Elemental Rp1: l’arte della semplicità

Dall’Inghilterra un’inedita barchetta per i track day: motore centrale, monoscocca in alluminio e carbonio, cambio sequenziale a 6 rapporti. Può adottare un 2.0 turbo Ford da 280 cv, il 3 cilindri 1.0 EcoBoost in versione potenziata oppure un 4 cilindri Honda Moto

Elementare. Affilata. Senza fronzoli. L’estrema sintesi della barchetta sportiva. Una degna rivale per Caterham Seven 620 R, Lotus 2-Eleven, Radical SR3 e KTM X-Bow.

Elemental Rp1 nasce dall’impegno dell’omonima Factory inglese, da anni fornitrice di componenti destinati alla Formula 1. Non a caso la struttura è una monoscocca in fibre composite – con pianale e parte anteriore in alluminio alveolare –, il fondo piatto promette una notevole deportanza e la posizione di guida evoca le monoposto della massima serie dell’automobilismo. Il motore, collocato in posizione centrale longitudinale, è un 4 cilindri in linea 2.0 turbo a iniezione diretta di benzina di derivazione Ford, rivisto dal team AER/Life racing onde erogare 280 cv e abbinato a una trasmissione sequenziale a 6 rapporti Hewland corredata di levette al volante. In alternativa, sono disponibili il 3 cilindri 1.0 12V EcoBoost Ford a iniezione diretta di benzina, sovralimentato mediante turbocompressore e rivisto in chiave sportiva, oppure il leggerissimo 4 cilindri 1.0 Honda di derivazione motociclistica (più precisamente deriva dalla CBR1000RR).

Lo schema delle sospensioni è quanto di più classico per vetture di questo tipo, dato che si affida a una soluzione a bracci triangolari sovrapposti sia all’avantreno sia al retrotreno. Nel dettaglio, le molle Eibach lavorano in abbinamento ad ammortizzatori regolabili dello specialista britannico Nitron Racing, mentre l’impianto frenante è realizzato dall’inglese Caparo – divenuta famosa per l’estrema T1, Formula 1 omologata per l’utilizzo stradale – e prevede dischi autoventilanti forati e baffati da 280 mm di diametro sui quali agiscono pinze a 4 pistoncini. Fanno parte della dotazione di serie il differenziale a slittamento limitato e la telemetria di bordo, mentre in abitacolo spiccano i sedili a guscio in carbonio.