GP500: il miglior racing game… a due tempi!

Nel 1998, Melbourne House e Microprose consegnarono alla storia dei videogiochi uno dei migliori racing game (a due ruote) di sempre.

15 febbraio 2017 - 8:02

GP500 di Microprose fu sviluppato da Melbourne House e pubblicato su PC nel lontano 1998. Nonostante siano già trascorsi quasi vent’anni dalla sua uscita, il racing game di Microprose vanta ancora oggi una community di appassionati che innalzano striscioni al “BEST GAME EVER”, per validissimi motivi.

GP500 fu il primo videogioco a due ruote a introdurre la ripartizione di frenata, assegnandola a due differenti tasti sul controller. Per quanto i limiti di un realismo mai troppo esasperato agevolassero la guida in ogni condizione, si trattava di una novità particolarmente gratificante, che senza ombra di dubbio rivoluzionò il genere.

Era finalmente possibile guidare con il proprio stile, picchiettando leggermente su freno posteriore per imprimere direzionalità, o appendersi anima e corpo a quello anteriore, pregando i propri santi in paradiso nelle staccate più violente. E bastava un’adrenalinica surfata sul gommone posteriore per far schizzare oltre la zona rossa gli indicatori di godimento e beatitudine.

La gestione del pilota in sella risultava ben più coinvolgente, appagante e complessa rispetto ai diretti concorrenti. Agendo sulla croce direzionale, era possibile spostarsi per controbilanciare gli spostamenti di peso della moto, che si alleggeriva sull’anteriore in fase di accelerazione e perdeva aderenza sul posteriore in staccata. La vigorosa trazione, poi, sbranava letteralmente i pneumatici (che si consumavano a seconda della condotta di gara più o meno aggressiva), costringendo il giocatore a strategie calibrate sulla mescola scelta, da consumare con estrema parsimonia. Con un vecchio (anzi, vecchissimo!) Microsoft Sidewinder o con la tastiera, GP500 era un toro imbizzarrito che dispensava un piacere immenso. Il tipico gioco da “una partita ancora e poi smetto, davvero!”… da cui proprio non si riusciva a scendere.

La stagione mondiale era aggiornata con tracciati, piloti e scuderie del ’98, ma purtroppo erano assenti le categorie minori (125cc e 250cc). La grafica, complici anche le ottime visuali in soggettiva, era (allora…) eccellente, in grado di restituire un’appagante sensazione di velocità.

GP500 non era un “solo” un simulatore avido di pazienza e dedizione. Non era, insomma, un’alternativa a due tempi dell’intransigente (e impietoso) Superbike di Milestone. In modalità arcade, risultava infatti facile, quasi immediato, come fosse una sorta di terza via tra la rigidità di un impietoso simulatore e un arcade giapponese. Le moto sbacchettavano come diavoli di ferro e guai a spalancare il gas a centro curva, ma se non altro si riusciva a stare (quasi) sempre in sella, si duellava sino all’ultima staccata e una sola gara non era mai abbastanza.

Microprose capì che un’esasperata rincorsa alla simulazione (per giunta in assenza di periferiche dedicate) avrebbe senz’altro portato a tanta frustrazione e zero divertimento. Consapevole che il settore delle due ruote virtuali non avrebbe mai potuto raggiungere le vette di realismo sfiorate in altri campi, la software house si “limitò” a sfornare il miglior compromesso tra divertimento e simulazione. Una ricetta ancor oggi ineguagliata.

In questi due lunghi, lunghissimi decenni, l’estro dei modder ha permesso a GP500 di aggiornarsi con pacchetti Motard, Superbike, MotoGP, Muscle Bike anni ’70 o persino una versione digitale del Tourist Trophy dell’Isola di Man!

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