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Prova Peugeot Partner Tepee 1.6 Blue HDi

In giro per l’Europa (a pieno carico) con il rinnovato multispazio Peugeot. Il Partner Tepee conferma la sua immensa praticità ma in quest’ultima versione migliora di molto la qualità di vita a bordo

Pubblicato mercoledì 23 settembre 2015 · da

Li chiamano multispazio, termine elegante per definire quei mezzi che stanno a cavallo tra il veicolo commerciale e l’auto vera e propria. Mezzi che, basta guardarsi attorno, fanno davvero numeri importanti e per questo vengono tenuti molto in considerazione dai costruttori che li evolvono spesso e volentieri. Nella versione “famiglia” contendono il campo ai monovolume tradizionali e alle familiari, giocandosi abilmente le carte di una praticità quasi insuperabile e, oggi, anche allestimenti di tutto rispetto.

Come il Partner protagonista della nostra prova, ad esempio. La versione Tepee è, della grande famiglia dei Partner, quella destinata a un utilizzo più familiare/ludico che professionale, pur certamente non disdegnando quest’ultima eventualità. Relativamente compatto all’esterno, molto voluminoso all’interno è capace di unire praticità e spazio con buone finiture e attitudine al viaggio, un mix perfetto per chi è in cerca di un’auto spaziosa e con una capacità di carico praticamente inestinguibile.

PeugeotPartnerTepee-008Ideale, quindi, per un viaggio impegnativo e lungo come quello che ha caratterizzato la mia estate. Tanti km in auto attraversando l’Europa, figli al seguito, bici sul tetto, bagagli, attrezzatura sportiva di ogni tipo, addirittura mi sono concesso il lusso di portare una scaletta che mi aiutasse a caricare le biciclette (il tetto è un po’ alto in effetti). Un carico che avrebbe messo in crisi chiunque, non il Partner che ha inghiottito tutto con non chalance senza richiedermi doti da campione del mondo di Tetris per incastrare tutto e senza nemmeno dover spostare un sedile (si possono togliere singolarmente) per fargli digerire qualche bagaglio in più.

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Il carico per una vacanza sportiva? No problem, borsoni, racchette e tutto ciò che serve ci sta nel bagagliaio, senza nemmeno togliere la cappelliera

La praticità di un’auto come questa non ha prezzo, soprattutto se oltre ai viaggi la tua vita è caratterizzata da una quotidianità fatta di tanti oggetti da caricare: dall’attrezzatura da lavoro durante la settimana, a quella sportiva del week end. Con lei apri il portellone e “butti dentro” senza pensarci troppo. E poi le porte scorrevoli laterali, troppo poco utilizzate anche su mezzi di altri segmenti; con gli spazi dei parcheggi che si fanno sempre più anoressici, questa soluzione diventa un plus quando magari si deve accedere ai posti posteriori per far scendere o salire un bambino o peggio scaricarlo quando è molto piccolo.

Insomma la vita a bordo è comoda, molto, e me ne sono accorto durante i 2700 km del viaggio che mi ha portato a girare mezza Europa a bordo di un Partner stracarico. Niente lusso effimero a bordo, ma tanta praticità. Lo spazio è ampio e Peugeot lo ha sfruttato al meglio piazzando vani in posizione strategica, dai cassetti sotto i sedili anteriori, alle botole sotto i tappetini dei posti posteriori, passando per la mensola sul soffitto, per trovarli tutti serve una mappa, anche se manca un vero e proprio alloggiamento per il cellulare.

PeugeotPartnerTepee-007L’allestimento è sufficientemente completo per affrontare un lungo viaggio in comfort e sicurezza, il cruise control diventa una manna per affrontare i lunghi percorsi autostradali, il display centrale da 7 pollici con comandi touch gestisce molte delle funzioni dal navigatore (piuttosto preciso nelle indicazioni) al sistema audio fino alle segnalazioni su traffico che purtroppo hanno accompagnato gran parte dell’interminabile viaggio di andata. Utile anche la porta USB da cui leggere una chiavetta con la propria musica. Anche l’ingresso “aux” audio ha un suo perché, durante il viaggio i video proiettati dai miei figli su un Tablet collegato a quell’ingresso sono stati accompagnati da un audio degno di un cinema.

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2703 km di viaggio tutti a pieno carico e 8,5 litri per 100 km. Non male davvero

Pur senza eccedere, quindi ci sono tutte quelle piccole cose che possono rendere un viaggio un buon viaggio. Sotto il cofano il quattro cilindri 1.6 Blue HDi da 120 cv con cinque marce (la sesta non mi sarebbe dispiaciuta) lavora in modo quasi sorprendente. È un motore Euro 6 che utilizza la tecnologia con Additivo AD Blue per rientrare nei limiti stringenti. Onestamente sulle prime ho pensato fosse un po’ sottodimensionato per le caratteristiche del Partner ma mi sono dovuto ricredere. Questo motore è più forte del previsto, ha una erogazione convincente soprattutto ai bassi e medi regimi situazione in cui esprime una coppia notevole, evidente anche in salita e a pieno carico dove non è mai necessario tirare le marce oltre misura. Un comportamento, questo, di cui beneficiano anche i consumi che in media, durante tutto il viaggio si sono attestati a 8,5 litri per 100 km. Questo risultato a parer mio è degno di nota, considerando il fatto che il Partner ha viaggiato sempre a pieno carico, spessissimo in autostrada e con le bici sul tetto che certo non aiutano l’aerodinamica.

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Il display touch una volta prerogativa delle auto di lusso arriva anche sul Partner ed è molto utile non solo in vacanza, ma anche quando si lavora!

Inoltre, uno dei vantaggi del Tepee è che essendo nato per lavorare ha un assetto che non soffre più di tanto il carico restando piuttosto costante e orizzontale anche quando i bagagli si ammassano nel suo vano posteriore. Il risultato è che la guida non è influenzata dal carico. Non è una macchina da corsa, ovviamente, ma anche tra le curve non si guida certo male, pur con un baricentro un po’ altino e un certo rollio quando si esagera.

Auto come il Peugeot Partner Tepee rispondono quindi al meglio alle esigenze di chi ha un approccio sicuramente funzionalista con il mondo dell’auto. Ok, non farete colpo all’aperitivo ma se siete degli sportivi, vi dovete districare in viaggi con famiglia o avete esigenze di spazio provatele, vi accorgerete che poi è difficile tornare indietro.

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