Auto aziendale, come scegliere quella giusta?

Tutto quello che c'è da sapere sull'auto formato business, dalle motorizzazioni che vanno di più agli optional irrunciabili, passando per carrozzerie e colori

22 giugno 2018 - 15:06

LE MIGLIORI AUTO AZIENDALI

Avete un’impresa e dovete gestire una flotta di auto aziendali in uso ai vostri dipendenti? Oggi è sicuramente più facile trovare alternative rispetto ad una manciata di anni fa. Praticamente quasi ogni Casa automobilistica offre, nella propria gamma, modelli con allestimenti e motorizzazioni tagliati su misura per il lavoratore. Che utilizza l’auto aziendale come fringe benefit: cioè una voce addizionale alla retribuzione, per lo più esente da imposte, corrisposta sotto forma di beni o servizi (in questo caso l’auto a disposizione) da un’azienda al proprio personale direttivo. Ma quali sono le tipologie di auto aziendale più giuste per le esigenze di ognuno? Cerchiamo di fare chiarezza.
AUTO AZIENDALI: COSA SONO

Si tratta di vetture dotate di allestimenti e motorizzazioni dedicati a chi usa l’auto per lavoro. Quali? Semplificando, il fleet manager (la figura che gestisce la flotta di auto aziendali di una società) ricerca mezzi che consumino poco carburante e abbiano una dotazione “dedicata” quanto necessaria al lavoratore. Di serie, quindi, devono esserci accessori quali vivavoce Bluetooth, cruise control, navigatore satellitare,  sistema di parcheggio automatico o comunque i sensori di parcheggio, meglio se anteriori e posteriori. Meglio, poi, se ci sono anche ruota di scorta di dimensioni normali e, chiaramente, i più diffusi sistemi di sicurezza che possono aiutare chi passa gran parte del proprio tempo in auto: dispositivo di frenata automatica d’emergenza, l’avviso di cambio corsia, i fari adattivi, il sistema che controlla l’angolo cieco e così via.
SCEGLIERE IL MOTORE GIUSTO

Fino a qualche anno fa, il diesel era il carburante preferito per le auto aziendali, almeno per le flotte che percorrevano molti km all’anno fuori dai confini cittadini. Adesso non è più così: molti Fleet Manager guardano con (giusto) interesse alle ibride, ma anche alle bi-fuel benzina/metano o benzina/GPL. I motivi sono molteplici, dagli strascichi del Dieselgate agli spauracchi dei blocchi della circolazione cittadini, passando perfino per la coscienza “green”. In realtà, il diesel non è assolutamente morto, anzi: per chi percorre tanti km all’anno, diciamo dai 35.000 in su, rappresenta ancora una delle scelte migliori, se non la migliore. Se invece si pensa che le auto aziendali in questione debbano trascorrere gran parte del proprio tempo in città, allora ben vengano le ibride, capaci di entrare nelle ZTL spesso senza pagare e di consumare poca benzina, grazie alle batterie che aiutano nelle ripartenze e a basse velocità.
L’ALLESTIMENTO DEVE ESSERE “BUSINESS”

Come abbiamo accennato, l’allestimento delle auto aziendali deve essere piuttosto ricco. E con accessori “mirati”, quali sistema di navigazione e angeli custodi elettronici, per diminuire il più possibile il pericolo di incidenti. Le Case vengono in aiuto, creando veri e propri allestimenti Business dedicati a chi usa l’auto per lavoro: il vantaggio principale, rispetto alla scelta di allestimenti normali con l’aggiunta di alcuni accessori, è il prezzo. In media, infatti, con i modelli Business il Fleet Manager può risparmiare dal 20% fino al 40%. Anche se, va detto, questi allestimenti sono ancora disponibili soprattutto sulle auto a gasolio: difficile – ma non impossibile – trovare una ibrida “business”.
LA SCELTA DELLA CARROZZERIA

Berlina 5 porte o Station Wagon? SUV o sportiva? Se in passato la scelta era piuttosto obbligata, oggi il mondo delle auto aziendali permette di spaziare a seconda delle esigenze del cliente. All’interno delle gamme di ogni Casa automobilistica ci sono infatti sia berline sia wagon perfette per svolgere il ruolo di auto business. C’è di più: nonostante consumino in media di più e siano più costose rispetto ad alcune SW, anche le SUV si sono ritagliate uno spazio importante nei pensieri dei gestori di flotte. La discriminante non è data dalla carrozzeria, ma unicamente dal costo di esercizio dell’auto in questione. L’importante è che il valore del veicolo e il costo del suo possesso rientrino nel Total Cost of Ownership previsto per il proprio mezzo e fissato dal Fleet Manager.
IL COLORE GIUSTO

Da che mondo è mondo, le auto delle flotte hanno sempre avuto colori sobri ed eleganti: nero, bianco, il classicissimo grigio metallizzato o, al massimo, blu scuro. Questo non solo per questioni, appunto, di sobrietà, ma anche per una rivendibilità futura più semplice. Una Audi A4 Avant rosso fiammante, ad esempio, troverà meno acquirenti disposti a comprarla sul mercato dell’usato rispetto ad un esemplare tinto di nero, blu o grigio metallizzato. Da non sottovalutare, infine, l’impatto del pubblico femminile sugli allestimenti Business: più attento all’aspetto stilistico e “cromatico” rispetto agli uomini, il gentil sesso ha convinto le Case a proporre versioni Business anche su utilitarie trendy o crossover compatti.

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