Clini stuzzica Fiat e Marchionne risponde su Twitter

Mobilità sostenibile: ecco il parere del ministro dell’Ambiente in questa intervista esclusiva per Red Live. E pochi giorni dopo aver detto che Fiat non si impegna abbastanza sul tema, l’Ad del Gruppo torinese ha cinguettato: “A fine anno sarà pronta la 500 elettrica”.

Spinge sull’innovazione al servizio dell’ecosostenibilità il neo ministro dell’Ambiente, professor Corrado Clini. Pochi giorni dopo il suo insediamento, avvenuto il 16 novembre scorso, ha siglato un accordo con il ministro cinese della Scienza e della Tecnologia finalizzato alla produzione di auto elettriche. E in un recente convegno milanese dedicato ai temi della mobilità sostenibile, ha affermato pubblicamente che si aspetta di più da Fiat sul tema dell’auto elettrica.

Pochi giorni dopo, il 5 febbraio scorso, l’amministratore delegato di Fiat Sergio Marchionne, ha lanciato un “tweet” dove conferma che, entro fine anno, sarà pronta la 500 elettrica.

Una pronta risposta del Gruppo torinese all’opinione espressa pubblicamente dal ministro Clini?

In attesa di sviluppi ecco – in esclusiva per Red-Live – le risposte del ministro Clini sul tema della tecnologia al servizio dell’ambiente. Signor ministro, qual è stata la sua priorità dal momento del suo insediamento?
“Proseguire sulla strada che ho percorso in tutta la mia vita professionale e quindi agire cercando di coniugare la tutela dell’ambiente con le esigenze di un Paese industrializzato qual è l’Italia. Il mio compito è proporre al governo iniziative a livello nazionale e internazionale che sappiano cogliere ogni occasione utile allo sviluppo della green economy, che nel prossimo futuro sono certo rappresenterà il pilastro dell’economia mondiale. Non sottostare ai diktat dell’ambientalismo più utopistico e radicale e – allo stesso tempo – incentivare i protagonisti dell’economia a scegliere con sempre maggiore convinzione uno sviluppo rispettoso del mondo in cui viviamo è la mia priorità”.

I piani del Governo Monti (se ci sono)

Motorizzazioni elettriche ed ibride… Il governo Monti ha dei piani per favorire la diffusione di questi mezzi?
“Il governo è convinto dell’importanza della green economy, come dimostra l’accordo che ho recentemente sottoscritto con il governo cinese in merito alla produzione di auto elettriche. L’obiettivo che ci siamo prefissi è creare una vera filiera che spazi dai sistemi elettronici, alla batteria fino alla produzione del mezzo. Per favorire la diffusione delle auto elettriche occorrono anche iniziative che incentivino i consumatori”.

Per esempio?
“In concreto mi riferisco alla creazione di piani di mobilità sostenibile adeguati, incentivi economici sia per chi produce sia per gli automobilisti, sui quali sta lavorando il Parlamento, mentre noi ci concentriamo per esempio soprattutto sullo stimolo alle infrastrutture, come norme e facilitazioni per disporre di un numero maggiore di centri di ricarica, parcheggi dedicati e gratuiti, oltre a strategie globali volte a ridurre i costi dell’energia”. A questo proposito, dall’ufficio del ministro Clini, fanno notare che – affinché l’auto elettrica sia realmente ecologica – è importante puntare a un modello di infrastrutture  totalmente ecosostenibile. Per esempio è necessario sviluppare stazioni di ricarica alimentate da energie rinnovabili come, per esempio, i pannelli fotovoltaici. Infatti è perfettamente inutile ricaricare un’auto elettrica alimentandola da una centrale che brucia pertrolio o carbone.

Un sistema integrato

Allo stesso modo è importante pensare a un sistema globale e integrato in grado di supportare le richieste di energia. Infatti, gli standard abituali di potenza installata nelle abitazioni di 3 Kw non riescono a sostenere richieste di energia elettrica per ricaricare la macchina elettrica mentre, magari, funzionano contemporanemente anche la lavatrice o qualche altro elettrodomestico. E non si può pensare, a regime, di ricaricare le auto solo la notte. Allo stesso modo, va rilevato che richiedere al gestore di energia elettrica di aumentare la potenza installata nella propria abitazione non è una procedura così semplice come sembra. Di più: se si immagina un traffico di pendolari alla guida di mezzi elettrici che si spostano da casa al luogo di lavoro, è facile capire anche come i picchi di consumo di energia elettrica “si spostino” da un luogo fisico all’altro.

Clini dà la scossa alla Fiat? Signor ministro, a fine gennaio, al convegno milanese “L’auto elettrica ama il green”, lei ha fatto notare pubblicamente come Fiat fosse indietro su questo aspetto. Ha avuto qualche reazione, anche non ufficiale, da parte di Fiat? Intanto, il 5 febbraio scorso, l’amministratore delegato Sergio Marchionne, –  dall’account @chrysler di twitter – ha annunciato che la Cinquecento elettrica sarà costruita entro la fine di quest’anno.

Lo sforzo per l’auto elettrica deve essere congiunto

Possiamo dire che, con la sua dichiarazione, lo ha costretto a uscire allo scoperto? “Qui non si tratta di uscire o meno allo scoperto. L’unica questione importante è che istituzioni politiche e mondo imprenditoriale si facciano carico di raccogliere la sfida rappresentata dalla mobilità sostenibile. Puntare con sempre maggiore decisione sulla produzione e sull’utilizzo delle auto elettriche non è un’opzione da valutare, ma una scelta ineludibile se non si vuole rimanere ai margini dell’economia mondiale nel prossimo futuro.

La Cina in pochissimo tempo è divenuta il leader del settore ed entro il 2015 intende mettere in circolazione un milione di auto elettriche. Il governo cinese ha chiesto alle imprese che lavorano sul suo territorio e in tutto il mondo di partecipare a questo progetto ambizioso e sono certo che anche l’Italia possa e debba recitare un ruolo da protagonista. L’accordo che ho sottoscritto con il ministro cinese della Scienza e della Tecnologia in merito alla produzione di auto elettriche e l’annuncio da parte di Fiat di produrre la 500 elettrica rappresentano un segnale evidente di questa volontà”.

Il mercato dell’auto elettrica, del resto, denota segnali di crescita. Sono valori minimi ma bisogna pur cominciare. Nel 2011 (i dati sono riferiti a fine novembre) a fronte di 1.645.040 totali di autoveicoli immatricolati, 303 erano auto elettriche (nel 2010 erano 105) e 5.155 auto ibride (4.509 nel 2010). Nel mese di gennaio, invece, su 137.996 vetture immatricolate, le elettriche sono state 57 (9 nel gennaio 2011) e 403 ibride.