Prova Moto Guzzi V7 II Stornello

Sotto c’è una Moto Guzzi V7 II, sopra tante suggestioni: Merito della combinazione di tanti accessori originali, che fanno dello Stornello una “special di serie”, di immagine e di sostanza. Ecco come Moto Guzzi affronta, bene, il tema Scrambler. Serie limitata a 10.550 euro

Di questo modello abbiamo parlato molto negli ultimi anni (leggi la prova), anche perché è il più venduto della gamma Moto Guzzi. Nonché il principale artefice di un rilancio che è nei fatti, e che auspicabilmente porterà al centesimo anniversario dalla fondazione, nel 2021, un’azienda finalmente restituita ai fasti del passato. E proprio nella storia del marchio affonda le sue radici questa versione speciale della V7 II, che si ispira allo Stornello lanciato nel 1960 e in produzione per 15 anni, in particolare lo Stornello Scrambler America del 1967. Uno degli obiettivi? Dimostrare che dalle parti di Mandello il concetto di “scrambler” era noto e popolare ben prima che tornasse di moda in Italia e nel mondo, rilanciato soprattutto dalla principale concorrente di questa Moto Guzzi, ossia la Ducati Scrambler.Moto Guzzi V7 II Stornello statiche - 10Proposta a 10.550 euro, la Moto Guzzi Stornello è una edizione limitata e numerata di 1.000 esemplari. Moto che soddisferanno presumibilmente due esigenze: personalizzazione “di serie”, ossia con accessori originali disegnati, sviluppati e omologati sotto il diretto controllo del costruttore; suggestione scrambler, che significa innanzitutto usare la moto tutti i giorni, dall’aperitivo in centro alla strada bianca in collina.Moto Guzzi V7 II Stornello statiche - 14Lo Stornello su base V7 II nasce dalle richieste di clienti e concessionari, attingendo al catalogo composto da oltre 110 accessori originali – ossia sottoposti a test di funzionalità e durata come i componenti di primo equipaggiamento, oltre che omologati – per creare una moto di taglio scrambler. Il risultato? Una bella combinazione tra cura del dettaglio, accoppiamenti di colore e pezzi forti come il suggestivo scarico completo omologato Arrow due-in-uno. Non mancano la sella lunga, i cerchi a raggi della V7 II Special – qui con pneumatici tassellati marchiati “Golden Tyre” (…) – e le protezioni in gomma sul serbatoio. Tra le parti metalliche specifiche vanno annoverati i coperchi degli iniettori, i fianchetti laterali, le pedane offroad, le tre tabelle portanumero in alluminio satinato e i parafanghi con trattamento spazzolato.Moto Guzzi V7 II Stornello statiche - 5La base tecnica è quella ormai più che nota della V7 II: motore bicilindrico trasversale a V di 90°, riposizionato sulla V7 II inclinandolo di 4° in avanti e abbassandolo di 10 mm; escursione negativa degli ammortizzatori cresciuta di 50 mm, con l’uscita dell’albero di trasmissione abbassata per far lavorare meglio la sospensione posteriore. Sviluppato appositamente per la V7 II è il cambio a sei marce con rapporti ravvicinati; il montaggio di pedane abbassate di 25 mm, in combinazione con il citato riposizionamento del motore, rende la posizione di guida meno ostica anche per i più alti. Di serie sono montati sia l’ABS sia il controllo di trazione (MGCT) disinseribile.La Guzzi Stornello non passa inosservata nemmeno tra gli abitanti di Mandello del Lario e dei paesi limitrofi, persone che vedono sfilare decine di Moto Guzzi ogni giorno. Il fascino è paragonabile a quello dell’apprezzata Racer, che affianca in gamma le versioni Stone e Special. Gli accessori sono ben fatti, e tra l’altro viene dichiarata la costruzione esclusivamente in Italia. Un motivo in più per apprezzare lo Stornello, di cui il numero progressivo inciso al laser sottolinea l’esclusività. Da una parte gli accessori originali convincono per aspetto e qualità costruttiva; dall’altra alcune debolezze dell’allestimento base su questa versione stridono ancora di più: ad esempio la piastra di sterzo non è sufficientemente curata e le leve di freno e frizione, non regolabili nella distanza dalle manopole, appaiono incoerenti su un modello in listino a 10.550 euro.Moto Guzzi V7 II Stornello dinamiche - 9In sella si siede comodi: la ridotta altezza da terra, l’imbottitura piuttosto soffice, la facilità con cui si arriva al manubrio concorrono a instaurare un immediato feeling con lo Stornello. Nei primi chilometri si apprezzano l’efficace braccio di leva del manubrio, le vibrazioni tutto sommato contenute per una moto di questo tipo – in rilascio si concentrano sulle pedane, in accelerazione nella zona della sella -, il peso ridotto che fa comodo in manovra. Il bicilindrico dà il meglio ai medi regimi, perciò è inutile tirare le marce: meglio gustarsi la progressione e la pronta risposta al gas, che non fanno rimpiangere l’eventuale disponibilità di più cavalli. Cullati dal rumore di scarico dello scenografico Arrow, molto ben fatto, ci siamo inerpicati sulle strade che da Bellano, sulla sponda orientale del lago di Como, attraversano la Valsassina per puntare alla quiete e alle suggestioni di mezza montagna di Esino Lario. Tornanti larghi, tornanti stretti, asfalto liscio e dissestato, traffico cittadino e spazi aperti: il menu è vario e interessante, da assaporare. Sullo stretto è necessario sfruttare il cambio a rapporti ravvicinati e la frizione, dall’azionamento faticoso, per uscire brillantemente dalle curve. La situazione cambia e diventa davvero appagante tra le curve di medio raggio, a velocità di 70-90 km/h: senza nemmeno un filo di stress – l’impegno alla guida è limitatissimo – lo Stornello permette di assaporare una dimensione del motociclismo sempre più amata da chi torna in sella alle due ruote come da chi sale per la prima volta. Senza forzare, sfruttando il comportamento prevedibile ed efficace della ciclistica, si viaggia con tutta la serenità del mondo, guardandosi intorno, ascoltando il bicilindrico a V, soffermandosi sulla strumentazione dal taglio classico. Insomma, gustando appieno ogni singolo chilometro.Moto Guzzi V7 II Stornello dinamiche - 5In tali contesti – e senza dimenticare la città, dove lo Stornello appare comunque a suo agio – questa interpretazione della Moto Guzzi V7 II può confrontarsi a testa alta con parecchi altri modelli, compreso lo Scrambler di Borgo Panigale, rispetto a cui sembra essere più completo, per quanto (anche) più classico. A suo agio sullo sterrato semplice di una strada bianca, magari per raggiungere una baita o l’agriturismo preferito, lo Stornello unisce l’efficacia e l’equilibrio della V7 II con il pregiato allestimento di una versione limitata e numerata. Un mix indubbiamente suggestivo.