Citroën C1 MY14: salto in alto

“Cugina” della Peugeot 108 e della nuova Toyota Aygo, si rinnova radicalmente rispetto al passato. Può contare su dotazioni degne di una vettura di classe superiore. È mossa da tricilindrici a benzina di 1 e 1,2 litri da 68 e 82 cv. Migliorano guida e finiture

16 giugno 2014 - 8:06

Proposta come in passato in configurazione di carrozzeria sia a 3 sia a 5 porte, la C1 può essere dotata di verniciatura bicolore e di tetto ripiegabile in tela, denominato Airscape. Il bagagliaio ha una capacità di 196 litri (180 optando per la ruota di scorta) contro i 130 appannaggio del vecchio modello. Capienza espandibile a 780 litri (751 per la precedente C1 a 5 porte) grazie all’abbattimento del divanetto frazionabile 50/50. È piccola, è compatta, ma quanto ad abitabilità promette di non far rimpiangere vetture di dimensioni superiori.

La nuova C1 è proposta con due motorizzazioni, entrambe 3 cilindri in linea alimentate a benzina: 1.0 12V VTi da 68 cv, abbinata a un cambio manuale a 5 rapporti oppure a un’unità elettroattuata a 5 marce (ETG5), e 1.2 12V VTi PureTech da 82 cv e 116 Nm (11,8 kgm) – una novità – con trasmissione manuale a 5 rapporti. Propulsore, quest’ultimo, che anche grazie al peso della vettura contenuto in 840 kg promette uno scatto da 0 a 100 km/h in 11 secondi netti a fronte di una percorrenza media di 23,3 km/l e di 99 g/km di CO2. In sostanza, consumi ed emissioni identici al noto 1.0, ma con un’accelerazione sensibilmente migliore (da 0 a 100 km/h in 11 secondi anziché 13,5).

Rispetto all’antenata cambiano il retrotreno, sempre ad assale rigido ma con componenti più leggeri di 4 kg, molle e ammortizzatori, meno cedevoli, e barra antirollio anteriore, di dimensioni superiori a tutto vantaggio del contenimento del coricamento laterale e della precisione di guida. Una svolta in chiave sportiveggiante che si accompagna alla ridefinizione della taratura della servoassistenza elettrica dello sterzo.

Telecamera in retromarcia, climatizzatore automatico, chiave a transponder, accesso hands free all’abitacolo, avviamento a pulsante, finiture bicolore e interni in pelle. Non solo, touchscreen da 7” e massima interattività con gli smartphone mediante la connettività Bluetooth, così da sfruttare le funzioni telefono e musica del dispositivo mobile, oppure attraverso la tecnologia Mirror Screen che trasforma il display della vettura in uno specchio fedele del telefono. La C1 può contare su dotazioni degne di una vettura di classe superiore.

DRIVE
Difficile trovare similitudini con la vecchia C1, forse le dimensioni, ma anche quelle – pochi centimetri di differenza bastano – non sono più le stesse, più che altro a parlare è l’estetica. Basta percorrere pochi chilometri in zona EUR a Roma per sentirsi gli occhi addosso. Urban car addio! Oggi la C1 entra di diritto nella categoria delle CityChic, neologismo che racchiude icone della mobilità cittadina lungi dall’essere definite spartane o essenziali. Zone di luci e ombre, pieghe sinuose della carrozzeria danno forma a un vestito che viene indossato con particolare naturalezza e che trova anche nell’abitacolo la giusta continuità estetica.

Il rumore sordo della chiusura della porta e la migliore insonorizzazione dell’abitacolo fanno presto dimenticare il passato, anche se dal punto di vista del comfort acustico durante la guida non siamo ancora all’eccellenza. Ciò che mi ha convinto, e si conferma standard nelle francesi del gruppo PSA, è la qualità dei sedili durante la guida. Nessun eccesso di morbidezza che porta a sprofondare sulla seduta o nello schienale ma una corretta densità delle spugne permette di avere sempre la giusta tenuta in accelerazione o nella percorrenza di una curva.

Anche nella guida la C1 dimostra di essere migliorata, e dire che la precedente era già più che valida. Le nuove sospensioni migliorano il feeling con il volante e danno la sensazione che la piccola Citroen sia più “incollata” all’asfalto e meno disposta a dondolare nei cambi di direzione. Non più di due anni fa c’eravamo cimentati in una breve ma intensa maratona da Milano a Genova e ritorno con la Citroen C1 Deejay guidando senza sosta tra autostrade tortuose, veloci rettilinei della bassa Pianura Padana e dedali angusti del capoluogo ligure; oggi ci ritorneremmo volentieri con la consapevolezza che il viaggio sarebbe migliore sotto ogni punto di vista, consumi compresi. L’unità 1.0 tre cilindri da 68 cavalli vince la sfida dei consumi con un dato dichiarato di 3,8 litri che non può che far tornare il sorriso in tempi di crisi ma che purtroppo denota poca coppia e una certa pigrizia nel prendere giri. Il tre cilindri 1.200 da 82 cavalli è sicuramente la soluzione migliore rispetto al mille sotto ogni punto di vista: spunto al semaforo e ripresa, e questo senza troppo condizionare i consumi. Di contro non può essere guidato dai neopatentati. 

Il piccolo abitacolo sorprende almeno quanto l’estetica; accoglie quattro ospiti purché non abbiano velleità da traslocatori, ma si sappiano accontentare di un bagagliaio capace ma non da primato. Buona l’ospitalità posteriore: due adulti sono sempre benvenuti e soprattutto si possono accomodare senza difficili contorsionismi soprattutto nella versione cinque porte.

Il mercato ci racconta che la C1 nel settore delle piccole detiene il 18% delle vendite, combattendo fianco a fianco con le cugine Toyota Aygo e Peugeot 108. Sfida nella sfida, dunque, quella che a breve si presenterà davanti agli ammiccanti fari della piccola Citroen, che in questa nuova veste estetica e tecnica di sicuro non teme di perdere. Anche perché il prezzo di partenza è di 9.950 euro per la versione tre porte.

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