Prova Zero Motorcycles SR

Il costruttore californiano produce e vende una gamma di moto elettriche tra le quali spicca la SR, una naked sportiva capace di accelerazioni brucianti. Il prezzo però incute timore: 18.750 euro

11 settembre 2017 - 11:09

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ELETTRICO, STAMMI LONTANO

Nel settore moto, le proposte “eco” cominciano a essere numerose. Parliamo delle moto elettriche, oggetti che per i motociclisti duri&puri sono più indigesti della suocera in vacanza. Battute a parte, è indubbio che il gusto di guidare una moto derivi in larga parte anche dal rombo dello scarico, dall’azzeccare una cambiata come si deve o ancora di “sentirsi addosso” il lavoro dei pistoni. Queste cose, su una moto elettrica, non si possono avere (o quantomeno, non ora…). Il mondo però sta cambiando velocemente e, soprattutto, non bisogna avere l’arroganza di giudicare qualcosa che nemmeno si conosce. Questa lunga premessa per dire che chi oggi vende moto elettriche merita innanzitutto rispetto per essere tra i pionieri in un settore che ha poche certezze e molti punti interrogativi. Ed esserci con un buon prodotto come la Zero Motorcycles SR (costruttore californiano) è ancora meglio.
MOTORE LEONE

La Zero Motorcycles SR è una naked sportiva: farsi ingannare dai soli 69 cv (52 kW) a 3.850 giri dichiarati per 188 kg in ordine di marcia (che in buona sostanza rimangono identici se misurati a secco) sarebbe un grosso errore. Meglio concentrarsi sul valore della coppia: 146 Nm, disponibili da subito, a zero giri. Questi numeri sono generati da un silenzioso motore brushless raffreddato ad aria. Trasmette il moto alla ruota posteriore senza frizioni né cambio: il gruppo trasmissione consiste in una cinghia calettata direttamente sull’albero motore tramite una puleggia. In parole povere: la velocità di marcia dipende esclusivamente dai giri del motore, non essendoci né cambio né variatore.
LUNGA VITA ALLA BATTERIA
Il motore della Zero Motorcycles SR è alimentato da una batteria agli ioni di Litio da 13 kWh che garantisce un’autonomia (sempre secondo i dati dichiarati) di 259 km nel ciclo urbano, 158 km in autostrada e 196 km nel ciclo misto. Numeri interessanti, dovuti anche dall’intelligente sistema di recupero dell’energia in frenata. I valori però, come abbiamo verificato durante la prova, sono piuttosto indicativi: cambiano molto a seconda dello stile di guida, più di quanto accada su una moto a benzina. E non è tutto: la SR ha tre modalità di guida, Sport, Eco (valore di coppia e potenza limitati) e Custom, con quest’ultima che permette di regolare tanti parametri come il freno motore, potenza, coppia e capacità rigenerante in frenata. Il tempo di ricarica è uno dei talloni d’Achille di questa moto: servono 8,9 ore per la carica completa tramite una normale presa 220 V, ma se si adotta il sistema di carica supplementare (optional) le ore scendono parecchio: 5,2.
SOLITA STORIA

Sulla ciclistica, gli ingegneri a capo del progetto Zero Motorcycles SR non hanno voluto azzardare. Il telaio è infatti un doppia trave in alluminio con quote molto compatte: 1.410 mm l’interasse, 24° l’inclinazione del cannotto e solo 80 mm l’avancorsa. Dentro le travi, trovano posto il piccolo motore e l’ingombrante batteria, che occupa praticamente tutto lo spazio presente sotto il finto serbatoio. La sella è alla giusta altezza: 807 mm. Alle sospensioni ci pensa Showa che fornisce la forcella a steli rovesciati da 41 mm e il mono, entrambi completamente regolabili. Discutibile la scelta del freno anteriore, un singolo disco da 320 mm lavorato da una pinza assiale a due pistoncini della spagnola J.Juan. L’ABS però è Bosch di ultima generazione. Le ruote sono smilze una tendenza comune a tutti i veicoli elettrici, auto o moto che siano: i cerchi a razze sdoppiate da 17” calzano delle Pirelli Diablo Rosso II in misura 110/70 e 140/70. Infine il prezzo, capitolo più duro da digerire: 18.750 euro a cui si aggiungono gli eventuali 3.070 euro del PowerTank per avere più autonomia e gli 842 euro per il caricatore rapido.

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RIDE
LISCIA O GASSATA?

Difficile approcciarsi a una moto come la Zero Motorcycles SR senza pregiudizi: l’aspettativa, nei confronti di una moto elettrica, è quella di un mezzo buono per sostituire lo scooter con qualche rara concessione al divertimento. E mai come in questo caso ci si potrebbe sbagliare.
COSA GUARDO?

Cosa può osservare il classico curioso sulla Zero Motorcycles SR? Non è semplice. Dove solitamente alloggia il motore c’è un monolite nero: la batteria. Le dimensioni delle gomme ricordano uno scooter e non ci sono nemmeno costellazioni di pulsanti o regolazioni strane. È semplice, pulita, senza nessun fronzolo accessorio. Ma soprattutto è compatta: salendo in sella (nel vero senso della parola: si è appollaiati sul trespolo) si scopre un serbatoio… ehm, un girovita da top model, un manubrio largo (anche se dalla piega bassa) e posizionato in basso, un peso tutto sommato nella media. Abbassi lo sguardo e ops, non c’è la frizione, schiacci l’accensione e niente, il motorino d’avviamento se lo sono dimenticati. Solo un lieve ronzio disturba questo silenzio e proviene da quel piccolo generatore di coppia che è il motore. Ma funzionerà?
CHE COPPIA!

Premuto il pulsante di massa, il piccolo cruscotto prende vita e fornisce unicamente le informazioni necessarie: carica della batteria, modalità inserita e velocità. Essenziale è l’aggettivo corretto. E pronti ad aggrapparsi forte, perché la prima accelerata sulla Zero Motorcycles SR è da brivido! Girare il gas… il potenziometro genera una spinta in avanti selvaggia, costante e perentoria, simile e forse a tratti superiore ad alcune superbike di ultima generazione, quantomeno nei primi 30 metri. Tutto è accompagnato da un’insolita colonna sonora: un sibilo da macchina del futuro vagamente surreale. Potete sentire il rumore delle pastiglie che mordono i dischi, il trascinamento delle ruote, una lunga serie di suoni e rumori che, normalmente, sono oscurati dal ruggito del motore endotermico.
SERVE PIÙ FEELING

Ok, che va forte in rettilineo si è capito (anche se solo fino a 130 km/h: oltre, la spinta si esaurisce molto rapidamente), ma come si guida tra le curve la Zero Motorcycles SR? Bisogna capirla. Saranno le quote ciclistiche ultracompatte o le gomme smilze o la posizione particolare del baricentro, sta di fatto che gettarsi in curva alla garibaldina non è immediato. La notevole massa della batteria si fa sentire soprattutto in ingresso curva, con l’avantreno che rimane poco comunicativo e non rigoroso come ci si aspetta da una sportiva di razza. Gran parte di questo comportamento si deve alla taratura della forcella, molto sfrenata così com’è di serie e dalla corsa lunga (159 mm): non è raro arrivare a pacco nelle frenate decise, mentre in ingresso curva non regala il giusto sostegno per un uso realmente sportivo. Un peccato perché con un setting forcella più sostenuto la Zero potrebbe essere più incisiva. Anche la posizione è particolare: trovandosi sopra (e non dentro) alla moto e abbastanza avanzato, il pilota non ha sempre la possibilità di caricare a dovere l’avantreno, trovandosi invece eretto con la schiena.
GUIDA FLUIDO

Meglio quindi non farsi trascinare immediatamente dall’entusiasmo del motore: le sospensioni della Zero Motorcycles SR faticano a starle dietro. Anche perché facendo un paio di passi indietro si scopre una moto molto gustosa: le sospensioni morbide le regalano una buona agilità nei cambi di direzione e ci si può godere l’infinita spinta del motore in uscita di curva, perfettamente calibrata dal polso destro del pilota. Anche l’impianto frenante, nonostante l’aspetto un po’ economico, fa il suo dovere, assicurando una buona dose di potenza e feeling.
BRAVI, BRAVI, MA…
Nel piccolo pianeta delle moto elettriche, la SR occupa sicuramente una casella importante. Ha un motore “possente”, una buona autonomia ed è semplice ma ben fatta. Le manca giusto la malizia di una vera moto sportiva e per una naked che costa oltre 18 mila euro non è cosa da poco.

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