto meno diverse – rispetto a quelle della pista. Per questo, ad esempio, la rapidità del riscaldamento della mescola è stata particolarmente curata, insieme alla tenuta sul bagnato e al chilometraggio, imprescindibile per chi utilizza realmente la moto. 

Battistrada Gli incavi sono stati disposti in modo da ottenere grip sull'asciutto e drenaggio dell'acqua sul bagnato, oltre a un'adeguata stabilità in curva. Gli incavi longitudinali sono interrotti da zone in mescola, per garantire stabilità e regolarità d'usura. Quelli laterali vedono la loro profondità diminuire verso la zona delle spalle, al contrario della larghezza, che aumenta. Cambia rispetto allo Sportec M5 Interact il rapporto tra pieni e vuoti, con questi ultimi che aumentano sullo pneumatico anteriore e diminuiscono su quello anteriore.

Mescole Anche per le mescole lo Sportec M7 RR segna un passo avanti, con formulazioni completamente inedite a elevato contenuto di silice. Lo pneumatico anteriore è mono-mescola di 100% silice, mentre il posteriore è bimescola, con un mix specifico 100% silice nella zona della spalla e una miscela sottostante che è presente su tutto il battistrada ma resta coperta da quella 100% silice sulla spalla e poi “emerge” al centro, raggiungendo 45 mm di larghezza. 

Profili e struttura Metzeler dichiara la derivazione diretta da uno pneumatico sviluppato nel 2013 per le competizioni road racing. La definizione di nuovi raggi di curvatura ha l'obiettivo di migliorare la rapidità di piega e aumentare la superficie di appoggio in curva. La struttura radiale si avvale della cintura in acciaio 0° con tecnologia Interact.

Il Gavia si conferma terra arcigna: la pioggia sottile bagna la strada, la rende scivolosa e ancora più fredda. Nessun problema per noi, che possiamo contare sul notevole grip delle Sportec M7 RR e soprattutto sulla sensazione di sicurezza che infondono, legata anche alla facilità con cui si adattano a condizioni molto diverse. La serata al raduno è all'insegna del rumore: quello dei motori, naturalmente. Smarmittati oppure smontati per diventare terrificanti lanciafiamme, lanciano ululati che squassano il silenzio della valle. In una clima festoso sono migliaia i motociclisti che affollano il campo sportivo di Sondalo, dove Metzeler è presente con uno stand dedicato all'accoglienza e al confronto con gli appassionati, tanti gadget e l'inevitabile foto con due belle miss. Di primo mattino, con un sottile strato di brina ancora sulle moto, avviamo i motori. Direzione Stelvio, il re, il valico più alto d'Italia tra quelli che si possono percorrere su mezzi a motore. La strada non è ancora affollata: schivati i pastori locali, che pensano bene di portare le vacche all'alpeggio nel giorno di maggior traffico, la sequenza di 38 tornanti si spalanca davanti alle nostre Triumph. L'asfalto è tormentato oppure liscio, bagnato nelle strette gallerie, sferzato dal vento nei punti più esposti. La neve è ancora a bordo strada, testimone di un inverno lunghissimo e di precipitazioni implacabili e continue. Non risparmio la Daytona 675R: tutto quello che ha la moto, tutto quello che tengono le gomme. Altrimenti non sarebbe una vera prova. Si sale e si scende, per raggiungere di nuovo Bormio e decidere per una rapida divagazione al Passo del Foscagno, che collega la Magnifica Terra a Livigno. La strada è larga e riasfaltata da pochi giorni: in pratica, una pista.

In condizioni ideali gli pneumatici Sportec M7 RR esaltano la loro sportività, con angoli di piega molto interessanti e un'aderenza a tutta prova, nonostante la temperatura ambientale sia bassa. Nel complesso, però, a colpire non è soltanto la prestazione in senso stretto, per quanto di alto livello, quanto la versatilità di impiego, che permette di spaziare da una situazione all'altra con estrema facilità. Non solo: l'adattamento a moto diverse per indole e destinazione, come ad esempio le Triumph Speed Triple e la Daytona 675R, fa degli Sportec M7 RR una delle scelte indicate per tutti coloro che hanno compreso come su strada, anche in sella a una supersportiva, non serva la copertura racing ma un'ottima copertura stradale. 

 

 

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