Decreto Sicurezza: cosa cambia per chi va in auto o in moto

Circolare con addosso un coltello o non rispettare l'alt ai posti di blocco potrebbe costare molto caro. Ecco le novità della legge.

Sull’onda dei recenti fatti di cronaca, tra cui i disordini scoppiati a Torino per il centro sociale Askatasuna e alcuni accoltellamenti tra giovanissimi, il Governo ha varato giovedì scorso, 5 febbraio, il cosiddetto nuovo Decreto Sicurezza. Il provvedimento approvato dal Consiglio dei Ministri prevede alcune misure urgenti, che puntano a prevenire e arginare ulteriori episodi di violenza. Tra gli interventi ce ne sono alcuni che riguardano in maniera più o meno diretta il mondo delle due e delle quattro ruote. Andiamo a vedere in dettaglio le novità del quadro normativo che ci toccano più da vicino e che diventeranno operative con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale.

posto blocco Polizia

Posti di blocco: fermi tutti all’ “Alt!”

Il Decreto Sicurezza introduce modifiche mirate all’articolo 192 del Codice della Strada. Con esse arriva un importante giro di vite per chi non rispetta l’alt delle Forze dell’Ordine. Premesso che “bucare” un posto di blocco è un reato penale, chi fugge mettendo a rischio l’incolumità pubblica rischia la reclusione da 6 mesi a 5 anni. Come se non bastasse, la cosa può non finire qui. In primis perché è prevista, come pena accessoria, la sospensione della patente da uno a due anni. In seconda battuta perché può scattare la confisca del veicolo. L’auto o la moto diventano cioè proprietà dello Stato (a meno che il mezzo non appartenga a una persona estranea al reato).

Addio patente se hai un coltello

Una delle novità più rilevanti riguarda chi viene trovato in possesso di armi da taglio senza giustificato motivo fuori dalla propria abitazione. Detto che gli strumenti vietati sono i coltelli con lama fissa superiore a 8 cm o con lama pieghevole superiore a 5 cm, oltre al procedimento penale (reclusione da 6 mesi a 3 anni), il Prefetto può sospendere la patente di guida (anche per i ciclomotori) per un periodo fino a un anno. Inoltre se il trasgressore non ha ancora la patente, gli sarà vietato conseguirla per un massimo di 12 mesi. L’obiettivo è chiaro: utilizzare il “blocco della patente” come uno strumento di deterrenza immediata, percepito come molto efficace sui giovani, indipendentemente dai tempi della giustizia penale. Ultimo ma non meno importante, se il reato è commesso da un minore, i genitori rischiano una sanzione pecuniaria tra i 200 e i 1.000 euro.

E se vado a funghi o a pesca?

Ora la domanda sorge spontanea: “E se vado a fare un’immersione, a funghi o a pesca posso portare con me un coltello?“. In base alla normativa attuale e alle novità del Decreto Sicurezza 2026, la questione di certi passatempi è un classico esempio di “giustificato motivo”. Occorre però fare molta attenzione perché il confine tra legalità e sanzione è diventato molto più sottile e rischioso. Andare per esempio a funghi è considerato un giustificato motivo, ma questo vale solo se: 1) hai con te l’attrezzatura coerente (cestino, tesserino per la raccolta) e 2) ti trovi effettivamente nel luogo e nel tempo dell’attività (mentre sei nel bosco o nel tragitto immediato). Se dopo aver raccolto i funghi vai al bar con il coltello ancora alla cintura o in tasca, il “giustificato motivo” decade. Quando non sei nel bosco, tieni il coltello nel bagagliaio, chiuso in una scatola o in uno zaino, e non a portata di mano nell’abitacolo. Anche questo può fare una bella differenza per i tutori della Legge.

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