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Cosa resta delle precedenti generazioni di BMW X1? Il nome. E nient’altro. La nuova crossover bavarese è una lontana parente del vecchio modello.

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La trazione posteriore per le versioni a due ruote motrici sDrive? Un ricordo. Grazie all’adozione della piattaforma modulare UKL, comune ai modelli MINI, i nuovi propulsori omologati secondo la normativa antinquinamento Euro 6 trovano collocazione trasversalmente anziché longitudinalmente, portando in dote la trazione anteriore. Una rivoluzione. Non meno rilevanti gli interventi a livello estetico: sono stati ripresi gli stilemi portati al debutto dalla più recente produzione BMW e, al contempo, il Cx (coefficiente di resistenza aerodinamica) si riduce sino a 0,29. Un valore da prima della classe.

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Non cambiano marcatamente le dimensioni rispetto al passato (-4 cm in lunghezza), fatta eccezione per l’altezza incrementata di 53 mm, così da garantire una superiore abitabilità, e il passo ridotto da 276 a 267 cm. Ne consegue una moderata crescita della capacità di carico, passata da 490/1.350 a 505/1.505 litri. Quanto ai motori, al lancio sono disponibili un 4 cilindri 2.0 turbo a iniezione diretta di benzina da 192 o 231 cv oppure un quadricilindrico 2.0 td da 150, 190 o 231 cv (quest’ultimo biturbo). Nessuno stravolgimento sotto il profilo delle trasmissioni: al classico cambio manuale a 6 rapporti si affianca la nota unità automatica a 8 rapporti Steptronic del tipo mediante convertitore di coppia. Secondo consuetudine, alle versioni sDrive a due ruote motrici si affiancano le varianti xDrive 4×4. Entro la fine dell’anno debutteranno i tricilindrici di derivazione MINI 1.5 turbo benzina da 135 cv e 1.5 td da 116 cv.