Sezioni a confronto: 23 contro 25

Quali sono vantaggi e svantaggi legati alla sezione dei copertoncini? Facciamo chiarezza con un confronto tutto Michelin

6 agosto 2014 - 17:08

Ti interessa questo argomento? Leggi anche il test dei copertoncini da 28 mm

Non sono lontani gli anni dei copertoncini da 20 mm di sezione: nel frattempo, però, lo standard è passato a 23 mm, la misura prescelta dalla maggior parte dei ciclisti. Eppure già si parla con insistenza dei 25 mm come dell’inevitabile punto d’approdo per agonisti e amatori. Per fare un po’ di chiarezza e individuare la soluzione migliore – la più comoda o la più scorrevole, a seconda delle preferenze di chi sale in sella – abbiamo messo a confronto sulla stessa bici, la splendida Look 695 Aerolight, e sulle medesime ruote Mavic Cosmic Carbon SLE WTS i copertoncini Michelin Pro4 Service Course nelle due misure di sezione 23 e 25 mm. Il confronto statico farebbe pensare che i 25 mm siano meno efficienti: più larghi e quindi meno aerodinamici, dovrebbero avere anche una maggiore impronta a terra e quindi generare più attrito.

Formule alla mano, invece, la questione sembra essere meno banale, come si evince dai numerosi studi scientifici che mettono a confronto copertoncini da 20 e da 23 mm di sezione. Rispolveriamo, dunque, qualche nozione liceale: la forza (F) si ricava moltiplicando la pressione per l’area di contatto (F=P x A), che per il 23 mm è superiore. Ne consegue che a parità di pressione il copertoncino da 20 mm si schiaccia maggiormente e quindi perde parte della sua efficienza. Si potrebbe gonfiarlo di più (P) ma l’aderenza rischierebbe di diminuire, a discapito delle prestazioni in curva, in frenata e sul bagnato. Al contrario, l’area di contatto più estesa del 23 mm migliora le prestazioni, oltre a elevare potenzialmente il comfort. Quindi la stessa teoria è ovviamente applicabile entro un certo limite anche crescendo di sezione.

Michelin Pro4 Service Course (box) – Prezzo 45 euro
Colori: 23 (Digital Blue, Blu, Nero, Bianco, Rosso)

25 (nero)
Ideato per migliorare l’aderenza sul bagnato – Michelin dichiara un significativo incremento del 16% nella velocità di percorrenza in curva su strada bagnata – vanta secondo il costruttore una maggior durata e una più efficace protezione anti-taglio. Il battistrada è bimescola, con una differenziazione che ovviamente colloca la mescola più morbida sulla spalla. Michelin sottolinea, inoltre, la definizione di un nuovo profilo per aumentare la maneggevolezza. I pesi dichiarati? 200 grammi per il 23 mm e 215 per il 25 mm.

Dati rilevati
(ruota completa Mavic Cosmic Carbon SLE WTS – posteriore cassetta Shimano Dura Ace)

Anteriore 23 mm
Rotolamento 2.124 mm – Peso 1.160 grammi
Anteriore 25 mm
Rotolamento 2.324 mm – Peso 1.510 grammi

Posteriore 23 mm
Rotolamento 2.130 mm – Peso 1.130 grammi
Posteriore 25 mm
Rotolamento 2.328 mm – Peso 1.540 grammi

Per avere le idee più chiare su pregi e difetti delle due soluzioni ci siamo affidati a un classico test stradale, per sua natura empirico, lasciando per un attimo da parte formule e calcoli. Sul piano pratico la prima considerazione riguarda la necessità di sgonfiare i copertoncini di 25 mm per farli passare attraverso i pattini dei freni. Anche la pressione consigliata di gonfiaggio è diversa: 6-8 bar per i 23 mm, 5-7,5 per i 25 mm. A parità di bici, ruote e tipologia di percorso – parte iniziale in pianura, velocità media 35 km/h; parte centrale con brevi salite e discese; chiusura in pianura, velocità media 38 km/h) – la differenza in termini di pura scorrevolezza è ben poco sensibile: anzi, nonostante l’approccio puramente “visivo” spinga a preferire la 23, è la 25 mm la vera sorpresa. Il maggior comfort, infatti, non si discute: la copertura di maggior sezione rende più digeribili anche le strade terribili della provincia di Milano, dove si è svolta la prova. Sia le giunzioni dell’asfalto, sia le piccole buche vengono affrontate in modo particolarmente efficace, riducendo la trasmissione di vibrazioni al manubrio e più in generale alla bicicletta. Se il passaggio 23-25 mm tende sulle prime ad apparire penalizzante – come in realtà non è – tornare indietro, quindi da 25 a 23, toglie i residui, eventuali dubbi. Per l’impiego stradale tipico, quello per intenderci del cicloamatore (e naturalmente del cicloturista), la soluzione della copertura da 25 mm si è rivelata più funzionale: maggior comfort e grip superiore in curva fanno la differenza. Per gli esteti c’è da valutare anche l’aspetto della ruota nel suo complesso. Su questo fronte la copertura da 23 mm prende il sopravvento, perché è più slanciata, filante, racing, ed è anche semplicissima da sfilare attraverso i pattini dei cerchi.

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