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Una pioggia leggera e insistente mi dà il benvenuto al circuito di Monza, in una di quelle giornate autunnali che molti (tutti) preferirebbero passare sotto le coperte. Osservo il cielo attraverso il cristallo del tetto apribile della Ford Focus RS e perdo ogni speranza: oggi il sole farà di tutto tranne che mostrarsi attraverso le fitte nuvole. Si presenta la condizione perfetta per capire cosa succederà il prossimo weekend in occasione del Monza Rally Show, dove in circuito saranno impegnati alcuni tra i nomi più rappresentativi del Motorsport, Valentino Rossi in primis.

Mai occasione fu migliore di questa per testare la Focus RS senza patemi d’animo. Pista libera, prossima alla configurazione da gara, e 350 cavalli a disposizione per capire difficoltà tecniche del tracciato, vantaggi della trazione integrale permanente,  comportamento della compatta tedesca… E continua a piovere.

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Rettilineo di Monza, prima variante. Piove, asfalto liscio come il ghiaccio.

Prima la ST. Faccio un salto indietro di un paio di stagioni, a quando ho avuto occasione di guidare la sorella “minore” Focus ST da 250 cavalli e mi è più facile capire quanta differenza ci sia tra le due Focus più sportive della gamma. Dal precedente test della ST era emerso, nonostante le buone sensazioni nella guida in pista, un carattere più vicino al mondo GT: da auto comoda e potente, ma lontana dal poter essere definita una vera sportiva e difficilmente paragonabile ad Audi S3 o Volkswagen Golf R, dirette concorrenti.

La RS con le quattro ruote motrici, il motore sovralimentato da 2.3 litri e il cambio meccanico a sei marce, invece, si fa spazio a spallate nella categoria, conscia di poter fare un’ottima figura e togliersi qualche sassolino dalla scarpa, soprattutto se parliamo di sportività e piacere di guida.