Stelvio Epic Rides, una challenge per 10 salite indimenticabili

Pensate che Stelvio, Gavia e Mortirolo siano le uniche belle salite dell'Alta Valtellina? Vi sbagliate. Scopriamo insieme altre sette salite da non perdere

Bormio ha vissuto da pochi mesi l’emozione delle Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026, ospitando le gare di sci alpino maschile. Un indiscutibile successso organizzativo e di pubblico. Ma la vetrina mondiale dei Giochi Olimpici non ha certo esaurito la sua proiezione turistica, sul mercato nazionale e internazionale. Uno dei target più interessanti è rappresentata dai ciclisti. L’Alta Valtellina può contare su salite conosciute in tutto il mondo, come Stelvio, Mortirolo e Gavia, ma sta intelligentemente investendo per far conoscere altre ascese, meno note ma altrettanto affascinanti.

Il ciclismo come chiave per valorizzare il territorio

Da una parte c’è il tema della valorizzazione integrale del territorio, che è in parte incluso nel Parco Nazionale dello Stelvio; dall’altra è chiara la consapevolezza che, specialmente ad agosto, il traffico di auto e moto rende meno piacevole frequentare da ciclisti le strade più battute. E allora ecco il progetto Stelvio Epic Rides. Non si tratta di una gara ma di una challenge, il cui obiettivo è pedalare sul maggior numero possibile delle 10 salite individuate in Alta Valle. L’idea nasce dall’esperienza di divulgazione ciclistica portata avanti in primis da Daniele Schena, per tutti Stelvioman, albergatore e ciclista amatore che con ampio anticipo rispetto agli altri operatori del territorio ha compreso l’importanza delle due ruote a pedali per lo sviluppo turistico, specialmente come proiezione verso il mercato estero e per destagionalizzare i flussi, finora concentrati nei mesi delle ferie degli italiani.

Dieci salite indimenticabili

Insieme a Daniele sono state individuate le salite più interessanti, a partire da quella dei laghi di Cancano, affrontata nel 2020 dagli atleti del Giro d’Italia e molto apprezzata tra gli appassionati per la pendenza costante, il panorama indimenticabile e la possibilità di incontrare i tanti professionisti in allenamento nella zona. Nella lista delle Stelvio Epic Rides c’è spazio anche per salite considerate “minori” ma davvero suggestive, come quella di Fumero, caratterizzata da decine di tornanti che si arrampicano sopra la frazione Le Prese del comune di Sondalo per raggiungere la Val di Rezzalo, una delle più selvagge e selvagge del Parco Nazionale dello Stelvio. La salita verso la frazione di Monte e quella al Forte di Oga si trovano in Valdisotto. Bormio 2000, invece, propone una lunga salita asfaltata che porta nel cuore dell’area sciistica. La durissima strada dei Forni parte da Santa Caterina Valfurva e arriva ai piedi del più grande ghiacciaio delle Alpi Centrali. Puro spettacolo e tanta fatica. A queste sette salite si aggiungono le tre più note, famose in tutto il mondo: Stelvio, Gavia e Mortirolo. E così si arriva a dieci, cifra tonda.

Tra le Stelvio Epic Rides non poteva mancare l’ascesa verso Bormio 2000.

Tracce GPX e foto per documentare l’ascesa

Il format del progetto prevede di completare l’ascesa alle tre salite più importanti e di almeno sei delle altre sette. Non ci sono limiti relativi alla tipologia di bici, e-bike comprese, perché la sfida non è competitiva. Basta iscriversi sul sito dedicato e acquistare uno dei tre pacchetti disponibili, che nel caso del più prezioso Gold include un completo maglia-pantaloni-calze di produzione Santini. A chi completa la sfida, documentando le salite con la foto dei totem posti all’arrivo o con la traccia GPX, viene consegnata una piccola scultura realizzata appositamente.

Obiettivo 500 iscritti

Nel 2025, primo anno per Stelvio Epic Rides, hanno partecipato 225 ciclisti, il 72% dei quali ha acquistato il pacchetto Gold. Gli stranieri? Il 10%, una percentuale interessante, specialmente considerando il profilo reddituale, i giorni di permanenza nella località, il buon livello di esperienza in bici. L’obiettivo di quest’anno? Superare quota 500 iscritti, cercando anche di creare una community che permetta di valorizzare il territorio e tutte le sue peculiarità, anche gastronomiche. Senza dimenticare che parte dei ricavi del progetto vengono devoluti alla Fondazione Michele Scarponi.

Per certificare l’avvenuta salita basta fotografare il totem all’arrivo. Qui quello dei Forni, sopra Santa Caterina Valfurva.
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