Prova Ford Focus RS, in pista a Monza

Sul percorso del Monza Rally Show 2016 con la nuova Ford Focus RS. 351 cavalli, drift mode per guidare come Ken Block ma soprattutto un feeling in circuito superiore alle aspettative. Il mondo RS dell'ovale blu torna con un prezzo sorprendente di 39.500 euro.

30 novembre 2016 - 17:11

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Una pioggia leggera e insistente mi dà il benvenuto al circuito di Monza, in una di quelle giornate autunnali che molti (tutti) preferirebbero passare sotto le coperte. Osservo il cielo attraverso il cristallo del tetto apribile della Ford Focus RS e perdo ogni speranza: oggi il sole farà di tutto tranne che mostrarsi attraverso le fitte nuvole. Si presenta la condizione perfetta per capire cosa succederà il prossimo weekend in occasione del Monza Rally Show, dove in circuito saranno impegnati alcuni tra i nomi più rappresentativi del Motorsport, Valentino Rossi in primis.

Mai occasione fu migliore di questa per testare la Focus RS senza patemi d’animo. Pista libera, prossima alla configurazione da gara, e 350 cavalli a disposizione per capire difficoltà tecniche del tracciato, vantaggi della trazione integrale permanente,  comportamento della compatta tedesca… E continua a piovere.

Prima la ST. Faccio un salto indietro di un paio di stagioni, a quando ho avuto occasione di guidare la sorella “minore” Focus ST da 250 cavalli e mi è più facile capire quanta differenza ci sia tra le due Focus più sportive della gamma. Dal precedente test della ST era emerso, nonostante le buone sensazioni nella guida in pista, un carattere più vicino al mondo GT: da auto comoda e potente, ma lontana dal poter essere definita una vera sportiva e difficilmente paragonabile ad Audi S3 o Volkswagen Golf R, dirette concorrenti.

La RS con le quattro ruote motrici, il motore sovralimentato da 2.3 litri e il cambio meccanico a sei marce, invece, si fa spazio a spallate nella categoria, conscia di poter fare un’ottima figura e togliersi qualche sassolino dalla scarpa, soprattutto se parliamo di sportività e piacere di guida.

DRIVE
E’ sufficiente guidarla per una manciata di chilometri. La Focus configurata con l’elettronica nella modalità civile (Normal) fa capire che si comporta bene anche nell’uso quotidiano. Le sospensioni sono reattive, comunicano perfettamente quello che succede sotto gli pneumatici – tombini e rotaie comprese – ma è anche merito o colpa dei giganteschi cerchi da 19 pollici che fanno apparire tutto amplificato e chiaro ogni volta che si interviene sullo sterzo. A smussare il carattere del comparto autotelaio ci pensano i sedili, che si distinguono più per il comfort che per la capacità di contenere chi guida quando si percorrono curve ad alta velocità. Peccato che la posizione di guida non si possa regolare in altezza bensì solo in senso longitudinale: ammetto di desiderare soprattutto nell’uso sportivo una posizione più bassa e raccolta.

Comandi morbidi.  Nonostante l’aspetto decisamente aggressivo, tutto si può dire tranne che la Focus sia poco accondiscendente. Il quattro cilindri ha coppia a sufficienza per far viaggiare la lancetta del contagiri poco oltre i 1.500 giri ed è sorprendentemente rapido nel lanciarla oltre i 6.000, in zona limitatore. Il cambio supporta l’azione della spinta del turbo e risponde con precisione nella scelta della marcia da inserire – innesti precisi sia in salita sia in discesa – e una volta tanto piace ammettere che non si rimpiangono i moderni doppia frizione.

Race addicted. Il passaggio alla configurazione più racing passa dall’opzione Drift, destinata a chi vuole fare spettacoli degni di Ken Block o dell’ormai dimenticato Holer Togni. Opzione facilmente raggiungibile azionando il pulsante del drive mode, che prima di arrivare a Drift passa da Normal, Sport e Track. Quest’ultima è la modalità che meglio riassume la filosofia che ha portato nuovamente Ford a produrre una vettura di serie a quattro ruote motrici, destinata a lasciare il segno non solo tra chi ha vissuto in prima persona a cavallo degli anni ’80 e ’90 le performance in gara di Sierra Cosworth prima e della Escort RS poi.

TRACK
Il cambio di direzione della prima variante di Monza permette di capire quanto rapida sia la RS a trovare l’assetto e nonostante si tratti di un’auto a quattro ruote motrici tenda a comportarsi da vettura a trazione anteriore. In Normal sono attivi e presenti tutti i controlli di trazione e stabilità, utili per evitare sgradevoli sorprese sulle strade di tutti i giorni. Forzare l’ingresso curva porta naturalmente la vettura a sottosterzare e allontanare il muso dal punto di corda. In questo frangente apprezzo il comportamento dell’impianto frenante, modulabile al punto che nemmeno l’asfalto fradicio attiva l’ABS, nonostante le gomme di primo equipaggiamento siano sportive e la mescola offra il miglior grip a temperature maggiori.

Passo alla configurazione Sport e rapidamente alla Track, lasciando l’opzione Drift alla parte finale del test. Ammetto di essere teso. Mi accorgo di entrare in un’altra dimensione di guida, dove tutte le caratteristiche tecniche sono mutate: la trazione integrale sposta posteriormente la trazione, le sospensioni sono più rigide al pari di sterzo, risposta motore e sonorità dell’impianto di scarico, con l’ESC che rimane attivo.

Prima variante 2.0. L’unità di misura per capire il comportamento del setting Pista/Track della vettura è dato dalla prima esse dopo il rettilineo del traguardo di Monza. Muso che si accuccia appena in frenata e che punta il cordolo di destra: a freni rilasciati uso l’acceleratore per facilitare il cambio di direzione, che porta con sé una naturale tendenza a smusare. Se la stessa chicane si affronta pestando con decisione sul pedale dell’acceleratore finalmente la Focus parte in deriva. Il posteriore punta largo e la vettura messa di taglio si guida facile di gas e contro sterzo.

Analogie si presentano anche nelle curve più tecniche del tracciato, la prima di Lesmo seppellita sotto un manto di foglie e soprattutto l’Ascari, che percorro in terza marcia a 130 km/h mentre continua a piovere.

Adrenalina da ESC. Disattivo anche l’ultimo salvavita elettronico nella guida per capire fino a che punto ci si possa spingere con il vantaggio dell’asfalto bagnato che, di fatto, rende tutto naturale e meno veloce che sull’asciutto. Ora è tutto nelle mani di chi guida. Nelle chicane conviene farsi aiutare dal freno, per tenere basso il muso e scaricare il posteriore per farlo derapare; alla corda si può attivare l’impianto pizzicando i dischi e poi con decisione agire sull’acceleratore con il cambio marcia seconda-terza che si può fare di traverso con lo sterzo quasi in battuta.

Diverso è il comportamento da adottare nelle curve di percorrenza, dove si deve avere il coraggio di accelerare con decisione o meglio tenere il gas costante, evitando di decelerare e creare un trasferimento di carico che porterebbe il posteriore a una vera e propria deriva fino a un inevitabile testacoda.

I messaggi che arrivano sono sempre cristallini. Sotto il sedile e tra le mani si ha sempre la percezione dell’eventuale perdita di aderenza e lo scivolamento delle quattro ruote avviene in modo parallelo, a conferma della corretta distribuzione dei pesi in fase di progetto.

The game. Drift è l’opzione Playstation che equipaggia la Ford Focus al pari dell’opzione “burnout” con cui avevamo giocato guidando la Ford Mustang. In questa configurazione di guida le sospensioni e lo sterzo sono meno aggressivi, per avere reazioni meno violente e perdite di aderenza a velocità inferiori, supportati dallo sterzo più intuitivo e facile da manovrare. Se alle modalità di guida si aggiunge il launch control non si può certo dire che in Ford abbiamo lesinato sui balocchi destinati agli intenditori della guida sportiva. Con un vantaggio oggettivo che è il prezzo d’acquisto: 39.500 euro.

MRS. Monza Rally show 2016 apre i cancelli il prossimo 2 dicembre e noi lo abbiamo vissuto in anteprima con Ford Focus RS.  L’evento nell’arco di tre giorni porterà l’autodromo di Monza, il suo tracciato, i punti di raccordo e le sopraelevate a diventare uno spettacolare teatro di gara. Al via Valentino Rossi e Tony Cairoli, al debutto la Hyundai WRC, senza dimenticare la presenza in gara di vetture che hanno fatto la storia del rally come la Lancia Delta 16V. Ben 183 piloti i piloti impegnati.

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