I saloni dell’auto sono di norma la passerella privilegiata per il debutto nuovi modelli ma quando si tratta di parlare di tecnica o di tecnologia, ecco che le Case scelgono altri palcoscenici. L’ultimo esempio lo dà Volkswagen, che al Vienna Motor Symposium svoltosi a fine aprile ha aperto una finestra su alcune succose novità del prossimo futuro a livello di motori. Ibrido, Diesel, metano: oltre che sull’elettrico, a Wolfsburg stanno lavorando a 360° con l’obiettivo di ridurre le emissioni e far rientrare la loro media nel limite di 95 g/km imposto dall’Unione Europea per il 2020. Facciamo il punto della situazione.

Sempreverde, sempre più verde

La prima notizia interessante riguarda l’intramontabile Golf, la cui prossima generazione renderà l’ibrido ancor più popolare e accessibile a tutti. Ciò sarà possibile grazie a un sistema mild hybrid a 48V, leggero, compatto eppure molto efficace nell’abbattere consumi ed emissioni. Il suo cuore sarà un piccolo motore elettrico capace di supportare quello termico nelle fasi più avide di cavalli durante la guida, aiutandolo nel suo lavoro. L’idea di Volkswagen è di diffondere a pioggia questo tipo tecnologia nella gamma, all’insegna del più classico “poca spesa, tanta resa”..

A tutto gas

Un altro fronte su cui sono attivi gli ingegneri Volkswagen è quello del metano, che già oggi alimenta una buona quota di esemplari venduti in Italia e che in futuro potrebbe assumere un peso ancora maggiore. A Vienna è stato svelato il nuovo 1.5 TGI Evo (nome in codice EA211 Evo) che viene definito con orgoglio il più innovativo motore  a metano del mondo. Sviluppato sulla base dell’1.5 TSI ACT BlueMotion, funziona con ciclo Miller e nella sua scheda tecnica spiccano l’iniezione diretta e la turbina a geometria variabile. Il massimo per l’ambiente sarebbe chiaramente riuscire ad alimentarlo sempre più spesso con fonti rinnovabili, come il bio-metano ottenuto dai rifiuti umidi: non è semplice farlo su larga scala ma ci si sta lavorando.

Lunga vita al Diesel

E il Diesel? In Volkswagen credono – secondo me a ragione – che non sia ancora giunto per lui il momento di andare in pensione e sono pronti a lanciare una nuova serie di motori a quattro cilindri 2.0 TDI (EA288 Evo, per gli amanti delle sigle). Anche questo motore sarà disponibile per la prima volta anche in variante mild hybrid con uno starter generator da 12V alimentato da una batteria agli ioni di litio. Grazie anche alla sua presenza, questo motore sarà in grado di rientrare in tutti i limiti di legge anche di prossima introduzione e di ottenere le varie certificazioni WLTP e RDE in qualsiasi configurazione, da 136 a 204 cv. In questo tipo di motore è stato rivisto l’intero processo di combustione, tagliando consumi ed emissioni e migliorando anche i tempi di risposta del turbo. Un lavoro di fino è stato fatto anche per ridurre gli attriti e contenere il peso, mentre tutto l’apparato che gestisce i gas di scarico, con le sue dimensioni ottimizzate, promette maggiore efficienza e una maggiore durata. I risultati sono una diminuzione delle emissioni di CO2 fino a 10 g/km a fronte di un incremento della coppia e della potenza fino al 9%. Roba da convincere anche i più scettici.