Ford Bronco: il mito si rinnova

Assente dai listini dal 1996, torna sul mercato la SUV americana Ford Bronco. Votata al fuoristrada e dotata di un robusto telaio a traverse e longheroni, è attesa al debutto nel 2020. Anche in Europa.

13 gennaio 2017 - 9:01

Ford spolvera l’argenteria di lusso e annuncia il ritorno della mitica Bronco. La SUV americana, uscita dai listini nel 1996 dopo trent’anni di onorato servizio, sarà nuovamente protagonista negli States e, notizia tutt’altro che scontata, anche in Europa, conservando alcuni must tecnici del passato quali il telaio a traverse e longheroni oltre a una spiccata vocazione off-road. Una rivale imprevista per le future generazioni di Land Rover Defender e Jeep Wrangler.

Negli Anni ’60 non c’erano alternative: chi voleva guidare un fuoristrada doveva mettere in conto di viaggiare con il comfort di un carro armato e dotazioni degne di un calesse. Spopolavano infatti i modelli di derivazione militare, ideali per affrontare trincee e mulattiere ma inadatti all’utilizzo ricreativo. Almeno sino al 1965, quando la Ford introdusse l’antenata di tutte le SUV moderne. Nasceva negli Stati Uniti la Bronco, destinata a rivoluzionare il mercato delle vetture a trazione integrale. Non era una wagon, non era un camioncino, non era un mezzo militare adattato all’utilizzo civile. La Ford Bronco era piuttosto la prima sport utility della storia, destinata a essere declinata in cinque generazioni e a restare sul mercato per oltre tre decenni.

Tradizionalmente caratterizzata da dimensioni compatte per gli standard americani, la nuova Bronco dovrebbe essere lunga circa 4,7 metri – vale a dire una decina di centimetri in meno rispetto alla Edge, attualmente nelle concessionarie italiane – e condividere la base meccanica con il pick-up Ranger, atteso in una nuova veste entro il 2018. La SUV a stelle e strisce potrà quindi contare sulle 4WD inseribili in movimento, le ridotte, l’ESP con una specifica modalità off-road, un evoluto sistema di gestione della trazione basato sull’azione dei freni – e la conseguente attenuazione dell’erogazione della coppia da parte del motore – in corrispondenza delle ruote inclini a perdere aderenza e il blocco del differenziale posteriore. Proposta in versione a tre e cinque porte, verrà mossa da motori a benzina a 6 cilindri (aspirati) e a 4 cilindri (turbocompressi), oltre che da un’unità turbodiesel destinata al mercato europeo.

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