eCall, che cos’è e come funziona il sistema di chiamata automatica sulle auto

Diventa obbligatorio per i veicoli di nuova immatricolazione un sistema di emergenza che chiamerà in automatico i soccorsi in caso di incidente. Gli studi stimano che può salvare molte vite: noi siamo andati a capire come fa e ve lo raccontiamo in questo articolo

29 marzo 2018 - 16:03

Cos’è


Chi di voi non ha qualche volta avuto il terrore di rimanere incastrato ed immobilizzato all’interno della propria auto, magari di notte quando non passa nessuno, a seguito di un incidente? Una situazione a cui non vogliamo nemmeno pensare, ovvio. Ma che a volte purtroppo può capitare. È proprio per risolvere questo genere di situazioni che è nato eCall, un dispositivo capace di intervenire in situazioni di emergenza chiamando in modo autonomo i soccorsi. Non è una novità assoluta, molti modelli di auto con questo dispositivo sono già sul mercato da qualche tempo, anche se rimandano al call center della Casa. La novità è che dall’1 aprile 2018, eCall sarà obbligatorio per legge. Ma obbligatorio per chi? Per i veicoli venduti all’interno dei Paesi che fanno parte dell’Unione Europea a partire dal 1 aprile 2018. Troveranno quindi l’eCall installato sull’auto solo coloro che acquisteranno un nuovo automezzo: per i mezzi già in vostro possesso niente da fare, se non era già in dotazione sulla vostra auto, il dispositivo non è retrofittabile. Degno di nota l’impegno di BMW che offre dal 2017 il servizio eCall anche per i suoi veicoli a due ruote.

Come funziona
Ora che abbiamo compreso dove troveremo l’eCall, cerchiamo di capirne il principio di funzionamento. In caso di sbandata con conseguente impatto o di collisione con altri veicoli, al cervello del sistema verrà comunicata l’anomalia attraverso le informazioni di alcuni sensori (cinture di sicurezza, airbag). Tempestivamente verrà fatta partire la chiamata al 112, il numero di emergenza europeo. Tutto questo avviene in automatico. È comunque presente un tastino fisico (che solitamente riporta sigle quali SOS o simili) che vi permette di attivare manualmente la chiamata di emergenza. Questa funzione può esser utile qualora vi troviate nella situazione di dover soccorrere un altro automobilista. Nel caso in cui vi trovaste ad assistere a un incidente occorso a un altro automobilista, potrete comunicare anche voi la necessità di soccorso.

Unica fate attenzione ai bambini, la loro propensione a toccare tutto ciò che è colorato potrebbe far partire la chiamata di emergenza. Nulla di grave, basta comunicare l’errore all’operatore. Ma certo è sempre meglio che le linee restino libere per reali necessità.


Cosa promette?
Secondo alcune stime, l’obbligatorietà di eCall permetterà di diminuire dal 40 al 50% (a seconda della zona) i tempi di intervento dei soccorsi. Valori ragguardevoli che all’atto pratico porterebbero a poter salvare fino a 2500 vite all’anno. Non solo: sgomberare rapidamente la zona dove l’impatto ha luogo significa anche evitare ulteriore potenziali incidenti e diminuire il traffico. Parlando di costi, lo sapevate che gli incidenti stradali costano 160 miliardi di euro all’anno? L’impatto di eCall sarà benefico sotto tutti questi punti di vista. Sarà importante che ogni Paese verifichi che, chiamando il numero 112, si venga messi effettivamente in contatto con il numero di emergenza europeo. In alcune zone dell’Italia, ad esempio, il numero rimanda ancora ai Carabinieri. Un’ultima nota: alcune case automobilistiche avevano già proposto in passato sistemi di emergenza simili a eCall. La differenza fondamentale con il sistema che entrerà in vigore ad aprile è che erano sistemi le cui chiamate di emergenza rimandavano a centralini interni della Casa automobilistica.

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