Chrysler Pacifica: l’ibrido plug-in di FCA

La monovolume americana, erede della storica Voyager, porta al debutto il primo powertrain ibrido plug-in del Gruppo FCA, forte di un V6 3.6 benzina abbinato a due motori elettrici. Autonomia di 48 km a zero emissioni.

11 gennaio 2016 - 16:01

Erede della monovolume Town & Country, commercializzata per anni sul mercato europeo con il nome Voyager sotto l’egida Chrysler prima (sin dal 1989) e Lancia successivamente, la nuova Pacifica porta al debutto il primo powertrain ibrido plug-in del Gruppo FCA.

Big surprise! Nessuno avrebbe scommesso un nichelino che la denominazione Town & Country potesse essere abbandonata. Eppure, contrariamente alle previsioni, la Casa americana ha optato per una ventata di (quasi) novità, riprendendo il nome della crossover Pacifica, in commercio negli States sino al 2007. Si tratta, in ogni caso, di una monovolume forte di una piattaforma inedita, pesante meno di venti quintali – 136 kg più leggera della “vecchia” Town & Country – caratterizzata da linee che richiamano la berlina Chrysler 200 e con un abitacolo moderno, corredato del nuovo sistema d’infotainment UConnect Theater con schermo da 8,4 pollici lungo la plancia cui si aggiungono due display da 10 pollici dedicati ai passeggeri posteriori.

In Nord America saranno disponibili due versioni: la prima, più tradizionale, mossa da un V6 Pentastar a benzina da 3,6 litri, 287 cv e 355 Nm di coppia abbinato a un cambio automatico a 9 rapporti del tipo mediante convertitore di coppia, la seconda, decisamente più moderna, dotata di un inedito powertrain ibrido che abbina il medesimo V6 3.6 – però a ciclo Atkinson e con 248 cv all’attivo – a due motori elettrici alimentati da batterie al litio da 16 kWh collocate alla base della seconda fila di sedili. Diversamente dalla versione mossa esclusivamente dal propulsore termico, Pacifica Hybrid sfrutta un’inedita trasmissione a variazione continua, denominata EVT (Electronic Variable Transmission), che consente anche al motore elettrico d’inviare coppia alle ruote motrici, così da disporre della trazione integrale a gestione elettronica.

Percorrerà sino a 48 km in modalità a zero emissioni, pertanto sfruttando la sola energia fornita dal pacco batterie, e le celle saranno ricaricabili in circa due ore affidandosi a una presa a 240 Volt. Destinato a essere esteso a gran parte dei modelli Chrysler distribuiti negli States, il gruppo propulsivo ibrido potrebbe equipaggiare anche l’attesa SUV Maserati Levante.

 

Commenta per primo

POTRESTI ESSERTI PERSO:

Le SUV “più pazze del mondo”, elettriche, corrono per l’ambiente

Nuova Nissan Juke, tutto quello che sappiamo finora

Tutor attivi, ecco dove sono, come sapere se sono accesi, quanto si paga di multa