L’acronimo PAAS (Pirelli Advanced Aerodynamic System) identifica l’interessante novità brevettata da Pirelli e protagonista della prossima generazione di pneumatici per il ciclismo su strada. L’obiettivo del progetto era chiaro: migliorare l’efficienza aerodinamica senza rinunciare alle altre caratteristiche che impattano sulle prestazioni complessive. La tecnologia Pirelli per il ciclismo in questo caso ha attinto a piene mani all’esperienza maturata nello sviluppo degli pneumatici automobilistici.

Per il ciclismo che cambia
Il punto di partenza è la relazione tra forma del pneumatico, resistenza all’aria ed efficienza complessiva, calcolata sul sistema gomma-ruota-bici. Per questo bisogna sforzarsi di ragionare pensando a un sistema e non a ciascuno dei componenti. E bisogna soprattutto considerare quanto negli ultimi anni il ciclismo sia cambiato, in primis sul fronte delle medie orarie e delle velocità di punta, che si sono alzate sensibilmente. Ciò significa che la resistenza aerodinamica incide più che in passato sulle prestazioni. Un’altra chiara tendenza del ciclismo contemporaneo è quella di utilizzare gomme e cerchi più larghi, che aumentano la superficie frontale esposta. In questo contesto, infine, va considerato che l’efficienza dei cerchi aerodinamici è penalizzata da pneumatici che non lo sono.

Flusso d’aria aderente
In cosa consiste la nuova tecnologia PAAS? A essere rilevante è la posizione del punto di larghezza massima dello pneumatico rispetto alla sua altezza. Grazie agli studi di CFD (Computational Fluid Dynamics) è stata individuata una zona precisa dove ricavare il punto di larghezza massima, in modo tale da far scorrere il flusso d’aria più aderente possibile al fianco della gomma, senza che il flusso stesso si distacchi e in modo che i vortici e la resistenza aerodinamica siano il più possibile ridotti. I tecnici Pirelli hanno verificato l’efficacia di questa soluzione a vari angoli di incidenza del vento, su differenti cerchi e velocità (tutte medio-alte); secondo le dichiarazioni del costruttore milanese i benefici sono molto evidenti in caso di vento laterale e angoli di imbardata elevati. Un altro punto che caratterizza gli pneumatici PAAS è la stabilità delle prestazioni: la collocazione del punto di larghezza massima, infatti, garantisce elevata efficienza aerodinamica anche a gomma usurata. Per avere un’idea del cambiamento è sufficiente accostare uno pneumatico standard a uno di nuova generazione: mentre il primo evidenzia un chiaro rigonfiamento laterale, il secondo di fatto segue la forma del cerchio fino al battistrada.

Lo sviluppo ha preso in considerazione 14 combinazioni di parametri aerodinamici, poi verificati in 8 sessioni di galleria del vento effettuate in 4 gallerie diverse. E poi c’è stata la verifica dei test su strada, anche in partnership con i team professionistici Alpecin Premier Tech e Lidl-Trek, che hanno permesso di verificare l’efficacia della soluzione prescelta con diverse configurazioni di ruote e pneumatico. Gli angoli di incidenza sono compresi tra 0° e ±20°, tipici per un ciclista che pedali a velocità superiori a 30 km/h. A parità di larghezza nominale, larghezza massima e altezza complessiva, le nuove geometrie con tecnologia PAAS – considerati i profili delle misure di pneumatici compresi tra 28 e 35 mm – mettono in evidenza riduzioni sensibili della resistenza aerodinamica rispetto a pneumatici con profili tradizionali, con cali medi calcolati da Pirelli fino a oltre il 20% rispetto alla configurazione ruota + P Zero Race TLR RS.
Una nota pratica: la tecnologia PAAS non elimina del tutto lo spazio tra cerchio e pneumatico, rendendo ancora possibile montare e smontare la gomma senza difficoltà ulteriori rispetto a quelle già note. Infine il peso e la resistenza al rotolamento non cambiano rispetto a uno pneumatico standard.