Auto elettriche, come migliorare l’autonomia fino al 25%

Aria condizionata, riscaldamento, uso dell’acceleratore e tutto ciò che contribuisce ad aumentare la distanza tra una ricarica e l’altra

17 giugno 2019 - 10:45

L’autonomia, ormai non è un mistero, rappresenta uno dei freni principali alla diffusione dell’auto elettrica. E se da un lato le Case automobilistiche – e quelle che producono le batterie – stanno facendo un gran lavoro, rispettivamente, per massimizzare l’efficienza e per aumentare la capacità degli accumulatori, dall’altro è molto grande il contributo che può dare il guidatore. I suggerimenti che seguono probabilmente li avete già letti in qualche articolo per la riduzione dei consumi di auto a motore endotermico (a benzina, gasolio, GPL e metano). Tenete presente però le elettriche risentono molto di più delle variabili esterne.

1- Uso dell’acceleratore

Usare con moderazione il pedale del gas (evitare accelerazioni stile partenza di un GP) è il primo, per quanto scontato, metodo per ridurre i consumi, siano essi di energia elettrica o di benzina e gasolio. Minori consumi vogliono dire ovviamente autonomia superiore.

2- Uso del pedale del freno

Guardare avanti. Cercare cioè di capire se il flusso del traffico sta per rallentare (o se il semaforo potrebbe diventare rosso)  è un altro infallibile metodo per allungare le distanze tra una ricarica e l’altra. Sì perché più si evitano frenate brusche, più il sistema di rigenerazione ha modo di ricaricare le batterie, sfruttando l’inerzia dell’auto. In parole più semplici, quando solleviamo l’acceleratore, il motore dell’auto è come se si trasformasse nella dinamo della bicicletta, andando a fornire energia alle batterie.

3- Quando fa freddo

Se la temperatura esterna scende al di sotto dei 10°C, un’elettrica ha bisogno di un generatore di calore per rendere vivibile l’abitacolo (le vetture a motore endotermico invece sfruttano il calore normalmente prodotto dal motore). Risultato: l’assorbimento energetico aumenta da un minimo del 15% a un massimo del 25% e, in misura proporzionale, cala l’autonomia. A questo punto è facile fare i conti: nel caso di un’auto con 300 km di autonomia, se fa molto freddo e pretendete i 21°C nell’abitacolo, mettete in conto una ricarica ogni 225 km, 75 km prima del “normale”. Diversamente, potete rimanere più coperti, magari accettare i 18, 19°C, col vantaggio però di andare più lontani.

4- Quando fa caldo

Sono molto più ridotti i margini di manovra in estate. Scoprirsi oltre un certo punto non è possibile, quindi il consiglio è quello di trovare la propria temperatura “limite”, quella al di sopra della quale il comfort di viaggio è compromesso, ed evitare di aprire i finestrini: primo perché il fresco andrebbe disperso, secondo perché c’è un peggioramento dell’aerodinamica.

5- Ridurre la velocità in autostrada

Se non avete i minuti contati, un’altra ottima maniera per aumentare la distanza tra una ricarica e l’altra è quella di ridurre la velocità di crociera in autostrada, per esempio da 130 a 110 km/h. Si arriva poco dopo – 15/20 minuti su una tratta di circa 200 km – ma si guadagna un sacco in efficienza: a differenza dei motori endotermici, infatti, gli elettrici vedono precipitare l’autonomia quando girano ad alti regimi. 20 km/h in più oltre i 100 km/h possono significare dunque tanti km in meno di autonomia.

6- I risultati della ricerca

Ovviamente, l’obiettivo delle Case automobilistiche è quello di ridurre i “disagi” per i propri clienti. Ecco perché sono allo studio diverse soluzioni: dalla coibentazione sempre più efficace degli abitacoli all’aumento del riscaldamento della persona piuttosto che dell’aria, mediante sedili riscaldabili su una più ampia superficie, cosicché la sensazione di tepore sia più facilmente percepita.

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