Infiniti VC-T: compressione variabile per abbattere i consumi

La tecnologia introdotta dalla Casa nipponica promette di ridurre consumi ed emissioni grazie alla variazione di cilindrata e rapporto di compressione in funzione del carico motore. Il primo propulsore turbo benzina sarà un 4 cilindri da circa 200 cv.

5 settembre 2016 - 10:09

Compressione su, compressione giù, compressione variabile: ecco l’asso nella manica dei moderni motori a benzina. Dopo l’esperienza Mazda con i propulsori a iniezione diretta Skyactiv-G, caratterizzati da un rapporto tanto elevato da avvicinare i diesel, e all’opposto l’abbattimento dei valori ad opera delle unità a ciclo Miller, ottime basi per l’ibridazione, ora Infiniti apporta un elemento di novità introducendo il rapporto di compressione variabile.

Lo stato dell’arte della tecnologia motoristica, secondo la divisione di lusso Nissan, sarà rappresentato dai nuovi propulsori VC-T (Variable Compression Turbocharged), vale a dire i primi motori di serie al mondo caratterizzati da un rapporto di compressione variabile. Valore, questi, che identifica il volume compreso tra cilindro e pistone quando quest’ultimo è agli estremi della propria corsa. Solitamente, più è alto, come accade nei diesel, più il rendimento è elevato. La novità introdotta da Infiniti dovrebbe garantire l’ottimizzazione della combustione rispetto al comune ciclo Otto – vale a dire il tradizionale sistema d’alimentazione a benzina caratterizzato da fasi di compressione ed espansione pressoché identiche – a tutto vantaggio della riduzione dei consumi e, conseguentemente, delle emissioni inquinanti.

Il primo motore Infiniti VC-T sarà un quattro cilindri in linea sovralimentato mediante turbo e otterrà l’adeguamento del rapporto di compressione in funzione delle diverse fasi di carico del propulsore variando la corsa dei pistoni e modificando conseguentemente il rapporto volumetrico da un minimo di 8:1 a un massimo di 14:1. Elemento tecnico non meno futuristico, lo scostamento verticale di bielle e pistoni che inciderà sulla compressione influirà anche sulla cilindrata. In un certo senso, si otterrà un effetto simile alla disattivazione parziale dei cilindri – strada seguita, ad esempio, dal Gruppo VW/Audi con la tecnologia COD/ACT – attenuando oltretutto il rumore meccanico e le vibrazioni.

Dal punto di vista pratico, le variazioni saranno realizzate mediante un attuatore elettromeccanico che, qualora una specifica centralina elettronica “legga” la necessità di adattare il rapporto di compressione, attiverà un braccio incaricato di modificare la rotazione dell’albero a gomiti, alterando così il percorso del pistone all’interno del cilindro. La tecnologia VC-T debutterà in abbinamento alla nuova SUV QX50 nella prima metà del 2017 con una potenza di circa 200 cv e una coppia di 390 Nm.

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