Triumph Rocket 3 TFC, esclusiva e monumentale

La nuova Triumph Rocket 3 stupisce con il suo tre cilindri di 2.458 cc da 170 cavalli di potenza e pesa 40 kg meno della precedente versione. Maniacale la cura dei dettagli

2 maggio 2019 - 13:00

Più potenza e meno peso, una ricetta applicata alle moto sportive. Questa volta, invece, stiamo parlando della monumentale Triumph Rocket 3, la cui nuova versione è stata integralmente rinnovata, grazie innanzitutto all’introduzione dell’inedito motore tre cilindri di 2.458 cc. Avete letto bene, la cilindrata è quella di una berlina, compresa la potenza di 170 cavalli. L’aspetto, curato nei minimi dettagli, è quello di una affascinante muscle bike, ricca di materiali nobili e forte di una dotazione da prima della classe. La nuova Rocket 3 non a caso fa parte del programma Triumph Factory Custom (TFC) ed è realmente esclusiva perché sarà prodotta in sole 750 unità, ciascuna identificata da una targhetta numerata. Non solo: il kit TFC che verrà consegnato a ciascun acquirente includerà una lettera firmata dall’amministratore delegato Nick Bloor, un libro, uno zaino in pelle marchiato TFC e un telo coprimoto specifico.

La potenza, come accennato, è degna di nota: 170 cavalli, che ne fanno la Triumph più potente mai costruita. Anche i 221 Nm di coppia fanno ben sperare per quanto riguarda le prestazioni, che sono valorizzate dal peso ridotto del 15% (+40 kg) rispetto al modello che sostituisce.

Il doppio faro anteriore, molto scenografico, fa parte di un impianto full LED che include gli indicatori di direzione e il gruppo ottico posteriore; il bellissimo scarico 3-1-3 è un elemento che caratterizza lo stile davvero originale di questo modello; il cerchio posteriore è fissato a un suggestivo monobraccio e monta una perentoria copertura di 240 mm di sezione, la stessa misura della Ducati Diavel 1260 S. La sella in pelle e la componentistica in fibra di carbonio contribuiscono a impreziosire la moto. La nuova Rocket 3, infatti, vanta una cura dei dettagli davvero maniacale, che la fa assomigliare a una special.

Completa e di qualità la dotazione tecnica: di serie ci sono il controllo di trazione, l’ABS Cornering, quattro modalità di guida (Road, Rain, Sport e Rider, quest’ultima personalizzabile), le pinze monoblocco Brembo Stylema con pompa radiale MCS a interasse variabile, la forcella e l’ammortizzatore Showa completamente regolabili e addirittura il cambio elettronico Up&Down. Bellissima la strumentazione con pannello TFT, con l’opzione di scelta tra due visualizzazioni e la possibilità di personalizzare la schermata di avvio. In abbinamento al modulo Bluetooth opzionale è possibile controllare una GoPro (ed è una esclusiva Triumph), sfruttare il sistema di navigazione sviluppato con tecnologia Google, gestire le chiamate telefoniche e ascoltare musica dallo smartphone.

Della dotazione di serie fanno parte il Triumph Shift Assist e l’Hill Hold Control: il primo è il nome assegnato dal costruttore inglese al cambio elettronico, che funziona in entrambe le direzioni; il secondo aiuta nelle partenze in salita. Il Cruise Control è anch’esso di serie, come del resto l’accensione senza chiave, i sensori di pressione degli pneumatici TPMS e la presa di ricarica USB.

Infine un cenno al nuovo telaio in alluminio, che oltre ad aver contribuito alla riduzione ponderale complessiva (-15%), sfrutta il motore tre cilindri come elemento stressato e dovrebbe determinare una dinamica di guida decisamente più brillante che in passato.

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