Rapitán, Bultaco rinasce elettrica

Torna il famoso marchio spagnolo. Bultaco rinasce e sposa la causa delle emissioni zero. Prima moto è la Rapitán, crossover elettrica da 189 kg e 200 km di autonomia

19 maggio 2014 - 12:05

Il passato motoristico spagnolo non è meno ricco di marchi di quello italiano. Un patrimonio che negli anni si è andato via via perdendo, con la progressiva scomparsa di marchi come Derbi (prima acquistato e poi “parcheggiato” da Piaggio), Ossa e Bultaco. Oggi, però, anche in Spagna c’è un certo fermento. Perché nella nazione di Marquez, di Lorenzo e Pedrosa, nella nazione in cui il motociclismo è vissuto come un sport nazionale è giusto che ci sia chi le moto le progetta e produce. Bultaco è stato un marchio glorioso, ha conquistato mondiali di velocità con Angel Nieto e creato moto da enduro entrate nella storia. Poi, come molti marchi del passato, ha vissuto un lento oblio; la chiusura è arrivata nel 1983. Oggi rinasce grazie a un pool internazionale di investitori e tecnici che crede fortemente nella propulsione elettrica, senza tuttavia escludere qualsiasi tipo di altra produzione possibile da qui al 2020. Spagnoli (soprattutto) ma anche tedeschi e italiani lavorano alla nuova Bultaco, che avrà a Madrid il suo centro di ricerca e sviluppo, a Barcellona la produzione ed è stata presentata a Londra: più globale di così!  La produzione, quindi, è spagnola al 100% come piacerebbe a Francisco Bultò, papà del marchio Bultaco creato nel 1958.

L’origine della Bultaco ha sede nella LGN, azienda ingegneristica spagnola specializzata nella trazione elettrica ma non solo, che nel 2011 ha partecipato con un proprio prototipo al primo campionato mondiale per moto elettriche, giungendo al quarto posto. La Rapitán è la prima creazione della nuova Bultaco, una moto a trazione elettrica “tutta fatta in casa”. Bultaco, infatti, ha realizzato in casa il motore elettrico capace di 45 kW e 125 Nm di coppia e in grado di far toccare alla Revitán i 145 km/h e alimentato da un pacco batterie agli ioni di litio che dovrebbe assicurare una autonomia variabile dai 140 ai 200 km secondo il tipo di utilizzo.
In Bultaco hanno prestato particolare attenzione al sistema di rigenerazione di energia in frenata/rilascio. Per questo motivo hanno studiato il sistema Bultaco IDS che limita l’alleggerimento della ruota posteriore in frenata e durante i rallentamenti, per tenere la ruota ben attaccata al suolo e massimizzare così l’effetto rigenerativo. Una caratteristica cui probabilmente contribuisce anche la sospensione anteriore duo lever a quadilatero deformabile, come quella utilizzata sulla serie K BMW, che annulla l’affondamento dell’avantreno in frenata. La Rapitán è una crossover (un po’ ispirata alla Kawasaki Versys?) con telaio a traliccio e con l’interessante soluzione del vano portacasco al posto del serbatoio (che essendo elettrica non c’è..) come accade sulla Honda NC750X. La cosa interessante è il peso, vero punto dolente di tutte le moto elettriche. In Bultaco sono riusciti a limitarlo a 189 kg non male davvero. Assieme alla Rapitán Bultaco ha presentato anche il concept della Rapitán Sport una naked più sportiveggiante. 

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