Auto elettriche? Si ricaricheranno in movimento

Secondo alcuni istituti di ricerca americani, entro il 2025 si diffonderanno capillarmente i sistemi di ricarica wireless delle batterie. Sarà possibile rigenerare le celle anche durante la guida. Una rivoluzione.

11 maggio 2016 - 14:05

Guidi un’auto elettrica in autostrada, a 120 km/h, e l’autonomia delle batterie… cresce! No, non abbiamo inaugurato una piantagione di Cannabis. Secondo alcuni istituti di ricerca americani, entro una decina d’anni sarà possibile ricaricare un’auto elettrica o ibrida plug-in praticamente ovunque: in garage, nei parcheggi pubblici e addirittura in movimento.

La tecnologia wireless si basa essenzialmente sull’abbinamento di un induttore (inserito in un cuscinetto posato a terra, oppure sotto l’asfalto) e un ricevitore a bordo dell’auto: il sistema sfrutta la risonanza creata dalle variazioni d’intensità del campo magnetico, trasferendo l’energia in modo simile ai dispositivi portatili, smartphone in primis. Una soluzione nelle quale credono diversi costruttori; ad esempio Alphabet – holding cui fa capo Google – per la Google Car, oppure Nissan che sta affinando un concept di stazione diffusa grazie al quale le vetture potranno rigenerare le celle semplicemente restando parcheggiate a bordo strada.

Sarà sufficiente la potenza dei sistemi senza connettori? Se al momento è lecito avanzare qualche dubbio, in futuro non dovrebbero sussistere perplessità: i ricercatori dell’Oak Ridge National Laboratory – il più grande laboratorio nazionale americano di scienze interdisciplinari e tecnologia, gestito dal dipartimento dell’Energia degli Stati Uniti – hanno recentemente sviluppato un sistema di ricarica da 20 kW ad alta efficienza (si parla del 90%) che avvicina le prestazioni delle colonnine a elevata capacità maggiormente diffuse. E all’orizzonte vi è già un’evoluzione da 50 kW, oltre alla vera e propria rivoluzione attesa entro poco più di un decennio: la ricarica in movimento.

Rigenerare le batterie mentre si guida: non si tratta di fantasia, ma di un orizzonte concreto che prevede inizialmente molteplici micro iniezioni sporadiche, poi continue, senza la necessità di ricorrere ai connettori. Un traguardo ogni giorno più vicino secondo la multinazionale americana Qualcomm, sponsor della Formula E, massima espressione dell’automobilismo sportivo a zero emissioni. In proposito, il progetto Halo, la piattaforma di ricarica più vicina alla produzione di serie al mondo, può oggi operare a 22 kW, ma esistono già soluzioni da 200 kW dedicate ai bus elettrici e ottenute accorpando più unità. Il futuro, in ogni caso, è le ricarica dinamica, con strade e autostrade puntellate da piastre a induzione: sarà possibile guidare e al tempo stesso veder aumentare l’autonomia.

La diffusione della nuova tecnologia passerà attraverso la ricarica wireless stazionaria, disponibile entro un paio d’anni per ogni garage privato, l’estensione pubblica di questa soluzione, ad esempio nelle aree di sosta o a bordo strada, e quindi, a partire dal 2025, l’inaugurazione dei primi tratti stradali a ricarica induttiva. Un’evoluzione che consentirà alle Case costruttrici di realizzare auto con batterie più piccole e leggere, quindi più economiche, a tutto vantaggio del radicamento dell’auto elettrica.

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