Kove 625X Pro: meno di 7.000 euro, tecnologia da maxi.

La nuova arrivata di Kove si posiziona tra la 510X e i modelli 800, puntando su tecnologia, comfort di guida e un rapporto pezzo/contenuti davvero sbalorditivo.


Kove ormai la conosciamo bene, nell’universo dei marchi cinesi è certamente nella metà alta della classifica. Questa nuova 625X Pro è una crossover che va a posizionarsi al centro della gamma Kove per riempire il buco tra la piccola 510x e gli apprezzatissimi modelli 800.

Un marchio in evoluzione

Il marchio è cresciuto a una velocità disarmante. Dopo le dimissioni del suo vulcanico fondatore Zhang Xue, sta oggi vivendo un momento di evoluzione.

Intervistando il nuovo CEO Zhang Hao ci è stato spiegato che, superata la prima fase di posizionamento, vogliono ora entrare in una seconda fase fatta di consolidamento e nuove sfide globali, con particolare priorità sul miglioramento e sull’ampliamento dei prodotti.

Un marchio che rimarrà stabilmente incentrato sul racing, sia in pista ma soprattutto nei rally.

Lello Tasca, brand manager di Kove Italia, ha confermato la stessa strategia anche per il nostro Paese. L’ampliamento imminente prevede l’arrivo di una piccola sportiva, figlia dell’esperienza nelle corse ma anche di una versione “Max” della 625X Pro, dotata di sospensione posteriore elettronica e di doppia dash cam. Della nuova strategia per il mercato italiano fa parte anche la scelta di un nuovo distributore: Keeway Group, la colossale struttura presente in oltre cento paesi nel mondo.


Kove 625 X pro Design: prima di tutto convenzionale

La 625X Pro entra in un segmento affollato e competitivo, il terreno di caccia di molti brand asiatici, un segmento che non sembrerebbe avere la ricercatezza meccanica o stilistica come aspetti principali per il successo nelle vendite.

E’ vero che la bellezza è soggettiva ma in questo caso risulta piuttosto oggettivo quanto il design e le grafiche delle moto in questo segmento (625X Pro inclusa) siano un po’ piatti, poco personali. Pur rimanendo tutte abbastanza piacevoli da guardare tendono però a confondersi tra loro.

Anche su questa Kove quindi la ricetta è molto convenzionale, cominciando dal motore: un classico bicilindrico parallelo con fasatura a 270°, bialbero, da 581cc già visto su altri modelli. Il telaio è in acciaio ad alta resistenza, mentre il forcellone posteriore è in alluminio.

Tecnologia ed equipaggiamento

Per provare a distinguersi nel mucchio selvaggio delle crossover medie, Kove ha quindi investito nella tecnologia e su una serie di contenuti solitamente destinati a moto di categoria superiore (e nemmeno di tutte).

Fari a led, fendinebbia, una bella piastra motore, barre protettive, il cavalletto centrale. Poi si trovano accessori molto utili come la sella e le manopole riscaldabili. Soprattutto è stata dotata di un pacchetto elettronico importante che ha la sua “chicca” nel radar, un dispositivo che assiste il pilota soprattutto nel passaggio di corsia e posteriormente, grazie al “Rear Collision Warning”. Il sistema rileva eventuali ostacoli in avvicinamento, soprattutto negli angoli ciechi e lo segnala attraverso delle spie dedicate negli specchietti e sulla dashboard. Quest’ultima è molto grande e completa, regolabile nell’inclinazione, un TFT da 6.7 pollici, ricchissima di regolazioni e funzioni, tra cui il mirroring per la navigazione e i sistemi di controllo pressione e temperatura degli pneumatici.

Ci sono poi tutti i dettagli tipici delle moto per viaggiare: prese USB (anche sotto la sella), prese 12V e c’è la traversina per gli accessori aggiuntivi. C’è poi la funzione keyless di serie e il tasto per disattivare ABS e controllo di trazione per quando si guida in off. (Da disattivare e attivare solo a moto ferma).

Ergonomia e posto guida

Al posto guida viene confermata l’indole da viaggiatrice tranquilla ma vivace. La sella è molto bassa, cosa che la rende perfetta anche per chi ha una statura non esagerata. Per contro, chi è molto alto di statura, pur rimanendo relativamente comodo, va incontro a un angolo del ginocchio un po’ più stretto e a una posizione della testa appena fuori “dall’ombrello” aerodinamico creato dal cupolino anteriore. Il serbatoio da oltre 20 litri garantisce un’autonomia elevatissima, nell’ordine dei 500km. Tuttavia, quando quest’ultimo è pieno, alza molto il baricentro, rendendo le manovre da fermo piuttosto delicate, soprattutto per i neofiti.

Su strada: sospensioni, freni e motore

Nella guida, le sospensioni Kayaba regolabili, con l’escursione anteriore da 180 mm e la posteriore da ben 230 (fatto questo piuttosto inusuale nel segmento), fanno il loro dovere. Solo sul veloce, in alcuni cambi di direzione, ho avuto l’impressione che fossero leggermente troppo morbide. Nella guida scorrevole invece, più consona al reale utilizzo della moto, la rendono prevedibile e amichevole, tutto sommato piacevole, anche in presenza di buche e sconnessioni. Piuttosto efficaci anche sulle strade bianche. Le ruote sono le classiche 19 – 17 con pneumatici Pirelli Scorpion.

Nel breve giro che abbiamo fatto non ho avuto modo di mettere alla prova seriamente l’impianto frenante. Il doppio disco flottante anteriore è molto modulabile e l’affondamento allineato agli altri modelli di uguale categoria mentre il freno dietro mi è sembrato molto potente.

La potenza massima di 62 cavalli è erogata a 8.500 giri e come detto non è clamorosa, ci si abitua in fretta, la coppia di 56,5 Nm a 6250 giri rende la moto comunque abbastanza divertente e versatile ai medi, anche se la rapportatura del cambio troppo lunga la penalizza nelle riprese. Considerando questi valori resta da valutare come se la caverebbe a pieno carico, con passeggero e bagagli al seguito, tenendo conto che il peso in ordine di marcia dichiarato è già di 221 kg.

Pregi e difetti

Tra le cose che non mi sono piaciute c’è sicuramente una forte tendenza a scaldare. Abbiamo provato in Luglio, con tutto quello che ne consegue. Il calore è stato tanto e costante, soprattutto sul lato sinistro all’altezza del polpaccio. Come già detto, il grande serbatoio in stile “Dakariano” quando è pieno, potrebbe mettere in difficoltà nelle manovre a motore spento soprattutto i neofiti.

Tra le cose che invece mi sono piaciute, oltre al già citato equilibrio nella guida, segnalo una frizione morbidissima, che farà la gioia di tutti quelli che useranno la Kove 625X Pro anche in città o di ritorno, stanchi, da un lungo viaggio.

Prezzo e conclusioni

L’aspetto più sorprendente è senza dubbio il rapporto prezzo/contenuti, davvero sbalorditivo. La Kove 625X Pro costa 6.690 euro a cui bisogna aggiungerne 600 per il kit di valigie. Per celebrare il lancio, fino a fine settembre, la nuova arrivata sarà in promozione a un prezzo ancora inferiore.

In definitiva si tratta di una moto equilibrata, perfetta per un neofita che vuole iniziare a viaggiare oppure per un motociclista di ritorno che desidera qualcosa di tranquillo per la città o per viaggi a medio o lungo raggio e che non disdegna di divertirsi senza esagerare.

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