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Una bici estrema. Per gente alla ricerca di una reattività fuori dal comune. La Cipollini RB1K è nata a immagine e somiglianza di Mario Cipollini, sino al 2008, anno del ritiro, uno dei più forti velocisti al mondo. Impetuosa, rigidissima e leggerissima – il telaio in fibre composite pesa 1.050 grammi nella taglia M – è destinata all’attività agonistica, anche a cronometro, ma non disdegna un utilizzo amatoriale evoluto grazie alla monoscocca in carbonio T1000, materiale particolarmente “gentile” nell’assorbimento delle vibrazioni.

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Non c’è forma che possa essere considerata tradizionale: il tubo sterzo è estremamente compatto, i foderi obliqui hanno un andamento tormentato, contrassegnato da nervature volte a incrementarne la rigidità annullando qualsiasi torsione, il reggisella è integrato e la scatola del movimento centrale sovradimensionata. Caratteristica costruttiva più unica che rara, nella realizzazione della monoscocca – in ben sette misure, dalla XXS alla XXL – è incluso nello stampo anche il carro posteriore anziché, come comunemente accade, procedere all’unione del triangolo principale (in struttura unica) ai foderi posteriori mediante incollaggio e fasciatura. Lanciata nel 2010, è tuttora una delle bici da corsa più estreme sul mercato.

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La RB1K può essere montata con gruppi Shimano Dura-Ace o Campagnolo Super Record. Uno dei setup più gettonati prevede le ruote in carbonio Campagnolo Bora Ultra 50 (1.215 g la coppia in versione tubolare), il manubrio e l’attacco manubrio in fibre composite 3T, rispettivamente della serie Ergonova LTD (180 g) e ARX LTD (118 g), e il gruppo elettronico Campagnolo Super Record EPS con guarnitura Super Record Ti Carbon 34/50 – pedivelle da 172,5 mm – e cassetta pignoni 11/25. Il prezzo? 14.000 euro. È disponibile con diverse finiture cromatiche, incluse le edizioni speciali Italian Champ e World Champ. Il kit telaio costa 5.000 euro.

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