La seconda generazione della Dacia Duster debutterà al Salone di Francoforte, che aprirà i battenti al pubblico dal 14 al 24 settembre. Quella che l’aspetta non è certo una missione facile: bissare il successo della sua progenitrice, lanciata nel 2010 e capace di vendere oltre un milione di pezzi ai quattro angoli del pianeta, senza contare quelli commercializzati in alcune aree geografiche con il marchio Renault. Per riuscire nell’impresa dovrà saper conquistare a sua volta tutte le fasce di clientela, dagli arrampicatori sociali dei Paesi Emergenti a chi cerca un mezzo di sostanza e a buon mercato negli Stati più ricchi.

Da sinistra: la prima generazione della Dacia Duster, il restyling del 2013 e la nuova generazione 2018

Il prezzo, è scontato, sarà ancora una freccia all’arco della Dacia Duster 2018 ma, così come la progenitrice, la nuova nata punterà anche su un aspetto muscoloso. La nuova carrozzeria ha un’aria ancor più massiccia che in passato, grazie prima di tutto alla mascherina che si estende da una parte all’altra del frontale. Quest’ultimo ospita inediti fari a LED e una protezione grigia in materiale antigraffio per la zona inferiore, secondo uno schema riproposto pari pari anche in coda.

La vista laterale permette invece di apprezzare la linea di cintura rialzata, i passaruota ben spallati, i cerchi che possono arrivare fino a 17 pollici e le particolari modanature nere che movimentano i parafanghi. Poco più sopra, i montanti del parabrezza avanzano di 10 cm rispetto al vecchio modello, facendo sembrare più spazioso l’abitacolo e più filante il tetto, sopra il quale ci sono mancorrenti in alluminio. Quanto alla meccanica, è scontata la presenza nella gamma di versioni a due e quattro ruote motrici, così come il ricorso ad alcuni collaudati motori già apprezzati in casa Renault su modelli quali Clio e Captur.