Nell’autunno scorso ho avuto la possibilità di assistere al lancio internazionale della partnership tra Q36.5 e SRM. Il risultato? Un sistema integrato di scarpe e pedali che ha l’obiettivo di migliorare l’efficienza della pedalata e in generale il rendimento del ciclista. Riassumo ciò che ho descritto in dettaglio nell’articolo uscito qualche mese fa. Ridurre la distanza tra il piede del ciclista e l’asse del pedale permette di ottenere alcuni vantaggi sul piano della trasmissione della forza e in generale dell’efficienza biomeccanica. Su quali fronti bisogna agire per arrivare all’obiettivo? Pedali, tacchette e scarpe.

Un sistema completamente integrato
I pedali SRM X-Power Direct pesano 311 grammi completi di tacchette e viti: sono disegnati per alloggiare una tacchetta specifica, molto sottile nella zona centrale. Questa scelta progettuale consente di avvicinare all’asse del pedale la suola delle scarpe Q36.5 Unique Pro 4.0, che hanno come peculiare caratteristica proprio la ridotta distanza tra piede e suola (4,4 mm). Q36,5 non a caso dichiara che la Unique Pro ha la suola più sottile al mondo, costruita in fibra di carbonio in Italia. Per utilizzare la tacchetta specifica la suola dispone di quattro fori, uno in più rispetto ai tre che servono per fissare la tacchetta Look e quella Shimano. L’espediente del quarto foro è indispensabile per ridurre lo spessore della tacchetta fino al limite di un solo millimetro nella zona centrale. I punti di fissaggio sono due e non tre, posti lungo l’asse longitudinale e distanti 47 mm.

Diventerà un nuovo standard?
Questa scelta rappresenta anche il punto critico del sistema, perché costringe eventuali altri costruttori di scarpe a progettare, realizzare e vendere scarpe con quattro fori. Vero è che la compatibilità con le tacchette con Look e Shimano sarebbe garantita, ma si tratta comunque di un nuovo prodotto da inserire in gamma. Se Q36.5 rimarrà l’unica azienda a produrre scarpe con suola a 4 fori, il sistema rimarrà confinato in una nicchia. Se invece altri si aggiungeranno, è possibile che si crei un nuovo standard. Fin qui parliamo però di mercato. Sul piano funzionale sono i pro e i contro a dover essere messi a confronto. Ho provato a capire meglio come va il nuovo sistema SRM-Q36.5 montando i pedali sulla mia Specialized S-Works SL8 taglia 52 con pedivelle THM da 170 mm.

La tecnica in dettaglio
Il sistema SRM-Q36.5 ha una stack height di 11,9 mm a fronte di 17,8 mm medi. Di conseguenza la sella va abbassata da 4 a 6 mm, in base alla lunghezza delle pedivelle. Così facendo si ottiene un vantaggio aerodinamico, perché il ciclista si abbassa e migliora il suo Cx; aumenta la stabilità in discesa e si possono sfruttare meglio le pedivelle corte. Inoltre, grazie all’avvicinamento tra piede e pedale, migliora l’efficienza generale della pedalata. Tutto ciò potendo contare su una superficie di appoggio pari a 1.653 mm quadrati. Tre le configurazioni di mobilità delle tacchette: 1.2° Black (incluse nella confezione), 0° White, 3° Green Fluo.

Sella giù di 6 millimetri
I pedali regalano una bella sensazione di leggerezza, oltre che un look curato nei dettagli e molto “metallico” grazie all’aspetto delle fusioni. Con la maschera in cartone inclusa nella confezione delle scarpe Q36.5 Unique Pro 4.0 è facile posizionare le tacchette. Il fissaggio richiede un minimo di attenzione in più del solito perché i punti di fissaggio sono due invece che tre, perciò l’allineamento deve essere preciso. Dato che il sistema riduce la distanza tra piede e asse del pedale, è necessario abbassare la sella. Sulla mia bici, quindi, l’abbassamento vale 6 millimetri. Ne risulta una posizione più compatta e aerodinamica, che accentua la sensazione di inserimento e regala un feeling molto agonistico.

Scarpe Unique Pro 4.0, prestazioni e (inatteso) comfort
Uso abitualmente le Unique Pro nella versione precedente, a tre fori. Ora in commercio c’è la sola opzione a quattro fori (Q36.5 Unique Pro 4.0), a 550 euro, compatibile ovviamente con tacchette Look e Shimano. Queste scarpe dalla suola molto sottile riescono a conciliare bene il peso, la reattività e il comfort. Le chiusure Boa sono efficaci e facilissime da usare: permettono di ottenere un buon supporto del piede senza creare punti di pressione. Da migliorare, invece, la parte superiore e terminale della scarpetta interna in tessuto elastico: si ferma troppo in basso sul collo del piede e quindi dopo aver calzato la scarpa è necessario tirare su il lembo di tessuto elastico.

Sensazioni o dati strumentali?
È molto difficile senza supporto strumentale capire quanto l’adozione del sistema SRM-Q36.5 permetta di migliorare l’efficienza della pedalata. L’inserimento della tacchetta nel pedale mi è sembrato leggermente più contrastato rispetto a Look. Qualche volta è necessario insistere per sentire scattare la molla. Di sicuro, però, le sensazioni sono positive. Innanzitutto, come detto sopra, l’inserimento nella bici è più netto, la sento bene tra le mani. Tutto il corpo è traslato in basso, a vantaggio dell’aerodinamica e senza che ciò richieda l’ulteriore inclinazione del busto. La superficie d’appoggio del pedale è ampia e questo, insieme alla rigidità della suola e all’efficacia delle scarpe Q36.5 nel trasmettere la spinta, si traduce in un feeling molto particolare. L’asse del pedale, infatti, si “sente” sotto il piede senza che però la pressione diventi mai fastidiosa.
L’esperimento è riuscito? A mio parere sì: il sistema SRM-Q36.5 innova in un settore fermo da anni, proponendo un nuovo standard nel nome dell’efficienza biomeccanica. Lo fa con due prodotti, pedali e scarpe, da inserire a pieno titolo nella fascia più alta del mercato. Anche per via dei prezzi, che sono di 550 euro per ciascuno dei componenti. Il successo si gioca sulla capacità di coinvolgere altri attori di mercato, disposti a produrre scarpe con suola a quattro fori, compatibili con i pedali SRM. La partita sembra essere più politica che commerciale. E presumibilmente la concorrenza non resterà a guardare.