Case auto: promosse e bocciate in ecologia

È Renault il costruttore più “verde” del pianeta. Grazie ai modelli elettrici sopravanza le connazionali Peugeot e Citroën. Fanalino di coda dei 20 brand più diffusi le Case premium tedesche, specializzate in vetture d’elevata cilindrata.

10 marzo 2015 - 9:03

Renault ha il pollice verde. O meglio, anche nel 2014 la Casa francese si è confermata il costruttore più ecologico del mondo, grazie a un valore medio di emissioni di CO2 di 108,4 g/km.

Un record ottenuto grazie soprattutto alla vasta gamma di vetture elettriche – nel 2014 sono state vendute oltre 11.000 Zoe – e all’introduzione sul mercato di propulsori endotermici Euro 6 particolarmente ecologici come il nuovo tricilindrico turbo a iniezione diretta di benzina 0.9 TCe da 90 cv che, in abbinamento alla compatta Clio e al sistema Start&Stop, porta in dote una percorrenza media di 22,2 km/l a fronte di 105 g/km di CO2. La Francia si conferma terra dalla particolare sensibilità ambientale grazie al secondo posto in classifica appannaggio di Peugeot e al terzo di Citroën, mentre Toyota, sino all’anno scorso sul gradino più basso del podio, arretra in quarta posizione. Il costruttore nipponico può comunque vantare l’offerta ibrida più vasta sul mercato, potendo contare sulla compatta Yaris, sulla media Auris – anche in versione wagon –, nonché sulle berline Prius e Prius+; vere e proprie best seller negli Stati Uniti.

Tutti i 20 principali marchi hanno migliorato la media di CO2 annuale, specie nei settori delle utilitarie (segmento B) e delle compatte/medie (segmento C). Ma chi sono i peggiori? Per una volta, nell’angolo dei cattivi finiscono Mercedes-Benz, BMW e Audi. Nonostante un netto miglioramento rispetto al passato, i marchi premium pagano gamme d’alto livello, vale a dire la specializzazione in vetture d’elevata cilindrata con le quali, per quanto gli investimenti in ottica ecologica siano enormi – basti pensare che Mercedes presenterà, entro il 2017, ben 10 modelli con tecnologia ibrida plug-in –, ridurre le emissioni di CO2 a livello di city car e compatte appare impossibile. Almeno per ora, dato che i brand tedeschi stanno spendendo pure la paghetta settimanale nell’elettrico. Prova ne sono la compatta BMW i3, la monovolume Mercedes-Benz Classe B e la sportiva Audi R8 e-tron. La lotta al CO2 è sempre più serrata.

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