Trofeo Enduro KTM, colpo di fulmine

L'ultima gara del Trofeo Enduro KTM 2016 è stata l'occasione per provare la massima cilindrata della gamma Enduro 2017 della Casa austriaca, la EXC-F 500. È stato amore a prima vista
Sabato pomeriggio, con tutta calma, arrivo a Preiro, in provincia di Cuneo, per l’ultima gara del Trofeo Enduro KTM 2016. Appena scendo dal furgone mi corre incontro Elena, la moglie di Nicola Dutto (per chi non lo conoscesse, pilota Rally Baja paraplegico): “Nicola è caduto all’inizio del percorso, c’è solo Rossi con lui e non riesce a tirarlo su da solo. Puoi andare a dargli una mano?”. “Certo!”  rispondo, quindi scarico la mia EXC-F 250, metto il casco e parto. Percorro la prima parte del trasferimento, dove già mi domando come possa fare un pilota che non è in grado di appoggiare i piedi a terra a districarsi tra gli alberi nei passaggi stretti dove quasi ci si deve fermare. Miracoli della forza di volontà!
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Dopo pochi minuti trovo Roberto Rossi (responsabile eventi e sport di KTM Italia) con Nicola “parcheggiato” su un passaggio stretto in pendenza, con la ruota davanti della sua KTM che punta verso l’alto, a sfiorare il tronco di un albero. In effetti sollevare da terra una moto con sopra il pilota in quella posizione da soli non è la cosa più agevole. Per fortuna ci raggiunge un altro biker, quindi Nicola è pronto a ripartire. Lo seguiamo come angeli custodi per un altro tratto di percorso che si snoda in un bellissimo bosco di castagni, sempre stretto e tortuoso, dove per altre due volte dobbiamo rimetterlo dritto. Alla seconda “fermata” ci prendiamo una pausa e tra una chiacchiera e l’altra inizio a osservare la moto di Roberto Rossi. È una fiammante EXC della nuovissima gamma Enduro 2017. Mi cade l’occhio sul piccolo logo posizionato all’estremità del convogliatore che riporta la sigla 500 EXC-F. Mi rivolgo a Roberto e dico allarmato: “Col 500? Ti piace il rischio?!”. Rossi da Terni mi risponde: “Alé, ‘sta moto è bellissima, che la vòi provà?”. In effetti la tentazione c’è, ma non nascondo che il solo pronunciare quel nome, “IL CINQUECENTO”, mi fa tremare le gambe… 
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In più c’è il fatto che non vado in moto dall’inizio di giugno, quindi dopo 4 mesi di assoluta inattività mi prende un po’ male mettere le chiappe su un ordigno da ben 63 cv! L’occasione, però, è troppo ghiotta, quindi non me lo faccio dire due volte. Ripartiamo e sono subito sorpreso dalla disarmante facilità con cui la “belva” si lascia condurre sui sentieri delle colline del Cuneese. Dopo poche centinaia di metri mi accorgo che faccio almeno la metà della fatica nel guidare questa 500 cc rispetto alla mia piccola 250 4T: è amore a prima vista! Ci fermiamo di nuovo e non sto più nella pelle. Dico a Rossi che la moto è fantastica e lui mi propone di correre con quella il Trofeo Enduro KTM l’indomani. Ovviamente accetto entusiasta, e quando mi ricapita?!? 
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Rientrati al paddock vado a fare l’iscrizione e non nascondo il gusto di comunicare ai commissari della FMI il cambio di categoria, quindi correrò nella classe E3, dove il 99% dei piloti usa la 300 2T. Sono talmente gasato dalla voglia di girare il giorno dopo che la sera fatico a prendere sonno e continuo a pensare a quanto ho “goduto” in quei pochi minuti passati alla guida della EXC-F 500. Non vedo l’ora di usarla tutto il giorno.
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Il giro di gara è lungo circa 30 km, da ripetersi 4 volte con 2 prove speciali Enduro Test cronometrate dal secondo passaggio in poi. Visto il tipo di percorso, tutto guidato nel bosco e piuttosto stretto con tanti single track, questa volta non è previsto il Cross Test fettucciato, dove sarebbe stato interessante provare il brivido di dare sfogo a 63 cv su un bel pratone veloce. Forse è meglio così!
Il nuovo motore “big bore” ha un tiro impressionante in qualunque marcia ci si trovi, e il grosso pregio di avere un’erogazione molto regolare ed estremamente fluida. In pratica si può girare utilizzando solo due marce, terza e quarta, superando ostacoli e pendenze con una facilità disarmante. La cosa sconcertante è che buttando dentro le marce si raggiungono presto velocità elevate con il motore che gira bassissimo. Anche quando si deve riprendere quasi da fermi è sufficiente aiutarsi un pochino con la frizione, e il motore porta fuori da qualsiasi situazione con un filo di gas. Certo non bisogna avere la pretesa di ruotare a fondo la manopola dell’acceleratore, visto il bombardone su cui si sta seduti, a meno di non essere super allenati o di avere il fisico e la manetta di David Knight!
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Un altro aspetto decisamente a mio favore, data la totale mancanza di allenamento, è la risposta della ciclistica, in particolare delle sospensioni. La moto è sorprendentemente agile anche nello stretto : magari non a livello di una 250, ok; la nuova forcella XPlor da 48mm si “beve” praticamente tutto quello che passa sotto la ruota. Ha una taratura di serie tendenzialmente morbida, che la rende molto comoda e dà una bella sensazione di sicurezza. In pratica filtra benissimo le asperità del terreno, forte di un’ottima scorrevolezza che riduce sensibilmente l’affaticamento delle braccia anche dopo diverse ore alla guida. Novità sulla gamma 2017 è anche il Traction Control, per la prima volta disponibile su moto off-road specialistiche. È settabile su due posizioni e permette di trasmettere alla ruota posteriore tutta la trazione che serve, tanto che anche in presenza di fondi scivolosi sembra di viaggiare sull’asfalto.
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E adesso che si fa? Ero deciso a tenere il mio duemezzo per un altro annetto, visto che in moto ci vado troppo poco, ma dopo aver assaggiato la “belva” mi si è aperto un mondo. Anch’io ero tra quelli che credevano che per domare una moto del genere ci volesse l’Arnaldo Nicoli della situazione, ed è verissimo, ma dopo averla provata ho capito che, se usata nel modo giusto, è una moto facilissima e rassicurante, soprattutto per chi di manetta e fisico non ne ha. Quindi… lascio o raddoppio? Raddoppio!Testo di Alessio Barbanti. Foto A. Stefanoni, R. Rossi, ABMLAB.

 

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