Duel Subaru WRX STi – Honda CRF 450R Supermoto

Un campo di battaglia inusuale per una sfida che ha il sapore della competizione a stelle e strisce. 800 metri di terra battuta da percorrere a tutto gas, rigorosamente in senso antiorario. Queste sono le regole dell’ovale e a scriverle sono due giapponesi dall’anima sportiva: Subaru WRX STi e Honda CRF 450R Supermoto

24 ottobre 2014 - 8:10

Sabbia soffice, alta sette centimetri, abrasiva come la carta vetrata, distribuita uniformemente e innaffiata con regolarità per non alzare polvere come una tempesta nel deserto, e mantenere sempre uguale la consistenza sotto gli zoccoli dei cavalli al trotto… Al trotto? Sì, perché il ring del nostro Duel questa volta è un ippodromo. Le protagoniste sono giapponesi, con un DNA legato al fuoristrada e soprattutto da guidare senza una stilla di elettronica di supporto. 300 cavalli contro 54, 2.500 centimetri cubi boxer turbo racchiusi in un quattro cilindri che sfida un monocilindrico quattroemezzo.

 

DUEL
Subaru è WRX STi, c’è poco da fare! Icona del  mondo Rally, quello mondiale segnato dalle gesta di Colin McRae, e soprattutto emblema di prestazioni che la Casa giapponese dimostrava di saper controllare con la sapiente tecnologia delle quattro ruote motrici sempre inserite. Subaru è e deve essere sempre blu, con i muscoli bene in vista, le appendici aerodinamiche che fendono e governano l’aria, il motore boxer e il mostruoso alettone cui è impossibile rinunciare. Sotto il cofano il motore ha un nuovo intercooler che respira deciso ad ogni apertura di gas e la doppia fasatura variabile per garantire la massima coppia anche ai regimi bassi. L’architettura del motore abbassa il baricentro a pochi millimetri dal suolo e significa controllo, equilibrio e trazione. Oggi molto più di ieri c’è tanta elettronica, ancora più raffinata e fondamentale nella gestione dei tre differenziali: elicoidale all’avantreno, meccanico a lamelle centrale e  di tipo Torsen posteriormente. Dedicati a chi ha poca esperienza di guida o semplicemente vuole un copilota silenzioso, che interviene senza proferire parola. Dedicati a chi pretende il massimo da una trazione integrale permanente la cui anima è e rimane totalmente racing.

Honda CRF 450R Supermoto, la risposta a due ruote. Cavalli? Cinquantatre. Una manciata che però deve spostare un peso da libellula: solo 117 chili incastonati in un telaio in alluminio giunto alla sesta generazione e che deriva direttamente dall’offroad. Questa Honda è nata per saltare, volare alta su whoops e ostacoli, ma non le dispiace masticare la terra morbida dell’ippodromo. Le ruote sono da diciassette pollici di diametro perché la specialità di cui è figlia coniuga asfalto e fuoristrada e pretende ruote lisce e stradali per rendere tutto più intrigante, tecnico e difficile soprattutto quando si guida forte. Ecco spiegata la presenza del disco anteriore da 320 mm con pinza radiale, la meccanica rinnovata con specifiche HRC, la centralina dedicata con tre mappature e sospensioni ultramoderne, a partire dalla forcella KYB ad aria con steli da 48 mm di diametro.

IL BACK STAGE

La bilancia del confronto sembra pesare a sfavore della Honda, che può poco nei confronti della Subaru, almeno analizzando i dati tecnici. Però il terreno di battaglia può amplificare vantaggi e punti deboli delle due protagoniste. Quattro ruote motrici contro una, 300 cavalli contro 53.

In sella alla CRF 450R Supermoto si ritrova la consueta posizione racing: le braccia larghe sul manubrio per timonare l’avantreno; la sella dura e stretta per scorrere longitudinalmente quando serve carico e trazione alla ruota posteriore, spostandosi indietro alla ricerca della massima velocità; pedane posizionate sulla linea del baricentro per avere sempre il massimo feeling attraverso le spesse suole degli stivali.

Dietro al volante della Subaru WRX STi – leggi la prova completa – la posizione di guida si ritaglia come un abito di sartoria: seduta bassa, schienale dritto e volante che si governa a braccia piegate. Lo sguardo filtra tra la corona del volante e la strumentazione. I controlli dinamici di guida SI-DRIVE sul tunnel centrale si regolano in tempo zero. La Subaru reagisce alle modifiche, trasformandosi in un vero “animale da traverso” con la potenza “tutta dietro” fino al 59% o a una più convenzionale trazione integrale cinquanta-cinquanta,  modificando anche la risposta dello sterzo e la forza da applicare ai comandi.

LA SUBARU NELL’OVALE

L’OVALE
Le cinque marce della Honda CRF 450R Supermoto non bastano a percorrere il rettilineo a gas spalancato. Il limitatore elettronico batte a 9.000 giri tagliando elettronica e potenza ma Christian Ravaglia – pilota del Mondiale Supermoto – non chiude l’acceleratore. Poco freno, una marcia scalata e la quattroemezzo entra larga in ingresso curva per perdere meno velocità possibile. Poi di nuovo giù con il motore al massimo per uscire rapidi come palla di cannone in un traverso infinito. La tecnica giusta è quella che deriva dal mondo dello short track e usa la derapata in ingresso curva per rallentare la moto, sprovvista di freno anteriore. Christian è un duro, conosce la Honda perché ci corre il mondiale e quindi non la teme. Né teme il terreno che di curva in curva si incide come un campo di battaglia.

IL DUELLO

Per tutta risposta alla Subaru basta innestare la quarta marcia, che snocciola cavalli e chilogrammetri con una facilità disarmante. L’ingresso curva con la WRX è naturale e intuitivo. Alleggerito il piede del gas il posteriore si scarica e parte in deriva mentre il muso si accuccia come un jet in picchiata e punta deciso il centro curva. In questa fase il proverbiale equilibrio dinamico della Subaru permette di affondare nuovamente sull’acceleratore e sentire i cavalli, tutti, che mordono e proiettano l’auto sul rettilineo del traguardo a velocità impensabili per un ovale di soli 800 metri. In percorrenza di curva mi accorgo di essere il punto di contatto tra gli pneumatici e lo sterzo, tra il motore e la distribuzione della potenza sulle quattro ruote. Il comportamento della STi è sorprendente, azzera lo sforzo psicologico della guida a quattro ruote motrici che offrono grip oltre ogni limite. Qui, su questa sabbia, smossa e ammassata nei punti di percorrenza delle curve, l’auto scorre sicura, divorando le imperfezioni come se scorresse sicura sull’asfalto liscio.

9.790 e 44.500 euro. Sono i prezzi per un divertimento “plug and play”. Compri e giochi senza cambiare nulla. Senza fatica. Smessi i panni da gladiatori nell’arena, è persino possibile trovare il giusto spazio per usarle nella vita di tutti i giorni. A patto di mettere in conto che non si potrà passare inosservati.

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