Nel mondo delle competizioni, ci sono marchi che non stanno sotto i riflettori ma, se si osserva con attenzione, si percepisce quasi ovunque la loro presenza, mai rumorosa. WRS è uno di questi e la sua storia percorre una traiettoria che in pochi anni l’ha portata ad attraversare molti confini. Dall’e-commerce ai cupolini per il T-Max, al salto nella MotoGP, per arrivare ai progetti più avanzati della nautica, insieme a Luna Rossa e Ferrari. L’azienda di Tavullia, guidata da Nicolas Zavoli, ha costruito negli anni una presenza trasversale, portando il proprio know-how ben oltre il motociclismo.
Una storia al contrario
“La nostra storia è un po’ atipica”, ci racconta Zavoli. “Di solito si crea un prodotto e poi si costruisce un e-commerce. Noi abbiamo fatto il contrario”.

WRS nasce infatti dal mondo digitale. Zavoli arriva dal settore web e, per passione verso il motorsport, avvia inizialmente una piattaforma di vendita online dedicata ai migliori brand aftermarket. Solo in un secondo momento arriva la produzione.
“Abbiamo iniziato con i cupolini quasi per caso, guardando alcuni modelli molto diffusi all’epoca – come BMW GS o T-Max – che avevano soluzioni esteticamente poco riuscite. Abbiamo provato a reinterpretarli e il mercato ha risposto subito”.
Da lì, la crescita è rapida: il prodotto piace, la domanda aumenta e l’azienda amplia la produzione.
Il momento della svolta
L’ingresso nel Motorsport segna una svolta. Il primo passo arriva con BMW in Superbike, poi l’approdo in MotoGP con il team Pramac.

“È stata una crescita progressiva. Siamo partiti da un team cliente, ci siamo fatti conoscere e oggi collaboriamo con realtà come Ducati ufficiale, KTM, VR46 e molti team tra Moto3, Moto2 e Superbike”.
Ma cosa rende un cupolino WRS diverso da un semplice “pezzo di plastica”?
“Dietro c’è molto di più: studio aerodinamico, materiali, processi di termoformatura, gestione della trasparenza alle alte inclinazioni, flessibilità. Sono dettagli che fanno la differenza”.

E soprattutto, nulla è standard.
“Ogni pilota è diverso. Anche sulla stessa moto, i cupolini cambiano. Pensiamo a piloti con altezze diverse: la soluzione aerodinamica deve adattarsi. Lavoriamo con i team, spesso anche in galleria del vento, oppure con simulazioni CFD. Forniamo diverse geometrie e poi si sceglie quella più performante”.
Dalla pista alla strada, stessa qualità per tutti
Uno degli aspetti su cui Zavoli insiste di più è la filosofia produttiva.
“La nostra linea è una sola. Non esiste un prodotto ‘MotoGP’ e uno per l’amatore. Il cupolino che controlliamo per un cliente può essere seguito, un attimo dopo, da quello destinato a un pilota come Marc Márquez o Pecco Bagnaia”.
Il controllo qualità è unico, così come i processi.
“Per noi Made in Italy significa qualità e design, entrambi al massimo livello. È questo che possiamo e dobbiamo difendere”.
Il salto nella nautica con Luna Rossa e Ferrari
Negli ultimi anni, il know-how WRS ha iniziato a uscire dal mondo moto. Il primo grande progetto è con Luna Rossa Prada Pirelli per l’America’s Cup.

“Abbiamo realizzato un cupolino spesso 2 mm – come in MotoGP – ma lungo 2 metri. Una sfida enorme, soprattutto per la visibilità e le inclinazioni estreme. Ci ha costretto a sviluppare nuove soluzioni”.
Da lì, un altro salto: Ferrari.
“Siamo entrati nel progetto Ferrari Hypersail, guidato da Giovanni Soldini. È una barca pensata per traversate oceaniche, completamente autosufficiente dal punto di vista energetico. Un progetto incredibile, di altissimo livello”.
Per Zavoli, il significato è chiaro: “Essere coinvolti con Ducati, Ferrari e Luna Rossa è qualcosa che, da imprenditore, ti fa capire che stai andando nella direzione giusta”.

Specializzazione o diversificazione
Con un brand sempre più riconoscibile, la domanda è inevitabile: restare verticali o espandersi?
“Il marchio WRS potrebbe fare tante cose, ma non voglio mettere troppa carne al fuoco. Preferisco fare bene ciò che sappiamo fare”.
La crescita, secondo Zavoli, passa prima dai settori, poi eventualmente dai prodotti.
“Ci sono ancora grandi opportunità nella nautica e nell’automotive. Penso, ad esempio, alle gare endurance: le ‘vetrature’ delle auto da corsa utilizzano materiali simili ai nostri. Ha più senso espandersi lì, piuttosto che entrare in ambiti dove non abbiamo lo stesso know-how”.

Made in Italy per scelta
Produrre in Italia oggi non è semplice e Zavoli non lo nasconde.
“Il problema principale non sono solo le tasse, ma la burocrazia e il costo del lavoro. Se voglio premiare un dipendente, devo sostenere costi molto alti anche lato azienda. È un limite evidente”.
Eppure, la scelta resta chiara.
“Non ho mai pensato di delocalizzare. Stiamo assumendo, abbiamo diverse posizioni aperte. Voglio creare lavoro qui”.
Anche per una questione personale.
“Vivo a un chilometro dall’azienda, ho costruito tutto da zero. Mi piace quello che faccio. Perché dovrei andare altrove per risparmiare, rischiando anche di perdere il nostro know-how?”
Il rischio di perdere competenze
Un tema che preoccupa è quello della fuga di competenze.
“Molti ingegneri e designer italiani vengono assunti all’estero. Stiamo esportando il nostro talento. È lo stesso meccanismo che ha portato via dal Paese tante eccellenze, anche nel mondo automotive”.
Guardando avanti
Nonostante le difficoltà, la visione resta positiva.
“Ogni anno pensi di aver raggiunto il massimo, poi succede qualcosa di nuovo. Vinci i mondiali, lavori con Luna Rossa, poi arriva Ferrari. È un percorso fatto di piccoli step, ma con margini ancora enormi”.

E il futuro?
“Ci sono tanti ambiti dove le nostre competenze aerodinamiche possono essere utili. L’importante è continuare a crescere senza perdere identità”.
Appuntamento in pista e fuori
La stagione sarà intensa anche sul fronte eventi. WRS sarà presente al World Ducati Week di Misano e sta lavorando a un progetto parallelo sul territorio.

“A Cattolica organizzeremo la ‘Cattolica Ride Week’ in occasione del GP. Sarà un momento per incontrarsi e condividere la passione”.




