Bizzarrini 5300 GT Strada: colpo di genio

Frutto dell’estro dell’ingegner Giotto Bizzarrini, padre di alcuni dei V12 più celebri della storia Ferrari e Lamborghini, era una GT estrema forte di 370 cv e 510 Nm. Una vettura decisamente “caliente”… specie in abitacolo!

27 gennaio 2015 - 15:01

Ingegnere, designer e imprenditore per alcuni; semplicemente un genio per altri. Giotto Bizzarrini ha segnato la storia dell’automobilismo italiano progettando alcuni dei motori che sono entrati nella leggenda. In primis i 12 cilindri delle Ferrari 250 Testa Rossa e GTO, nonché della Lamborghini 350 GT, prima vettura della Casa di Sant’Agata Bolognese.

Pochi sanno, però, che dopo aver lavorato per Alfa Romeo, Ferrari e Iso Rivolta, l’ingegnere toscano fondò nella natia Livorno, nel 1964, la propria factory. La prima creazione fu la Grifo A3/C, versione da competizione (406 cv) della Iso Grifo A3/L disegnata da Giugiaro, tradizionalmente dotata dei V8 Chevrolet Corvette. Nel 1966 diede quindi vita a una versione stradale della Grifo A3/C, denominata 5300 GT Strada.

La struttura, identica al modello dal quale derivava, prevedeva la collocazione anteriore longitudinale del propulsore, mentre il telaio era di tipo tubolare in acciaio. Le sospensioni rispettavano lo schematismo a ruote indipendenti a triangoli sovrapposti all’avantreno e a ponte rigido De Dion al retrotreno. Vennero confermati gli affidabili V8 5.4 Chevrolet con distribuzione monoalbero ad aste e bilancieri e 2 valvole per cilindro che, a seguito di minimi interventi, erogavano 370 cv – una potenza da riferimento per l’epoca – e 510 Nm di coppia. Una volta arretrati rispetto al consueto posizionamento, favorivano una bilanciata ripartizione delle masse tra gli assali. A svantaggio, però, della temperatura in abitacolo, a dir poco bollente! Non furono infrequenti, all’epoca, gli svenimenti da parte di guidatore e passeggero. Il comfort, del resto, era l’ultimo degli obiettivi della 5300 GT Strada.

Grazie alla trasmissione manuale a 4 rapporti e alla trazione posteriore, la coupé italiana – pesante solamente 1.252 kg – scattava da 0 a 100 km/h in 6,5 secondi e raggiungeva i 266 km/h. Prestazione, quest’ultima, degna di supercar ben più blasonate e alla quale contribuiva l’aerodinamica curata, forte di un’altezza contenuta in 1.115 mm. Un valore di poco superiore all’estrema Ford GT40 (1.029 mm), considerata “l’auto che correva rasoterra”. Nonostante le performance di rilievo, la 5300 GT Strada era caratterizzata da soluzioni meccaniche tradizionali quali il singolo carburatore Holley e lo sterzo a ricircolo di sfere anziché la più moderna configurazione a vite senza fine e settore dentato. Prodotta in 133 esemplari, oggi vale oltre 400.000 dollari (circa 357.000 euro).

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