Yamaha R7 2026: evoluzione Supersport ancora più intelligente

Con l’IMU a 6 assi, le modalità YRC e un telaio perfezionato, la Yamaha R7 2026 diventa la Supersport più avanzata della categoria, capace di unire tecnologia e puro piacere di guida.

La media della famiglia R-Series si aggiorna con IMU a 6 assi, modalità di guida YRC, elettronica evoluta e ciclistica affinata: la R7 2026 è pronta a conquistare la pista e la strada.

La Yamaha R7 2026 segna una nuova tappa nell’evoluzione della Supersport di media cilindrata.
La sportiva di Iwata, lanciata nel 2021 con il brillante bicilindrico CP2 da 689 cc, si presenta ora profondamente rinnovata: più tecnologica, più raffinata e soprattutto più vicina — per dotazione e comportamento — alle sorelle maggiori R9 e R1.

IMU a 6 assi e elettronica da grande

La novità principale è l’introduzione dell’IMU a 6 assi, la stessa tecnologia sviluppata per la R1, che consente l’arrivo di un pacchetto elettronico completo: controllo di trazione (TCS), controllo dello slittamento laterale (SCS), anti-impennata (LIF), gestione del freno motore (EBM), Brake Control e Launch Control.
Tutti i sistemi sono completamente personalizzabili, con tre modalità di potenza e tre livelli di intervento, per adattarsi al livello di esperienza e allo stile di guida del pilota.

Il nuovo acceleratore elettronico Y-CCT (Yamaha Chip Controlled Throttle) garantisce una risposta più fluida e lineare, migliorando il feeling con il bicilindrico CP2, già celebre per la sua erogazione corposa e prevedibile.
Debuttano anche le modalità di guida YRC (Yamaha Ride Control), con tre set preimpostati — Sport, Street e Rain — e due profili personalizzabili tramite l’app MyRide.

Telaio più rigido, ciclistica più precisa

Yamaha ha lavorato a fondo anche sulla parte ciclistica. Il telaio in acciaio è stato alleggerito e rinforzato nei punti strategici, migliorando la rigidità torsionale e longitudinale senza aumentare il peso.
La nuova forcella Kayaba a steli rovesciati da 41 mm è più leggera di 350 grammi e completamente regolabile, mentre il forcellone ridisegnato offre un feedback più diretto al pilota.
Per la prima volta, la R7 monta i cerchi SpinForged, che riducono le masse non sospese e migliorano l’agilità, calzando pneumatici Bridgestone Battlax Hypersport S23.
L’effetto complessivo è una guida più dinamica, stabile e precisa — tanto in curva quanto nei cambi di direzione veloci.

Cambio più fluido e quickshifter evoluto

La R7 2026 adotta il Quick Shift System di terza generazione, che permette cambiate e scalate senza frizione, con due modalità selezionabili a seconda dello stile di guida.
Gli innesti del cambio sono stati rivisti per rendere la transizione tra le marce più morbida e coerente, riducendo il beccheggio nelle fasi di accelerazione e rilascio.

Posizione di guida più accessibile

Yamaha ha ridisegnato anche la posizione in sella: il manubrio è ora più vicino, il serbatoio più rastremato e l’altezza sella scende a 830 mm, cinque in meno rispetto al modello precedente.
Le nuove pedane derivate dalla R1 offrono un miglior controllo del corpo nelle pieghe più decise.
Il risultato è una posizione più naturale e reattiva, ideale per chi alterna uso stradale e sessioni in pista.

Connessa come in MotoGP

La R7 2026 dialoga con la nuova app Y-TRAC Rev, che permette di registrare dati telemetrici come angolo di piega, regime motore, tempi sul giro e posizione dell’acceleratore.
È persino possibile ricevere messaggi in tempo reale tramite la Virtual Pit Board, proprio come i piloti professionisti.
Un tocco racing che avvicina la media Supersport al mondo delle competizioni, dove la R7 ha già dimostrato il suo valore nei trofei monomarca e nel Mondiale Femminile.

Design più affilato, DNA R-Series

L’estetica segue il nuovo corso della famiglia R-Series: frontale più stretto e aerodinamico, faro singolo incastonato nella caratteristica presa a “M”, indicatori integrati negli specchietti e profili scolpiti che migliorano il flusso d’aria verso il radiatore.
Una linea compatta e aggressiva che richiama la YZR-M1 da MotoGP, con l’efficienza aerodinamica come priorità assoluta.

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