Hyundai Genesis 2015: lusso d’Oriente

La berlina coreana alto di gamma sfida le rivali europee più blasonate. A finiture raffinate e una dotazione di sicurezza da prima della classe abbina la trazione integrale e un V6 3.8 24V a iniezione diretta di benzina da 315 cv. Prezzo full optional di 65.000 euro

16 luglio 2014 - 10:07

65.000 euro. Un prezzo superiore di 8.000 euro alla rivale Audi A6 3.0 TFSI quattro S tronic e di 6.000 euro a BMW 535i xDrive. Apparentemente non avrebbe chance. Coreana, semi sconosciuta nel Vecchio Continente e oltretutto costosa? Game over. Eppure, la berlina Hyundai alto di gamma – giunta alla seconda generazione – ha imperversato sui mercati asiatici e americani, supportata dalla trazione posteriore e da un notevole gradimento di pubblico, specialmente negli USA e in Canada. Sottovalutarla sarebbe un errore…

… perché è un concentrato di lusso e tecnologia. Le sospensioni della nuova Genesis, ad esempio, seguono lo schema multilink sia all’avantreno – soluzione decisamente raffinata – sia al retrotreno, la taratura degli ammortizzatori è regolabile e la ripartizione delle masse si affida a un rapporto 52/48% tra asse anteriore e posteriore. Non meno ricercato il reparto sicurezza, dove agli immancabili ABS, ESP e 9 (!) air bag si aggiungono la segnalazione d’ostacolo in corrispondenza dell’angolo di visuale cieco integrata nell’head-up display, la gestione autonoma dei fari abbaglianti, l’avvertimento per il mantenimento della corsia di marcia, la frenata automatica d’emergenza, le telecamere a 360° e il cruise control adattivo. L’elemento più avveniristico consiste, però, nel sensore anti sonnolenza per il monitoraggio della CO2 in abitacolo. Una prima assoluta! Degni di un’ammiraglia gli interni, caratterizzati da pelle, radica e alluminio a profusione nonché da sedili pluriregolabili elettricamente, riscaldabili e ventilabili. Lusso d’Oriente.

I test di guida autonoma nel deserto californiano del Mojave

Arriva nel Vecchio Continente in un numero d’esemplari limitato. Una sorta di testa di ponte in preparazione del grande sbarco. Realizzata sulla base di un’inedita scocca in acciaio che porta in dote una maggiore rigidità torsionale rispetto al precedente modello, adotta – come accennato – sospensioni regolabili a controllo elettronico e uno sterzo a servoassistenza (elettrica) e demoltiplicazione variabili. La trazione è integrale permanente con ripartizione variabile della coppia tra avantreno e retrotreno in funzione delle condizioni d’aderenza e del programma di marcia selezionato (Sport, Normal o Eco). L’impianto frenante è degno di una sportiva: si fregia di dischi autoventilanti anteriori da 360 mm di diametro e posteriori da 314 mm sui quali lavorano pinze a 4 pistoncini in corrispondenza d’entrambi gli assali. Unica la motorizzazione disponibile, ovvero un V6 3.8 24V a iniezione diretta di benzina e fasatura variabile sia lato aspirazione sia lato scarico, forte di 315 cv e 397 Nm (40,5 kgm) di coppia. Il possente V8 5.0 32V da 429 cv resta appannaggio degli States. V6 che, nel dettaglio, lavora in abbinamento a una trasmissione automatica a 8 rapporti del tipo mediante convertitore di coppia corredata di paddle al volante.

I test della nuova Genesis lungo la Nordschleife al Nürburgring

Hyundai Genesis scatta da 0 a 100 km/h in 6,5 secondi e raggiunge i 240 km/h percorrendo mediamente 8,6 km/l. Ed è pronta ad aggredire le rivali europee.

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