Vendetta. Tremenda vendetta. L’Alfa Romeo Giulia Quadrifoglio ha dichiarato di aver conquistato il record al Nurburgring? BMW non ci sta. E rilancia con la variante estrema, denominata GTS, della coupé M4.

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7 minuti e 28 secondi lungo la Nordschleife. Vale a dire 11 secondi in meno rispetto alla berlina di Arese. M4 GTS, a detta della Casa di Monaco, si è ripresa lo scettro dell’Inferno Verde. Derivata dalla concept presentata lo scorso agosto a Pebble Beach, in California, verrà realizzata in 700 esemplari, disponibili anche per l’Europa. E questa è una notizia tutt’altro che scontata, dato che inizialmente sembrava destinata al solo mercato americano. Grazie alla massa contenuta in 1.510 kg – un risultato ottenuto grazie a sedili in carbonio, plancia e pannelli porta alleggeriti, scarico in titanio nonché cofano motore, tetto, estrattore e splitter in CFRP (poliuretano termoplastico misto a fibra di carbonio) – il rapporto peso/potenza si attesta a 3 kg/cv.

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L’assetto, ampiamente regolabile, prevede una classica soluzione a molle elicoidali e ammortizzatori telescopici, mentre l’impianto frenante si avvale di dischi carboceramici di serie. La vera “perla” dentro la conchiglia è il 6 cilindri in linea biturbo di 2.979 cc a iniezione diretta di benzina, portato dagli originari 431 cv e 550 Nm di coppia a 500 cv e 600 Nm. Un upgrade radicale, ottenuto grazie alla rimappatura della centralina e all’iniezione d’acqua volta a migliorare le prestazioni a fronte di una riduzione dei consumi; un obiettivo perseguito vaporizzando il liquido nei condotti d’aspirazione al fine di abbassare le temperature dell’aria in ingresso e favorire la combustione. M4 GTS, proposta esclusivamente con la trasmissione a doppia frizione a 7 rapporti, scatta da 0 a 100 km/h in 3,8 secondi e raggiunge i 305 km/h a fronte di una percorrenza media (11,4 km/l) identica alla “normale” M4. Quest’ultima accreditata di uno 0-100 km/h in 4,3 secondi e 250 km/h.

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Capostipite di una nuova famiglia di M “speciali”, la GTS può contare su di un’estetica senza compromessi, a partire dal cofano motore bombato e passando per lo splitter anteriore a incidenza regolabile sino ad arrivare al vistoso alettone in alluminio e ai cerchi in lega anteriori da 19 pollici e posteriori da 20 pollici calzanti pneumatici semi slick Michelin Sport Cup 2 nelle dimensioni 265/35 R19 e 285/30 R20. Non meno appariscenti la generosa presa d’aria frontale e l’estrattore in carbonio che ingloba i quattro terminali di scarico sdoppiati, così come i gruppi ottici posteriori Oled, vale a dire mediante diodi organici: promettono un’illuminazione particolarmente omogenea e la realizzazione di diversi effetti di luce. Quanti, infine, sentono il cuore battere solo per la pista, possono optare per il pacchetto Clubsport che include roll bar, estintore di bordo e cinture di sicurezza a sei punti.