TT 2012: McGuinness fa 19, Bonetti Silver

Nella gara in cui il bergamasco abbatte i 200 km/h di media sul giro conquistando il Silver, un grande McGuinness tocca quota 19 vittorie al TT. Joey Dunlop a 26 è proprio irraggiungibile?

5 giugno 2012 - 13:06

Il primo TT corso nel 1996, con il solo 2001 saltato: John McGuinness, il “Missile di Morecamb”, è uno dei Re del Mountain. Secondo solo al mito Joey Dunlop, e bisogna vedere fino a quando. Con la vittoria nella Superstock, forse la gara con la cifra tecnica più elevata di tutte insieme al Senior che si correrà questo venerdì, McGuinness ha toccato quota 19 vittorie. Sette meno di Dunlop, con la tangibile possibilità di accorciare la distanza già in questa edizione.

Curiosamente, è la prima vittoria di McGuinness in Superstock: ha regolato di stretta misura (7″8) Michael Dunlop e Ryan Farquhar. Il britannico ha corso – sia lecito il bisticcio di parole – “alla McGuinness”: in un crescendo inesorabile. Ne sa qualcosa Farquhar, appaiato fino al secondo giro e poi progressivamente staccato. Il segreto? Tenere le 128 miglia di media sul giro. Per illudere prima, e per stroncare poi.

Nella corsa degli altri (non inganni il distacco: McGuinness si è concesso un ultimo giro a passo ridotto. Ridotto, ovviamente, per lui…) Dunlop ha prevalso su Farquhar, dopo avere sorpassato Anstey, vincitore in Supersport 1 con soli 77/100 di vantaggio su Cameron Donald. Quinto si è classificato Guy Martin, staccato di meno di un secondo da Donald.

Nelle posizioni di rincalzo – si fa per dire, visto che nel TT conta più il distacco che la posizione assoluta – Hillier, lo specialista di Macao Michael Rutter, Johnson, Dan Stewart e Cameron Donald. Questi i primi dieci. Di Dan Stewart va detto che, con l’ottavo posto, ha consolidato il primo posto nella classifica del Campionato Privati: 63 i punti contro i 36 del secondo, Stefano Bonetti. Con legittimo orgoglio, basta dare un’occhiata ai rispettivi organici per capire quanto il secondo posto del bergamasco sia figlio della tenacia, fratello della passione e surrogato della manetta bonettiana.

Bonetti, appunto: il 36enne ha portato alla dodicesima piazza assoluta la propria Kawasaki, preceduto da un certo Ian Hutchinson che, pur se al rientro, è sempre l’uomo capace di vincere cinque gare in una sola edizione (accadde nel 2010). Finalmente il bergamasco è riuscito a infrangere la barriera dei 200 km/h di media sul giro: è accaduto già nella prima tornata con 124,624 miglia orarie, e nell’ultima Bonetti si è migliorato ulteriormente con 124,677. Al cambio, significano 200,65 km/h. Inutile dire che Bonetti ha siglato la miglior prestazione di sempre di un italiano al Tourist Trophy, il miglior risultato nell’epoca moderna (post-1976, per intendersi) e si è portato a casa un meritatissimo Mercurio d’argento.

Ottima, per concludere, anche la prova di Alessio Corradi: su una BMW S 1000 RR, ha sempre veleggiato attorno alla 20° posizione, chiudendo 17° assoluto (Bronze) alla media di 122,078 miglia. Per lui la soddisfazione di un ultimo giro a 124,519 miglia (oltre, quindi, i 200 km/h di media); una punta velocistica a Sulby all’altezza degli ufficiali (185,9 miglia, poco sotto i 300 km/h) e una confidenza sempre maggiore con il Tourist Trophy. Dove l’importante è partecipare, l’essenziale sopravvivere e la prassi sfidare se stessi prima degli altri.

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