Ferrari J50: a me gli occhi

Prodotta in solo dieci esemplari, celebra i 50 anni della Ferrari in Giappone. Derivata dalla 488 Spider, beneficia di un’estetica mozzafiato e vede il V8 3.9 biturbo benzina erogare 690 cv anziché i 670 cv originari.

16 dicembre 2016 - 11:12

Il mezzo secolo di presenza Ferrari in Giappone meritava di essere festeggiato. Detto fatto, a Maranello hanno dato vita a una vettura celebrativa mozzafiato, in grado di anticipare i futuri canoni estetici della Rossa. La Ferrari J50 è realtà.

Derivata dalla 488 Spider, è una roadster a motore centrale dotata di un hardtop amovibile in carbonio, stile targa, diversamente dalla vettura originaria che si affida a un tetto rigido ripiegabile in alluminio che si apre e chiude in 14 secondi. Realizzata congiuntamente dal reparto Progetti Speciali e dal Centro Stile di Maranello, adotta il noto V8 3.9 biturbo benzina della famiglia 488 abbinato a un cambio a doppia frizione a 7 rapporti che integra il differenziale autobloccante a controllo elettronico E-Diff. Motore che, per l’occasione, eroga 690 cv anziché i consueti 670 cv, complici la posizione ravvicinata dei radiatori, la rivisitazione della mappatura e la speciale lucidatura dei condotti di scarico.

Più che la meccanica, pressoché invariata rispetto a 488 Spider, è il design a lasciare a bocca aperta. La J50 è infatti una roadster essenziale, rasoterra – la traversa superiore del parabrezza è stata ribassata – forte di superfici vetrate che evocano le barchette del passato e di una linea di cintura marcata in nero a evocare l’iconica 512 BB. Pur non rinunciando all’aerodinamica attiva, vale a dire alla tecnologia basata su appendici mobili sia all’avantreno sia al retrotreno orientate al bilanciamento del carico aerodinamico e alla riduzione della resistenza all’aria, la nuova creatura del Cavallino si avvale di un paraurti inedito, un estrattore rivisto e una conformazione del cofano anteriore molto aggressiva.

Torna in vista il V8! Diversamente dalla 488 Spider, l’8 cilindri a V è reso visibile da una cover trasparente e gli scarichi evocano i postbruciatori dei motori a reazione. Proprio il sound – fondamentale per una vettura open air – è stato curato in modo certosino intervenendo sui collettori. L’assetto non ha subito stravolgimenti, essendo confermate le sospensioni a controllo magnetoreologico, mentre i cerchi dal design specifico sono da 20 pollici. Dulcis in fundo, in abitacolo debuttano sedili iper sportivi con finiture dedicate e interni in pelle e Alcantara. Quanto costa? Realizzata in solo dieci esemplari, non ha un listino. O meglio, il prezzo verrà comunicato solo ai potenziali clienti. Iniziate subito a vendere un pozzo di petrolio…

 

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