Prova Quadro 350S

Profondamente rivisto sul piano tecnico, offre un'esperienza di guida migliorata e di stampo più motociclistico che in passato. Può crescere nelle finiture e nella dotazione. Costa 6.990 euro franco concessionario ed è già disponibile

15 settembre 2013 - 21:09

Si anima, finalmente, il segmento dei tre ruote: al leader Piaggio, che sette anni fa l’ha letteralmente creato dal nulla, si sono affiancati prima il Quadro e poi, a metà 2013, il Peugeot Metropolis. Un segnale molto chiaro dell’interesse che questa tipologia di veicoli è in grado di suscitare in un pubblico sempre più attento alla praticità delle soluzioni proposte per la nuova mobilità. Quadro nasce dall’intuizione di Luciano Marabese, che ha deciso di affiancare all’attività di consulenza nel settore del design una vera e propria attività produttiva, progettando i veicoli Quadro a tre e a quattro ruote. Oggi l’azienda ha sede nel Canton Ticino, in Svizzera, a pochi metri dal confine italiano ma dove il sostegno alle nuove imprese è ben superiore che nel nostro Paese. Ed è Riccardo Marabese, figlio di Luciano, a guidare l’attività di famiglia, che ha abbandonato la dimensione artigianale grazie all’arrivo di nuovi soci e all’ingresso di figure come quella di Claudio Consonni, per anni pilastro dell’attività Yamaha in Italia.

Il Quadro 350S, evoluzione sostanziale del primo tre ruote, è il segno tangibile di quanto sia cambiata la mentalità alla base di questa avventura imprenditoriale. Lo sottolinea proprio il presidente, Riccardo Marabese: “Vogliamo far vedere che Quadro Vehicles è una realtà consolidata, che ha fatto scelte ben precise, una delle quali è la collocazione sul territorio elvetico. Ciò non comporta perdere la nostra italianità né l’idea iniziale e nemmeno il ruolo della famiglia Marabese, anche se sono arrivati nuovi investitori. La storia di Quadro nasce dall’idea di Luciano Marabese di realizzare veicoli a tre e quattro ruote che coniughino l’agilità delle moto alla stabilità delle auto. Marabese Design fa ora parte di Quadro Vehicles e ha depositato il brevetto internazionale della sua sospensione nel 2009: si chiama HTS (Hydraulic Tilting System) ed è una tecnologia unica e di esclusiva proprietà di Quadro Vehicles”.

Oggi ci sono oltre 400 le concessionarie Quadro in 26 Paesi del mondo, per un mercato che in Europa vale 20.000 unità, di cui circa 6.000 nel segmento 250-400 cc. I dati resi noti dall’azienda italo-elvetica parlano di una quota di mercato pari al 18%, con punte del 25% in Francia, dove i tre ruote spadroneggiano. L’arrivo di nuove proposte porterà secondo Marabese a un’ulteriore crescita di questo particolare ma sempre più rilevante mercato. Per l’Italia l’obiettivo 2014 è quello di consegnare 300 veicoli, attraverso i 37 punti vendita che diventeranno 80 nei prossimi mesi.
LIVE

Secondo Marabese, il Quadro 350S offre un’esperienza di guida completamente nuova, pensata in particolare per i neofiti e le donne, soddisfacendo le esigenze di mobilità urbana attraverso tecnologia, sicurezza, comfort e piacere di guida e puntando così a diventare il riferimento tre i 3 ruote. Il divertimento e la piacere di guida sono, quindi, obiettivi molto importanti per il costruttore. Dal punto di vista tecnico è la sospensione anteriore il fulcro della proposta Quadro: l’HTS permette di montare due ruote anteriori da 14”, il diametro maggiore sul mercato, con tutti i benefici che ne conseguono, sia in città (coerenza direzionale in presenza di fondo dissestato) sia nei tratti guidati (stabilità). Dietro la ruota è da 15” ma nonostante ciò il vano di carico permette di stivare due caschi integrali (un integrale e un jet con la sella Comfort). Omologato nella categoria tricicli a motore (L5E), si guida con patente B in tutta Europa, tranne in Svizzera dove la normativa è più restrittiva.

Tra le novità del Quadro 350S, che è prodotto a Taiwan da Aeon – ma la sospensione HTS è “Made in Italy” – c’è senza dubbio il nuovo motore: abbandonato il monocilindrico 313 cc due valvole, ora il 350S può contare su 346 cc 4 valvole da 27 cv a 7000 giri e 28,8 Nm di coppia a 5500 giri, che spinge il tre ruote fino a 130 km/h. Il peso dichiarato a secco è a 200 kg, il più contenuto della categoria. Migliorato l’impianto frenante, in particolare per quanto riguarda il feeling: due i dischi da 240 mm anteriori, uno il posteriore da 246 mm. Il freno a mano di parcheggio e di blocco della sospensione anteriore è meccanico: una soluzione “più semplice” secondo Quadro, che la ritiene più affidabile rispetto a quanto proposto dalla concorrenza. È stata ridisegnata anche la sella, sia nella zona anteriore sia in quella del passeggero, che dispone anche di un maniglione d’appiglio rivisto. Sono stati sostituiti anche gli ammortizzatori posteriori ed è stata modificata la cinematica dell’intera sospensione.

Tra gli accessori figurano il parabrezza alto, il coprigambe dedicato, il bauletto da 50 litri e il paraspruzzi posteriore. Quattro i colori: Blue Ocean, Steel Grey, Snow White, Raw Black. Il prezzo è stato fissato in 6.990 euro franco concessionario.
RIDE
Per chi come me ha provato anni fa il modello precedente – trovandolo ostico per i motociclisti, abituati a sentir scendere la moto in curva e non a doverla “spingere” giù – il 350S è una sorpresa: docile, amichevole fin dai primi chilometri, riduce a qualche minuto l’apprendistato necessario per avere il pieno controllo della situazione. La posizione di guida lascia parecchio spazio alle ginocchia; la sella è ben conformata e decisamente comoda, i comandi a portata di dita, il cruscotto ben leggibile. Peccato che proprio la strumentazione, pur integrata da due display laterali dedicati alla temperatura esterna e a quella del liquido di raffreddamento, accusi il peso degli anni. Le plastiche, poi, hanno un aspetto povero e scarsamente rifinito, e i comandi sono da scooter economico, non adatti, quindi, a un veicolo di questo livello, che deve competere con Peugeot Metropolis e Piaggio MP3. Il design non è stato oggetto di modifiche: la sua principale qualità è l’attenzione alle dimensioni complessive e in particolare a quelle dell’avantreno. La larghezza del Quadro 350S all’estremità (le ruote) è di 800 mm, un dato interessante se si pensa che il Suzuki Burgman 400 è largo 820 mm e lo Yamaha Majesty 400 raggiunge i 760 mm, per quanto nei modelli citati il punto più sporgente sia rappresentato dagli specchi retrovisori.

Torniamo al comportamento della sospensione HTS: la discesa in piega non è lenta come in passato, quando la (brutta) sensazione era di dover forzare il sistema per velocizzare le operazioni. Al contrario si avvicina molto, per quanto sia più controllata e progressiva, a quella di uno scooter dotato di avantreno tradizionale: un passo avanti importante, che schiude a Quadro anche il potenziale mercato dei motociclisti. Le condizioni del test, con buona parte del percorso su asfalto bagnato e sotto la pioggia, hanno permesso di verificare a fondo la funzionalità del tre ruote nelle situazioni più critiche per uno scooter e per una moto “normali”: con il 350S si procede sul dritto usufruendo di parecchia stabilità in più, mentre in curva ci si possono permettere pieghe altrimenti impossibili e velocità di percorrenza molto superiori. Sull’asciutto la sensazione di sicurezza si rafforza, tramutandosi nella spinta a osare, soprattutto in curva: il Quadro 350S, però, e le prestazioni tutto sommato modeste del motore lo sottolineano, non nasce per exploit velocistici né tanto meno per chi vuole grattare la carenatura a terra. La ricerca del limite, facilitata dal fatto che è la ruota posteriore ad “avvisare” con il suo slittamento che l’aderenza sta per venire meno, è un esercizio estemporaneo. La vocazione del Quadro 350S è meno estrema: adatto alla città, si difende bene anche lungo i tornanti, garantendo prestazioni più che discrete in tutte le condizioni d’uso. Manca ancora qualcosa per farne un concorrente a tutto campo del leader di mercato: finiture migliori, innanzitutto, e magari ammortizzatori posteriori dalla risposta più controllata sia in compressione sia in estensione.

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