Prova Hyundai i40 1.7 CRDi

Nel mercato dell’automotive le battaglie più aspre si combattono anche a suon di centimetri. Ecco, quindi, che anche Hyundai con la i40 cerca (e trova) soluzioni che valorizzino spazi e volumi di carico senza “gonfiare” eccessivamente carrozzerie e dimensioni generali

Al centro di una disputa che si misura in circa 30 centimetri trova spazio, e non è soltanto un gioco di parole, la Hyundai i40, con i suoi 4 metri e 77 centimetri di lunghezza. La i40 si pone esattamente a metà di un mondo che vede protagoniste tutte le principali Case automobilistiche: BMW con la Serie 3 e i suoi 453 centimetri apre le danze, Ford con la Mondeo chiude la parentesi a quota 484. Se la domanda è: le misure contano? La risposta è… Ovviamente sì! Le dimensioni della Hyundai i40 fanno venire il sorriso anche al capo famiglia più adombrato, quello che si appresta a caricare fino al limite del tetto il bagagliaio, che può crescere dai 553 litri fino al valore massimo di 1.719 litri, abbattendo completamente i sedili posteriori. Il vano non teme rivali e non si fa spaventare da eventuali carichi massimi.LIVEHyundai i40 non è soltanto una valida alternativa alle signore europee, capitanate dalle tedesche; lo diciamo dopo un long test di oltre 4.000 km in meno di un mese. L’oggettivo dispiacere nel dover rendere l’auto alla filiale italiana è dettato dal fatto che oggi avere una Hyundai è prima di tutto distintivo nel traffico. Parlare di auto coreane equivale a trattare un argomento dove design, ricerca del comfort e del piacere di guida si collocano ad alti livelli. Le conferme arrivano quando tra l’utente e il mezzo si crea una giusta armonia: trovare i comandi da azionare non è frutto di una ricerca spasmodica ma un gesto istintivo, attivare il dispositivo Bluetooth per “agganciare” il proprio smartphone non richiede manuali d’uso o fastidiose procedure.Hyundai con la i40 e con i nuovi modelli ha fatto un deciso passo avanti, annullando il gap con i costruttori europei. Perché la i40? Per la capacità di carico, per il design e per il pacchetto offerto su tutti i modelli in gamma, dalla piccola i10 fino al SUV ix35: cinque anni di tripla garanzia che comprende assistenza stradale, controlli gratuiti e chilometraggio illimitato.Un dato che lascia piacevolmente stupiti è la capacità di carico: solo il vano posteriore misura un volume di 553 litri, ma abbattendo i sedili posteriori si arriva a 1.719 litri. Un numero che conferma che all’interno dell’abitacolo lo spazio non manchi, soprattutto se si viaggia a pieno carico con tutti i sedili sold-out.  I passeggeri trovano comodi sedili, quelli posteriori non hanno la seduta eccessivamente bassa e gli anteriori sono degni della categoria cui appartiene questa famigliare.Hyundai mette a disposizione tre cilindrate, ripartite su un totale di sei opzioni per soddisfare le esigenze di ogni tipologia di cliente. I motori benzina adottano la fasatura variabile e hanno quattro valvole per cilindro: il 1.600 GDI benzina da 135 cavalli è affiancato dalla versione da 2 litri di cilindrata che eroga una potenza di 177 cavalli ed è disponibile con il cambio meccanico e in alternativa automatico/ sequenziale con comandi al volante.  La motorizzazione diesel, invece, è unica, da 1.7 litri CRDi, ed è disponibile a seconda dell’allestimento con potenze da 115 o 136 cavalli; la più potente ha l’opzione del cambio automatico. La motorizzazione del nostro test è quest’ultima: cambio automatico e 136 cavalli di potenza. A conti fatti il consumo medio rilevato è stato nell’ordine dei 15,5 km/litro, su percorsi equamente ripartiti tra autostrada e metropoli, rispecchiando il più possibile la quotidiana percorrenza del classico pendolare.DRIVENell’ultimo periodo Hyundai si è messa a comunicare, con i decibel di un concerto rock, la sua crescente espansione nel mercato auto. Più di una volta ho avuto occasione, parcheggiando la i40, di rispondere ad alcuni automobilisti in merito ai più disparati quesiti; su tutti il classico “Come va?” che innesca l’inevitabile digressione sulla qualità della vita a bordo, la buona silenziosità e perché no il feeling nella guida. Di Hyundai, insomma, si parla e i commenti sono sempre lusinghieri.Dopo un mese e 4mila chilometri percorsi il sedile di guida mi riconosce e le sensazioni dimostrano lo sforzo fatto da Hyundai per scrollarsi di dosso l’immagine che le apparteneva solo dieci anni fa.  Poche considerazioni sulla postazione del guidatore: c’è modo di soddisfare tutte le taglie, con regolazioni di fino del sedile e del volante. Il tunnel centrale raggruppa buona parte dei comandi, completati dal display digitale con sistema touch. I comandi supplementari sono posti sulle razze e gestiscono il cruise control e la radio, mentre dietro si trovano le palette del cambio sequenziale.Continuano a non piacermi la strumentazione, esattamente come non mi piaceva sulla Veloster – coupé a tre porte il cui test completo è disponibile sul numero #2 di RED Mag per Ipad – e il design del tunnel centrale. Rinnovo, però, l’apprezzamento per la scelta dei materiali del cruscotto e della plancia: l’idea di solidità e cura è percepibile al tatto a conferma del fatto che Hyundai ha preso ispirazione dall’Europa badando soprattutto alla sostanza e dando la giusta attenzione ai materiali.Il comportamento dinamico non è una sorpresa ma una piacevole conferma. Il passo ruota di 2.770 mm – distanza tra gli assi ruota  –  e la carreggiata larga permettono una stabilità notevole; si apprezza soprattutto il comportamento sulle strade dove è possibile mantenere una buona velocità media anche quando sono ricche di curve. In meno di una settimana l’autostrada che porta dal San Bernardino fino al lago di Costanza, passando da Zurigo, mi ha accolto più volte e nonostante condizioni climatiche differenti, percorrenze di curva, ripartenze da lenti tornanti e discese ripide non sono emerse criticità.Tirando le somme non si può che considerare Hyundai i40 una protagonista del mercato delle station wagon: bella fuori, ben realizzata dentro e solida, molto solida; provate a chiudere una delle portiere e il rumore sordo confermerà quanto detto. Non sono rimasto del tutto soddisfatto dal motore: il 1.700 CRDi mi è parso sottodimensionato. Sotto il cofano ci vorrebbe un 2 litri sempre sovralimentato che potrebbe essere preso direttamente dal SUV di casa la iX35 che è equipaggiato con un 2.000 CRDi da 184 cavalli. Anche l’opzione del cambio sequenziale non soddisfa le aspettative perché l’intervallo di tempo nella cambiata è troppo lungo rispetto allo standard dei famosi “doppia frizione” disponibili sul mercato.Se consideriamo, però, che di serie la i40 offre praticamente tutto – e sfido chiunque a non perdersi nei meandri degli accessori disponibili – il prezzo non è assolutamente fuori portata: si parte dai 23.690 euro del 1.6 benzina fino ai 32.600 euro del diesel allestimento Style.